BOLOGNA – Jasmin Repesa is back. Oggi è stato il primo giorno del coach croato da nuovo allenatore della Fortitudo Bologna. Repesa si è presentato alla stampa in una conferenza al PalaDozza.

Queste le prime parole:

“Voglio salutare tutto il nostro popolo. Sono felice di essere di nuovo qua. Non vedo l’ora di ricominciare”.

Cosa l’ha convinto a tornare in Fortitudo? “Onestamente è stato tutto inaspettato. La mia idea iniziale era quella di andare avanti con Pesaro, così come la Fortitudo aveva un allenatore con cui le cose erano andate bene. Non appena poi ho deciso di liberarmi da Pesaro, ho ricevuto la chiamata da Pavani. Mi ha convinto subito con la sua tenacia”.

Ha idea di che squadra troverà? Ha qualche idea di mercato? “Voglio dare un’organizzazione che ci darà una solidità per lavorare ad altissimo livello. Su questo siamo tutti sulla stessa onda. Tutti questi giorni abbiamo parlato di questi aspetti. Una volta sistemato questo, parleremo della squadra. Cerchiamo di costruire una squadra più a lungo termine, più volta al futuro, proprio come si aspetta il nostro popolo.
Questo è stato un periodo difficile. Non solo per la Fortitudo, ma tutte le squadre. Questo Covid ha fatto danni seri. Chi lavora sbaglia, ma un anno non è la storia di un club. Io da parte mia posso promettere che saremo umili, cominceremo coi piedi per terra e ognuno di noi sarà orgoglioso di vestire il biancoblu”.

Un pensiero su Mancinelli e Belinelli unici due giocatori ancora in attiva dall’ultima partita in Fortitudo “Stiamo invecchiando, ma stiamo facendo di tutto per rimanere in pista. Arrivano giovani forti e preparati. Noi valiamo tanto. Mancinelli e Belinelli sono partiti con noi e ci hanno dato tante soddisfazioni. Ringrazio tutti e due. Sono molto orgoglioso delle carriere che hanno fatto. Sono partiti con noi, con me e questo non me lo dimenticherò mai”.

Qual è stata la chiave che l’ha convinto ad accettare la Fortitudo “Io sono fortitudino. Non l’ho mai nascosto. Mi ha convinto l’ambizioni di questo gruppo in un periodo difficile. C’è tanta voglia di fare bene e di andare avanti”.

Su quali obiettivi pensi di poter lavorare a medio-lungo termine “Ho in mente come potrebbe essere questo percorso. Dobbiamo partire con grande umiltà. Vogliamo avere con noi giocatori che hanno fame di vincere e trovare questa tipologia non è facile. Non abbiamo fretta anche perché tanti campionati non sono ancora finiti. In questo periodo le richieste economiche sono abbastanza alte. Ci sono persone che sono punti di partenza. Per me però, ripeto, è fondamentale rimettere a posto un’organizzazione ad ampio raggio. I miei giocatori dovranno avere un servizio straordinario. Io chiederò tantissimo da loro e allo stesso tempo loro dovranno avere tanto. Sarà importante trovare continuità. Noi non vogliamo prenderci troppi rischi. Vogliamo trovare un gruppo che possa stare insieme per diverse stagioni. Non voglio sbagliare perché sarebbe un peccato rovinare l’immagine che ho con questi colori”.

Il livello dei giocatori italiani “Secondo me ci sono giocatori italiani importanti anche a livello europeo. Tanti giocatori spesso cambiano società, allenatori e sistema di gioco. Qualche volta si perdono e fanno fatica ad avere una crescita. Talenti ci sono e alcuni di questi sono di altissimo livello. Ci vuole lavoro quotidiano in palestra. Nessuno è diventato un grande giocatore senza lavoro”.

Quanto conterà la mentalità durante la partita? “La mia mentalità parte dalla serietà nel lavoro ad altissimo livello. Voglio vedere tutti con lo stesso desiderio. Senza questo è difficile competere”.

Si è fatta un’idea dei giocatori attualmente sotto contratto? “Ho già parlato con tutti i giocatori sotto contratto”.

Obiettivi. “Vogliamo essere competitivi. Bisogna capire cosa fare per esserlo. Il budget è importante, ma non è determinante come una volta. Oggi purtroppo o per fortuna non ci sono più i giocatori di una volta perché vanno direttamente in NBA. Oggi conta di più lo scouting, l’allenamento ed il lavoro in palestra. Conta prendere giovani o anche giocatori più anziani ma affamati di vittoria. Posso fare l’esempio di quando Trento acquistò Shields da Francoforte. Il 70% dei giocatori erano più pagati. Ora è un giocatore che fa la differenza in Eurolega”.

Si parla di giovani. Cosa pensa di Leonardo Totè? “Stamattina ho parlato con lui. Mi piace perché ha accettato la sfida di andare in Spagna. Gli è riuscita bene ed è una cosa da rispettare. La vedo come una competizione con sé stesso. Totè è un ragazzo non più giovanissimo. Mi aspetto che produca con più consistenza e continuità. Ci sono state partite da 20+10 e altre da 0. A Cantù ha realizzato 3 triple, in altre 0. Deve migliorare sulle cose base. Potrebbe giocare più in velocità, trovando canestri facili. È un ragazzo che capisce il gioco ad altissimo livello sia da 4 che da 5. Lui è in grado di andare giocare fronte e spalle a canestro. Ma deve essere più continuo. Sono convinto che sia un ragazzo che vuole crescere”.

Possibile cercare qualche elemento dal mercato dell’est Europa? “Non c’è un’orientazione fissa. C’è tempo per fare mercato. In questo momento le richieste sono esagerate. Dobbiamo avere pazienza. Sappiamo in che direzione dobbiamo andare. Dobbiamo procedere con calma, siamo solo a fine maggio”.

 

Eugenio Petrillo 

 

Foto Ciamillo-Castoria