La ripresa di qualità, spessore e identità della pallacanestro d’Europa passa per la riscossa della Dalmazia, tradizionale fucina di talenti che ha prodotto campioni del calibro di Krešimir Ćosić, Dražen Petrović, Pino Giergia, Toni Kukoč, Dino Rađa, Branko Skroče, Stojko Vranković, Žan Tabak e Arijan Komazec, solo per citarne alcuni, ma che negli ultimi anni si è progressivamente spenta.

Il fondo è stato toccato la scorsa stagione con la mancata qualificazione ai playoff di Lega adriatica dello Zadar e con le ancora più pesanti retrocessioni di Split e Šibenka rispettivamente nel torneo adriatico e nella Premijer Liga di Croazia. Un tempo, Zara, Spalato e Sebenico vincevano nella ex Jugoslavia ed erano ben presenti in Europa. Oggi, le tre realtà storiche del basket ex jugoslavo ed europeo si trovano a programmare una manovra di rientro complicata e faticosa.

Allo Zadar torna capitan Ive Ivanov

La necessità di ritrovare linfa e, soprattutto, pianificare a lungo termine è per le squadre dalmate una necessità che sta alla base di recenti movimenti di personale e di mercato che possono essere molto significativi. Interessante è innanzitutto la decisione dello Zadar di fare seguito all’ingaggio di un allenatore giovane e promettente come Stipe Modrić con uno staff tecnico che, nel settore giovanile, è stato quasi completamente rivoluzionato.

Oltre a porre alla guida del settore giovanile Ivan Beram, professionista capace di seguire talenti come Dragan Bender, Ante Toni Žižić, Luka Žorić, Josip Sobin, Ante Delaš, Filip Krušlin e Goran Filipović, la compagine zaratina ha richiamato due ex giocatori biancoblu, come Toni Prostran e Ive Ivanov, con lo scopo, da assistenti allenatori, di trasmettere alle nuove generazioni la cultura cestistica di Zara, la basket city d’Europa per eccellenza.

Una rotta lunga e intricata

Maggiormente complicata è la situazione dello Split, che dopo aver cercato invano un nuovo allenatore ha deciso di promuovere Damir Rančić, riportando nel contempo a Spalato una vecchia conoscenza come Lovre Runjić. Ben più attiva è stata la Šibenka, che per riportare la piazza di Sebenico nella massima serie croata ha ingaggiato due prodotti del basket zaratino come il lungo veterano Jure Škifić e la giovane guardia Gabriel Karamarko.

Nonostante gli sforzi, per la Dalmazia la rotta da percorrere è ancora lunga e intricata. Da superare è ad esempio la tendenza al ricorso sistematico agli stranieri che la federabasket croata non riesce a contrastare, permettendo l’utilizzo di ben tre extracomunitari per squadra in un campionato nazionale che avrebbe invece bisogno di dare minuti ai propri giovani. La Lega adriatica, da parte sua, non pone limiti all’ingaggio degli stranieri, mettendo in crisi non solo la Croazia, ma anche la Serbia e le altre realtà della ex Jugoslavia.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Ive Ivanov (a destra in maglia numero 6). Credits: KK Zadar / Zvonko Kucelin