Le parole del vicepresidente del Consorzio Fortitudo Rossano Guerri a Sportclub su E-Tv

Sulla tensione tra la famiglia Tedeschi e la famiglia Gentilini:

“Io nella mia realtà sono da sempre abituato a tensioni complesse, solo che nello sport ci sono situazioni diverse e altro tipo di pressione. Io però vedo una struttura coesa: Gentilini ha messo un milione, i soci hanno messo l’altra parte. Sono a tutte le trasferte, a tutte le partite, e non c’è un socio, un dirigente, che non punti alla A1. Poi, quando leggo, sembra che ci sia la guerra dei Roses: gli screzi sono puttanate, al palasport ci sono 5000 persone che hanno un obiettivo solo. Altrimenti, se non ci fosse coesione, nessuno metterebbe dei soldi. Io mi occupo del Consorzio, ma quando interagisco con la Fortitudo, in particolare Pennica, non vedo la tensione che si respira leggendo i giornali. Sono problemi di forma, al massimo, non di sostanza: qualche differenza di vedute, qualche fastidio, solo questo”

Sulla struttura necessaria per stare in A1:

“In generale, il tema dello sport è che, se si vuole fare una azienda sostenibile, serve sponsor, consorzio e incassi. Altrimenti, ci sarebbe bisogno di un mecenate come fu Seragnoli. Quindi, se vuoi durare a lungo, serve altro, cercando di contrarre gli introiti che arrivano dai soci. Noi puntiamo alla promozione diretta, perché dai playoff arriverebbe sì un mezzo milione di incassi, ma chi garantisce poi di ottenere il risultato? Finora la presidenza Tedeschi ha fatto un grande risultato se pensiamo a dove si era tre anni fa, ottenendo un equilibrio sportivo eccellente. E quando ricavi e costi sono bilanciati, di gente che vuole entrare ne trovi. Noi ringraziamo Dio che Gentilini li mette sempre, che Tedeschi li mette sempre, che i soci li mettono sempre. Bologna è una piazza dove si può cercare di invertire un trend: la Virtus ora è una azienda che dipende da un azionista solo che può stancarsi, mentre i segnali sono quelli per cui ampliare il raggio può essere impegnativo ma fruttifero”

Sull’addio della famiglia Tedeschi e le possibili conseguenze:

“Io ho fatto nove anni il presidente di una società facile da gestire, una srl a gestione personale che ha fatto anni di C e di B, con l’obiettivo di portare ragazzi alla serie A o al mondo del lavoro. Cento tesserati, diciannove ce l’hanno fatta o nello sport o nella finanza. Mi sono stancato, e chiesi ad Andrea Tedeschi se voleva fare il GM in B: ha declinato gentilmente. Poi, alla fine dell’estate, ho conosciuto la famiglia Gentilini dopo aver conosciuto da 40 anni Tedeschi, così come anche Arletti e Alibegovic. Io non avevo intenzione di entrare, ma ho conosciuto gente molto coinvolta, con l’unico obiettivo di riportare la Fortitudo in serie A. Mi sono piaciuti, mi sono fatto coinvolgere e l’ho detto a Pennica. Poi ho visto altro, ma mi metto a ridere perché sono cose che non contano niente. Per chi tifa Fortitudo, queste cose sono normali: siamo tutti appassionati, altrimenti non ci sarebbero 5000 persone per delle A2 orride o per esodi a Forlì prima di farsi cancellare dal campionato”

Sul lavoro del Consorzio:

“La Fortitudo ha tre fonti di incasso: pubblico, sponsor e Consorzio, che oggi ha 45 consorziati, di cui 5 portati da me. Il consorziato è una specie di ‘grande tifoso’, gli dai qualcosa, degli abbonamenti in parterre, e lui ti dà un aiuto economico. Il lavoro inizia già in campagna abbonamenti, in un parterre dove c’è un mix tra tifosi e imprenditori: averne 100 sarebbe avere 1 milione e mezzo a stagione”

Il budget della Fortitudo:

“Non conosco quelli degli altri. Io credo che in caso di promozione cambierebbero molte cose: gli sponsor, la visibilità, non saresti più una società dilettantistica e cambierebbe il regime fiscale. La A1 aprirebbe maggiori ricavi, ci sarebbero altri costi ma anche meno partite da vendere. I giocatori tesserati sarebbero fiscalizzati, diciamo che in totale una A1 costerebbe mezzo milione in più della A2. Si dovrebbero aumentare i ricavi con una campagna di sponsorizzazione più massiccia”

Il focus rimane sulla stagione in corso:

“Quando ho conosciuto i Gentilini, l’altra spinta in positivo è stata la presenza di Tedeschi, quindi sono entrato con tranquillità. In questo momento, francamente, dobbiamo essere focalizzati su questa stagione: in caso di (difficile) promozione diretta, avremmo meno incassi ma più tempo a disposizione per pensarci, tramite playoff ci sarebbero più soldi ma meno tempo. Il dispiacere sarebbe fare i playoff senza promozione, che per Galliani sarebbe l’ideale: incassi senza spese extra. Ma la A1 è più facile da fare, ci sono tanti stranieri da prendere e, ad esempio, quest’anno noi di quattro stranieri non ne abbiamo sbagliato uno. In A2 il mercato è molto più complicato”

Sulle difficoltà nella ricerca degli sponsor:

“Diana (responsabile marketing) ha un contratto con percentuale su sponsorizzazioni che trova. Non ci sono stati grandi risultati, ma la A2 è un porto dove si deve cercare sul territorio. Lui potrebbe trovare un main sponsor importante da fuori, ma qui serve qualcuno che ami questa realtà e abbia legami territoriali. Trovare due sponsor come Flats Service e Consorzio Innova, in A2, non è da poco: sponsor di maglia da 200 mila euro è importante, anche perché questi pagano, in altre realtà capita che non paghino. E non credo che in A2 ci siano sponsor da 600 mila”

I consigli a Gentilini:

“Per molti allenatori è più facile salvarsi in A1 che essere promossi in A2, si spenderebbe meno. Non dimenticando che in casa giochiamo in sei, io se fossi al posto di Gentilini gli direi che la cosa importante è l’equilibrio di bilancio. Servono le fonti di reddito che ho detto, non stare a pettinare le bambole. Prima bisogna capire quale sarebbe la compagine azionaria. Poi Flats Service non ha un centesimo di debito, non ci sarebbe nulla di che preoccuparsi e io, da consulente, non direi mai a nessuno di rovinarsi per raggiungere l’Eurolega. Io dico che la Fortitudo è un bene della città, dovrebbe avere tante persone a supportare e non essere in mano ad un singolo. Gentilini avrà il 51% il prossimo anno? Non so, diciamo che ha conferito più di tutti, penso comunque che voglia impegnarsi”

Il pensiero su Caja:

“Parlando da tifoso, io posso dire che sono sempre seduto in parterre vicino alla panchina. E ho visto pochi allenatori che conoscono la pallacanestro come lui, e che sanno sempre al volo cosa fare. Vedo che si arrabbia molto”

Sulle riconferme di Caja e Sorokas in caso di promozione:

“Sorokas è un ottimo straniero, e lo sarebbe anche in A1 dove ce ne sono tanti. Per Caja è diverso: non compete a me, ma dipende quale sarà il tipo di gioco che vuoi fare, e giocatori che vogliono adeguarsi a questo sistema. Io con Caja ho parlato una sola volta e mi ha fatto una ottima impressione: dico che quando si costruiscono le squadre si deve capire quale è il sistema e quali giocatori avrebbero voglia di adeguarsi. Pensiamo al fatto che oggi le squadre più belle da vedere sono quelle con l’area libera, ad esempio. Vedo come si è adattato Anumba, ad uno come lui non si può chiedere di più. Bravo Caja a muoversi a campionato in corso, in generale le squadre devono essere pensate fin dall’inizio della stagione”

Sull’infortunio di Imbrò:

“Dispiace tanto, era un ragazzo prezioso, stava incidendo nelle rotazioni, certe partite le ha vinte lui. E dispiace per la persona, davvero sfortunato: si è capito subito che la gamba ha avuto un movimento innaturale”

L’obiettivo della Fortitudo:

“La Fortitudo vuole salire, tutti vogliono salire. Non credo che ci sarebbero altri obiettivi. Poi è chiaro che la A2 è un campionato di sviluppo, avessimo avuto la fortuna di avere 3-4 ragazzi interessanti ci sarebbero state prospettive diverse, ma con la NCAA che offre tanti soldi anche questo è difficile, pensiamo a Marangon di Cividale. Io credo che in A2 ci debba essere spazio sia per giocatori esperti che per giocatori in crescita”

Un’eventuale cena con Gentilini e Tedeschi:

“Intanto speriamo di fare una cena per brindare alla promozione. Oggi, ringrazierei Andrea ma soprattutto Stefano Tedeschi che in questi anni ci ha messo la faccia, e Gentilini che ci ha messo i soldi. Oggi i social esacerbano gli animi: sono tutte puttanate, tra 10 anni la gente si ricorderà dei giocatori e degli allenatori, niente altro. Se il prossimo anno saranno entrambi soci? Fatico a dirlo, se cambiano gli equilibri e la proprietà potrebbero cambiare cose anche nel CDA. So che Gentilini vuole prendere il controllo della società, e se ci riuscirà vorrà dare un potere di impulso”.