Terza sconfitta stagionale in campionato per l’Olimpia Milano, che cade per 61-60 sul campo dell’Aquila Trento, brava ad approfittare delle assenze (Malcolm Delaney e Zach Leday, oltre a Kyle Hines per il turnover degli stranieri) e della stanchezza della nobile avversaria, evidentemente provata dalle doppie fatiche europee dell’ultima settimana. La partita è disputata all’insegna della massima fisicità fin dall’inizio, con due difese che cercano di togliere completamente l’iniziativa agli attacchi, anche mettendo le mani addosso quando necessario. Un copione che si addice a entrambe le squadre, molto votate all’abnegazione difensiva. Il risultato primario di questo modo di condurre il match è l’altissimo numero di palle perso da ambo le parti: 14 per Trento, addirittura 16 per Milano, la squadra che perde meno palloni tanto in campionato quanto in Eurolega. Anche le percentuali di tiro si dimostrano figlie di uno scontro estremamente fisico. Trento tira appena con il 17% da tre punti (3/18), ma fa la differenza con un discreto 51% dentro l’arco (18/35). La serata da incubo per Milano, di contro, è tale su tutta la linea: 36% da due con appena 22 tentativi e 30% dall’arco dei tre punti con 10/33. Nel finale punto a punto, l’Olimpia mette anche la testa avanti, dopo aver inseguito per praticamente tutta la gara, ma vive solo di iniziative individuali, perlopiù targate Sergio Rodriguez e Kevin Punter. Trento, pur sbagliando tanto, mantiene più viva la coralità offensiva e, alla fine, viene premiata, segnando di energia il canestro della vittoria, grazie a Kelvin Martin, e sigillando il punteggio con l’ennesima ottima difesa.
LA CRONACA
L’inizio del match è assolutamente all’insegna della fisicità. Nei primissimi minuti entrambe le squadre faticano a mettere punti a tabelloni, ma con l’andare del quarto escono le maggiori energie dell’Aquila, che forza, con la propria durezza, molti palloni gettati al vento dai milanesi, provati forse dalle fatiche europee. Il tentativo di fuga trentino è però subito rintuzzato da Milano, che alza la pressione difensiva, trova due triple filate di Kevin Punter e chiude così il primo quarto sul 14-14.
La magra offensiva generale prosegue anche nel secondo quarto, con le due formazioni che perdono caterve di palloni e sbagliano diversi tiri, senza riuscire quasi mai a costruire conclusioni aperte o comode. Trento prova di nuovo ad allungare sul 20-14, ma l’Olimpia si aggrappa alla propria difesa e rimane nel match (23-22). Gary Browne continua a far soffrire la retroguardia dell’Olimpia, che resta aggrappata nel punteggio grazie a qualche giocata individuale (30-28 a metà della contesa).
Non cambia il copione a inizio terzo periodo. L’Aquila prova la fuga, ma Milano si affida alla propria difesa. I padroni di casa esauriscono presto il bonus dei falli, concedendo agli avversari qualche giro di troppo in lunetta. Così l’Olimpia mette per la prima volta la testa avanti sul 38-40, ma Trento replica con qualche conclusione veloce dopo buoni brani difensivi. Non si spezza tuttavia l’equilibrio nel punteggio. I bianconeri guadagnano giusto un punto rispetto alla pausa lunga e conducono 49-46 al trentesimo.
Il team locale continua a conservare il proprio minimo margine di vantaggio, rispondendo con Jacorey Williams e Gary Browne a Sergio Rodriguez, salito improvvisamente al proscenio dopo tre quarti sottotono dal punto di vista realizzativo. Proprio sulla quarta tripla del Barba spagnolo Milano trova il sorpasso (59-60) a poco più di un minuto dalla fine. A circa venti secondi dalla sirena conclusiva Trento rimette però la testa avanti grazie a un tap-in di Kelvin Martin. L’Olimpia non riesce a costruirsi un tiro e deve arrendersi per 61-60.
Qui le statistiche del match
In foto – Ciamillo/Castoria
Andrea Ranieri