Alla fine è il Valencia Basket a prendersi l’Europa e a volare meritatamente alle Final Four 2026. La Roig Arena esplode in una notte destinata a restare nella storia del club valenciano: l’81-64 rifilato al Panathinaikos in gara-5 non è soltanto una vittoria pesantissima, ma la consacrazione definitiva di un progetto tecnico che per tutta la stagione aveva dato la sensazione di poter arrivare fino in fondo.
Dopo il secondo posto conquistato in regular season, Valencia completa l’opera eliminando i campioni greci e staccando il pass per Abu Dhabi, dove in semifinale andrà in scena un derby tutto spagnolo contro il Real Madrid guidato da Sergio Scariolo. Una sfida che promette spettacolo e che mette di fronte due delle squadre più solide e continue dell’intera annata europea.
Per Valencia è il coronamento di mesi straordinari. La squadra di Pedro Martinez ha giocato una pallacanestro moderna, aggressiva, veloce, con identità chiara e rotazioni profonde. Anche in questa gara decisiva gli spagnoli hanno imposto immediatamente il proprio ritmo, scavando il solco già nel primo tempo e arrivando persino sul +17 contro un Panathinaikos apparso ancora una volta nervoso, fragile mentalmente e costretto a rincorrere. Non soltanto in questa serie, ma praticamente per tutta la stagione.
I greci, infatti, erano arrivati ai playoff passando addirittura dai play-in, lontanissimi dalle aspettative costruite in estate. E nemmeno gli investimenti in corsa, come l’arrivo di Nigel Hayes-Davis, sono riusciti a cambiare realmente l’inerzia di un’annata complicata. L’assenza di Kostas Sloukas in questa serie pesa, ma non può bastare come spiegazione per un’eliminazione così netta.
Anzi, la sensazione è che si sia arrivati alla fine di un ciclo. Ergin Ataman potrebbe salutare Atene al termine della stagione, chiudendo la propria esperienza con “soltanto” una EuroLeague conquistata, nonostante proclami e ambizioni che lasciavano immaginare una dinastia europea. Più volte il tecnico turco aveva evocato paragoni con Zeljko Obradovic, ma il campo, almeno per ora, racconta una storia molto diversa.
Valencia, invece, ha avuto lucidità e personalità nei momenti decisivi della partita. Dopo un primo tempo dominato, il Panathinaikos aveva provato a rientrare nel terzo quarto grazie soprattutto alle iniziative di Grant e Hayes-Davis. La Roig Arena aveva iniziato a percepire il pericolo, con i greci capaci di riaprire completamente il match dopo il pesante -17 accumulato.
Ed è proprio lì che si è vista la maturità della squadra spagnola. Nel momento più delicato, quando la partita sembrava poter sfuggire di mano, sono arrivate le triple pesantissime di Badio, De Larrea e Thompson. Tre colpi consecutivi che hanno spento definitivamente la rimonta ateniese e rimesso Valencia in pieno controllo della gara. Una risposta da grande squadra, da gruppo che ormai ha piena consapevolezza del proprio valore.
Badio è stato il simbolo della serata valenciana con 20 punti, 5 rimbalzi e una prestazione totale fatta di energia, aggressività e canestri pesanti. Molto bene anche Montero con 12 punti e 24 di valutazione, mentre Key ha aggiunto 12 punti fondamentali uscendo dalla panchina. De Larrea ha garantito ordine e sangue freddo nei possessi decisivi, mentre Taylor ha diretto il gioco con intelligenza distribuendo 5 assist.
Dall’altra parte il Panathinaikos si è aggrappato ai 15 punti di Hayes-Davis e ai 10 di Osman, ma ha pagato enormemente le difficoltà offensive di Nunn, autore di appena 9 punti con 1/6 da tre e ben 6 palle perse. Grant ha prodotto 10 assist, ma troppo spesso i greci hanno dato l’impressione di giocare in maniera confusa, nervosa e senza reale continuità.
Il dato dei quarti racconta perfettamente l’inerzia del match: Valencia avanti subito 14-10 nel primo periodo, poi il devastante 21-13 del secondo quarto che ha indirizzato la sfida. Il tentativo di rimonta greco nel terzo periodo (27-21) aveva riportato tensione dentro la Roig Arena, ma il 25-14 finale degli spagnoli ha chiuso definitivamente i conti.
Adesso Valencia sogna davvero. E dopo una stagione del genere, farlo non sembra più un’utopia.

QUI le statistiche complete del match

Eugenio Petrillo