Verona arriva a gara 2 con la possibilità di dare una sterzata pesantissima alla semifinale. Dopo il colpo esterno in gara 1, la Tezenis si ritrova infatti nella situazione ideale per mettere ulteriore pressione alla Fortitudo: vincere ancora al Paladozza significherebbe tornare in Veneto sul 2-0, con l’inerzia tecnica ed emotiva completamente dalla propria parte. Ed è proprio questa la sensazione lasciata dalla squadra di Ramagli domenica sera: quella di un gruppo estremamente lucido, maturo e perfettamente dentro il tipo di serie che si sta sviluppando.
Perché la vittoria di gara 1 non è stata casuale né figlia di una serata offensiva straordinaria. Anzi. Verona ha segnato appena 60 punti, ha tirato con percentuali normali e ha avuto anche momenti offensivamente complicati. Ma dentro una partita sporca, nervosa e a basso punteggio, la Tezenis ha dato continuamente l’impressione di sapere esattamente cosa fare e soprattutto come restare mentalmente stabile nei possessi decisivi.
È qui che entra in gioco uno degli aspetti più interessanti della squadra di Ramagli: la capacità di vincere anche senza dipendere totalmente dai numeri dei propri americani. Johnson e McGee non hanno dominato statisticamente gara 1, ma hanno inciso in tantissimi dettagli che spesso sfuggono guardando solo il tabellino. Johnson ha controllato fisicamente l’area, ha catturato rimbalzi pesanti e ha dato continuità difensiva per tutta la partita, mentre McGee, pur senza accendersi realmente al tiro, ha avuto il merito di non forzare quasi mai la partita, accettando i ritmi bassi e scegliendo con pazienza quando accelerare.
Ed è probabilmente questa la miglior notizia per Verona: avere due americani capaci di leggere la serie senza sentire il bisogno di trasformare ogni possesso in una questione individuale. In una semifinale che si sta giocando più sulla gestione emotiva e sui dettagli che sul talento puro, questo tipo di maturità può diventare un fattore enorme.
Ma il vero simbolo di gara 1 è stato Andrea Loro. Il suo ritorno a pieno regime aggiunge infatti una dimensione completamente diversa alla Tezenis. Domenica è stato ovunque: punti, energia, difesa, letture e presenza costante nei momenti più pesanti della partita. Al di là dei 17 punti segnati, ciò che ha colpito è stata soprattutto la sua capacità di incidere dentro ogni possesso importante, trasmettendo sicurezza a tutta la squadra.
Con Loro nuovamente protagonista, Verona sembra avere oggi un equilibrio ancora più completo. Perché oltre alla qualità degli esterni e all’esperienza dei veterani, Ramagli ritrova anche un giocatore capace di sporcare la partita, aumentare intensità e cambiare inerzia senza bisogno di monopolizzare l’attacco. E contro una Fortitudo che vive molto di energia emotiva e impatto fisico, la sua presenza rischia di pesare enormemente nel corso della serie.
Un altro aspetto che Verona proverà a confermare questa sera è la propria solidità difensiva sugli esterni biancoblù. In gara 1 la Tezenis ha tolto ritmo a Moore e a Sarto, ha costretto la Fortitudo a tanti tiri statici e ha accettato scientemente di concedere conclusioni da fuori pur di proteggere l’area e sporcare le linee di penetrazione. Il risultato è stato un attacco fortitudino spesso bloccato e costretto a giocare possessi lunghi e complicati.
Ora, però, il vero banco di prova sarà mentale. Perché se domenica Verona aveva relativamente poco da perdere, gara 2 sarà completamente diversa. La Fortitudo scenderà in campo con un senso di urgenza totale, sapendo di non poter concedere un altro passo falso casalingo. Questo significa che la Tezenis dovrà essere ancora più brava a reggere eventuali strappi emotivi della Effe, evitando di farsi trascinare dentro una partita nervosa o caotica.
Ed è proprio qui che la squadra veneta sembra avere oggi uno dei propri punti di forza principali: la capacità di non perdere mai struttura. Anche nei momenti peggiori gara 1 non ha mai dato l’impressione di uscire davvero dal piano partita. Ramagli ha costruito una squadra estremamente disciplinata, che raramente forza i possessi e che accetta senza problemi di giocare partite brutte, fisiche e a punteggio basso.
Alessandro di Bari
In foto Loro (Scaligera Verona)