Hawks, Lakers e trade deadline: è tempo di scoprire i protagonisti della dodicesima settimana NBA

Per le franchigie NBA è arrivato il momento di fare sul serio. Dopo la pausa per l’All Star Game, infatti, il campionato è giunto in una fase in cui ogni partita appare di vitale importanza per la rincorsa ai playoff. Per quanto riguarda la Eastern Conference, la classifica è ancora guidata dai Philadelphia 76ers (28-12) e dai Brooklyn Nets (27-13), seguite a debita distanza dai Milwaukee Bucks (25-14). A seguire i Miami Heat (22-18), che hanno quasi completato la scalata, i sorprendenti Charlotte Hornets (20-18), gli altalenanti Boston Celtics (20-19), gli ottimi Atlanta Hawks (20-20),  i New York Knicks (20-21), i Chicago Bulls (18-20) e gli Indiana Pacers (17-21). Nella Western Conference, d’altro canto, la situazione è ancora più equilibrata. Al comando rimangono gli Utah Jazz (29-10), che nelle ultime partite sono però sembrati meno imbattibili rispetto all’inizio della stagione, seguiti dai costanti Phoenix Suns (26-12), dai rinati Los Angeles Lakers (27-13) e dai Los Angeles Clippers (26-15). A poche vittorie di distanza, poi, resistono i Denver Nuggets (23-16) e i Portland Trail Blazers (23-16), inseguiti a loro volta dai San Antonio Spurs (20-16), dai Dallas Mavericks (20-18) e dai Golden State Warriors (20-20). Questa dunque la delicata ed equilibrata situazione di classifica di entrambe le Conference, che potrebbe anche cambiare dal 25 marzo in poi, ovvero dopo la trade deadline, che potrebbe permettere a varie contenders di mettere a segno qualche buon colpo di mercato.

Le migliori: Atlanta Hawks e Los Angeles Lakers

A livello di Eastern Conference, la squadra più calda della settimana sono senz’altro gli Atlanta Hawks. Dopo il licenziamento di Lloyd Pierce, e la nomina di allenatore di Nate McMillan, infatti, la squadra ha ingranato la giusta marcia e vinto le ultime sei partite consecutive. Adesso gli Hawks occupano il settimo posto (20-20) della classifica orientale, e condividono lo stesso numero di vittorie di Hornets, Celtics e Knicks. Un ottimo momento di forma, dunque, quello della squadra di Atlanta, che parrebbe aver ritrovato quella freschezza ed energia che la aveva contraddistinta nelle fasi iniziali della stagione e sembrerebbe essere tornata in piena corsa per i playoff. Da sottolineare il contributo del nostro Danilo Gallinari, che nella vittoria di ieri notte contro gli Houston Rockets ha messo a segno 29 punti (10/14 dal campo e 5/8 da oltre l’arco).

A Ovest, invece, la squadra più in forma dell’ultima settimana NBA sono stati i Los Angeles Lakers (27-13). LeBron James e compagni sembrano essere usciti dal momento negativo che li aveva visti perdere numerose partite prima della pausa per l’All Star Game, e negli ultimi sette giorni hanno vinto tre partite su tre. Ovviamente nel cambiamento dei Lakes non può non esserci lo zampino del numero 23, che dopo la pausa sembra essere tornato sul parquet con il coltello tra i denti e aver dato la carica ai propri compagni. Nelle ultime tre gare, infatti, i Lakers hanno registrato il 55,2% dal campo e il 41,3% da tre, ma soprattutto fatto vedere una buona difesa (sebbene le palle perse, ovvero 16, siano ancora un po’ troppe). Ovviamente la squadra ha ancora bisogno di Anthony Davis e sta aspettando con ansia il suo rientro in campo (che dovrebbe avvenire tra circa tre settimane), però coach Vogel al momento non può di certo lamentarsi. La sua squadra ha infatti reagito al momento di difficoltà, e trascinata dal proprio Re si sta comunque confermando un avversario ostico e competitivo per chiunque.

Le peggiori: Washington Wizards e Golden State Warriors

La pausa per l’All Star Game non ha giovato affatto ai Washington Wizards. La squadra di coach Scott Brooks, infatti, ha perso le ultime quattro partite consecutive (contro squadre di prima fascia contro i 76ers e i Bucks), ed è ripiombata al terzultimo posto della Eastern Conference (a tre vittorie dal decimo posto, attualmente occupato dagli Indiana Pacers). I Wizards sono una franchigia in costruzione, con giocatori giovani e promettenti come Hachimura e Avdija, e stelle come Russell Westbrook (indubbiamente il migliore dei suoi nelle ultime gare) e Bradley Beal, che tuttavia non hanno ancora trovato la giusta chimica di squadra. I problemi principali arrivano dalla difesa (27esima della lega) e dalla mancanza di rimbalzi offensivi, ma ultimamente sta vacillando anche l’attacco (attualmente al 22esimo posto dell’NBA), che nelle recenti uscite della squadra non ha tirato affatto bene.

Nella Western Conference, i più deludenti dell’ultima settimana sono stati i Golden State Warriors, che stanno vivendo una stagione alquanto altalenante. Per quanto riguarda gli ultimi sette giorni, comunque, la squadra di coach Steve Kerr ha perso due delle ultime tre partite (giocate contro top contenders come Clippers, Jazz e Lakers), che devono però essere sommate alle tre sconfitte precedenti alla pausa. Una situazione non facile per Steph Curry (che sta comunque giocando egregiamente) e compagni, che stanno perdendo sempre più il contatto con la parte alta della classifica e sono scivolati al nono posto (20-20), a pari merito di vittorie con Mavericks e Spurs. Adesso i Warriors dovranno scrollarsi di dosso questa striscia negativa (la peggiore della stagione) e concentrarsi sulle prossime e decisamente più abbordabili partite (una con Houston e due con Memphis), per riprendere il giusto ritmo e tornare a scalare la classifica della Western Conference.

Steph Curry Nba

Focus : i possibili colpi dell’imminente trade deadline

Mancano solo pochi giorni alla trade deadline, ovvero la fine del mercato NBA, che sul calendario della lega è programmata per giovedì 25 marzo. Sebbene qualche dirigente NBA, rimasto anonimo, l’abbia preannunciata come “la trade deadline più noiosa di sempre”, in ballo ci sono comunque nomi importanti, che in vista dei prossimi playoff potrebbero fare gola a numerose contenders. Di seguito, dunque, una rassegna di tutti i principali giocatori che potrebbero ritrovarsi al centro di qualche intrigante trade, ovvero operazione di mercato, accostati alle relative squadre che per il momento hanno manifestato interesse nei loro confronti e sembrerebbero intenzionate ad accaparrarseli. Attualmente, l’unica trade andata a segno è stata quella che ha portato Hamidou Diallo ai Detroit Pistons, e Svi Mikhailiuk e una scelta al secondo giro del 2027 agli Oklahoma City Thunder.

Myles Turner (Indiana Pacers): Los Angeles Lakers, New Orleans Pelicans, New York Knicks, Charlotte Hornets, Los Angeles Clippers

Kyle Lowry (Toronto Raptors): Miami Heat, Philadelphia 76ers

George Hill (Oklahoma City Thunder): Los Angeles Clippers

Lonzo Ball (New Orleans Pelicans): Chicago Bulls, Charlotte Hornets

Harrison Barnes (Sacramento Kings): Boston Celtics

Andre Drummond (Cleveland Cavaliers): Toronto Raptos, Chicago Bulls, Los Angeles Lakers, Brooklyn Nets, New York Knicks

John Collins (Atlanta Hawks): Boston Celtics, Minnesota Timberwolves

LaMarcus Aldridge (San Antonio Spurs): Chicago Bulls, Los Angeles Lakers, Boston Celtics, Miami Heat, Portland Trail Blazers

Nikola Vucevic (Orlando Magic): Boston Celtics, Miami Heat

Aaron Gordon (Orlando Magic): Portland Trail Blazers, Minnesota Timberwolves

Victor Oladipo (Houston Rockets): Miami Heat, New York Knicks

P.J. Tucker (Houston Rockets): Philadelphia 76ers, Los Angeles Lakers, Brooklyn Nets, Miami Heat, Milwaukee Bucks

 

 

Pier Paolo Polimeno