E’ arrivò finalmente il momento tanto atteso, il giorno predetto da mesi, quello in cui le due squadre che sin dal precampionato erano indicate come le maggiori contendenti allo scudetto, si sfideranno per cucire sulla propria canotta, quel triangolino tricolore nella prossima stagione.

Da un lato gli attuali detentori del titolo, vinto proprio contro gli avversari di oggi, in una serie finale che fa tuttora inorgoglire i tifosi della Vnera, un quattro a zero secco e indiscutibile che ha lasciato scorie e grande senso di rivalsa al team di Ettore Messina, primo ad ammettere di non aver ancora digerito sino in fondo quella dolorosa quanto inattesa sconfitta. E di questo sentimento di rivalsa, la Virtus dovrà tenere conto, affrontando l’Olimpia da questa sera.

Dall’altro lato del campo la corazzata biancorossa meneghina, un team che da anni rappresenta il basket italiano nella maggiore competizione Europea e che, anche quest’anno, è arrivata ai playoff, uscendone sconfitta da coloro che hanno poi vinto la coppa da campioni in carica, giusto per essere precisi nel riconoscere la forza delle attuali scarpette rosse.

Che tipo di finale uscirà da questa serie è davvero difficile prevederlo, sono davvero tantissime le variabili, sia tecniche che motivazionali oltre che di carattere fisico.

Milano, in questo finale di stagione, dopo l’eliminazione in Eurolega contro l’Efes, ha potuto ricaricare le batterie, recuperare a pieno regime un campione come Niccolò Melli e concentrarsi completamente sui playoff, il suo percorso netto di sei vittorie in altrettante partite, racconta di una squadra in ottima forma e con alcuni elementi in grande crescita.

Bologna ha avuto meno tempo, ma arriva a questa finale con la grande consapevolezza di aver già disputato una stagione da nove in pagella, la Supercoppa Italiana e soprattutto l’Eurocup vinta con annesso biglietto di sola andata per l’Europa che conta, valgono abbondantemente il voto, un eventuale ulteriore successo, il terzo di questa annata sportiva, consacrerebbe i Virtussini nella leggenda della società, come ha dichiarato coach Scariolo alla presentazione di questa finale scudetto.

Gli aspetti tecnici della finale, sono quelli che più appassionano, l’Olimpia ha un reparto lunghi molto interessante, con un giocatore che in semifinale è cresciuto in modo costante durante le tre gare disputate, il suo infortunio precedente, ha sicuramente inciso negativamente sulle possibilità del team di andare avanti in Eurolega, ma oggi, restituisce a Milano un Melli in grande forma, deciso a guidare i suoi verso la battaglia. Gli esterni di coach Ettore Messina sono quelli che più devono lavorare per contenere i pari ruolo bianconeri, specialmente Rodriguez, che come backup ha Tommaso Baldasso, essendo uscito di scena Delaney da tempo. L’italiano, dopo la stagione opaca in Fortitudo, sotto la guida esperta di Messina, sembra aver trovato la propria collocazione, prova è la sua performance in gara tre contro Sassari, dove è uscito da MVP della gara.

In casa Virtus, specialmente nel primo turno contro Pesaro, si è badato soprattutto a ritrovare la concentrazione dopo la sbornia per la conquista dell’obiettivo di stagione, e già contro Tortona, i ragazzi in bianconero hanno dimostrato di essere sul pezzo e di non voler togliere così facilmente il simbolo del primato dalle loro canotte. Tortona, è stata pian piano triturata dalla macchina schiacciasassi Virtussina, in un crescendo generale che ha restituito ai ragazzi di coach Scariolo, serenità e concentrazione davvero impressionanti. Gli esterni bolognesi, sono a tutti gli effetti il valore aggiunto di questa formazione, avere in squadra gente come Teodosic, Belinelli, Hackett, Cordinier, Pajola, Mannion e Weems, significa poter disporre di una varietà di soluzioni che poche formazioni possono vantare per fantasia, inventiva e furore difensivo. Sul reparto interno invece, qualche dubbio rimane, le prestazioni di Hervey e Alibegovic degli ultimi tempi, non hanno certo soddisfatto il fine palato dei tifosi, ma l’aria profumata di una finale, potrebbe riservare piacevoli sorprese. Hervey in particolare, ascoltando le parole del coach, deve ancora sistemare completamente il ginocchio operato, causa evidente di un suo atteggiamento in attacco che non è nemmeno parente con quello ammirato prima dell’infortunio. Uno come Kevin, nella versione pre infortunio, sarebbe oro colato in questa serie, ottimo rimbalzista e capace di rubare spesso palla agli avversari, oltre al tiro da fuori che ha costretto più volte il rispettivo marcatore a seguirlo, aprendo così l’area per i compagni.

In questi giorni di vigilia, in molti si sono spinti a fare un pronostico, in tanti hanno provato ad elencare pregi e difetti delle due contendenti, ma solo il campo, partendo da stasera, darà il suo verdetto su chi alla fine, avrà meritato di poter cucire sul petto il tricolore 2021/22. Ci riuscisse Milano, sarebbe il titolo numero ventinove, ad un passo dalla terza stella, se invece fosse Bologna, sarebbe il numero diciassette, il secondo consecutivo ed il settimo trofeo dell’era Zanetti, considerando la Coppa Italia ed il campionato di A2, la Champions, lo scudetto, la Supercoppa Italiana e l’Eurocup.

La gara prenderà il via alle ore 21,00 agli ordini dei signori Ryzhyk, Begnis e Sahin, verrà trasmessa da Rai Sport, Eurosport 2 e Discovery+, mentre in radio la si potrà ascoltare su Nettuno Bologna Uno, grazie alla immancabile voce di Dario Ronzulli.

 

Alessandro Stagni