“Fuerza, Pablo”.
Non può che cominciare così il racconto di gara 3 di semifinale tra Baskonia e Real Madrid, conclusosi con la vittoria che dà ai capitolini il lasciapassare per la finale.
Il coach vicecampione di Eurolega era uscito in giornata dall’ospedale dov’era stato ricoverato in seguito ad un infarto ed è stato sostituito dall’assistente Chus Mateo al Buesa Arena.
Prima dell’inizio della partita, nonostante la posta in gioco, entrambe le squadre si sono unite per augurargli un pronto recupero.
Ma andiamo al basket giocato: è tornato il vero Walter Tavares. Il pivot capoverdiano si erge a Signore del Pitturato con 23 punti, 12 rimbalzi, 6 falli subiti e 2 stoppate, il tutto per un ragguardevole 36 di valutazione.
Deck è la certezza, altra prestazione da incorniciare per il figliuol prodigo argentino che mette a referto 17 punti, cattura 8 rimbalzi e distribuisce 4 passaggi vincenti ai compagni.
Bene, ma non benissimo, anche Hanga, autore di 18 punti; la sua prestazione è macchiata dalle 6 palle perse.
Per i baschi buona la performance di Simone Fontecchio, 16 punti per lui con 3/5 dall’arco, ma né lui nè i 26 punti di Baldwin bastano a mantenere in vita la serie.
I primi passi dell’incontro vedono un Baskonia spronato dal pubblico di casa provare a contrastare la fisicità del Real. Spahija accetta di affrontare gli avversari con la difesa a uomo e la partenza sembra dare ragione alle scelte del tecnico croato: i suoi ribattono colpo su colpo alle iniziative del Real Madrid e difendono con tigna.
Quando l’attacco baskonista accusa un passaggio a vuoto, però, il Real continua a segnare: Causeur ed Hanga sono mortiferi dal perimetro e piazzano il primo allungo (10-18).
I padroni di casa accusano il colpo: la difesa di Chus Mateo rende difficoltosa la via del canestro a Fontecchio e compagni ed ogni attacco è una sofferenza.
Al 10’ è 14-25 con un Real in controllo.
Il secondo quarto trascorre tra la fretta di rimontare dei baschi e la pazienza con cui il Real spreme i propri possessi fino al limite dei 24”.
È ancora Tavares l’incognita irrisolvibile per la difesa del Baskonia; l’ex Gran Canaria fattura punti ed anche il terzo fallo di Fontecchio, costretto a rientrare in panchina ed a lasciare al solo Baldwin l’iniziativa offensiva di una squadra che fatica a trovare interpreti alternativi.
C’è da registrare un sussulto di orgoglio per i vitoriani, all’intervallo lungo lo svantaggio è quasi dimezzato (36-41) e le speranze di allungare la serie si fanno vive.
L’essere tornati in scia è ulteriore sprone per i blaugrana che si guadagnano l’occasione del pari al rientro dagli spogliatoi; la palla dell’aggancio è nelle mani di Giedraitis, tuttavia il suo tentativo dall’arco non vede che il ferro.
È l’episodio che cambia l’inerzia: Tavares si riprende lo spazio vicino al canestro ed è protagonista del break di 15-4 con cui il Real spacca definitivamente la partita.
L’impatto psicologico è pesantissimo: Granger e Baldwin ci provano affidandosi più al talento che alla costruzione, anche scoraggiati dai troppi tiri aperti falliti, per gli ospiti è un’occasione unica per toccare il massimo vantaggio (42-56).
Non varia molto il risultato al 30’, la voglia di non arrendersi del Baskonia vale solo un punto rosicchiato (53-66), il tutto mentre Tavares continua ad imprerversare sotto il canestro avversario.
L’ultimo quarto serve a Chus Mateo per provare soluzioni alternative al cosiddetto “piano a”; negli esperimenti tattici c’è anche il ritorno di Gabriel Deck nella posizione di ala forte.
La prevedibile reazione baskonista si ferma ancora una volta contro le lunghe leve di Tavares.
Se Granger era riuscito ad accoricare le distanze, Deck è ancora un grimaldello per la difesa e segna 8 punti, raccatta un paio di rimbalzi offensivi e contribuisce alla zampata che vale gioco, partita e serie (66-81), conclusa da una tripla siderale di Hanga.
Resta solo il lungo saluto di un Buesa Arena che può ritenersi moderatamente soddisfatto della stagione dei suoi beniamini; dopo una partenza fin troppo altalenante, Spahija ha trovato un assetto credibile che l’ha portato in semifinale, nonostante il fattore campo sfavorevole.
Ora il Real può riposarsi ed attendere, con il Barcellona che andrà sicuramente a giocare almeno una partita in più. E riavere in panchina il suo coach.
Elio De Falco