Varese batte Pesaro 81-68 in una partita d’importanza capitale. La squadra di coach Bulleri, dopo l’impresa titanica contro Sassari di settimana scorsa, sconfigge anche l’armata di Pesaro, venuta a Masnago alla ricerca di punti vitali per i playoff. Egbunu, Scola e Douglas però hanno trascinato i biancorossi in un match dominato e controllato dall’inizio alla fine.

L’analisi parte da una componente fondamentale di Varese: la grinta. Oggi, la squadra di Bulleri, dal primo all’ultimo minuto ha dato la sensazione, oltre che di essere in totale controllo del match, di voler a tutti i costi vincere. Il primo che più ci credeva di tutti è proprio Bulleri, che non ha smesso di dare indicazioni, agitarsi, fare le mosse giuste e comandare il match. Poi si passa attraverso tre nomi, che a loro modo hanno contribuito. Menzione speciale va chiaramente all’eterno Scola, che a 40 ancora non smette di stupire e di essere leader. Poi la fisicità di Egbunu sotto canestro ha fatto nettamente la differenza. Il centro nigeriano ha dato l’impressione di poter prendere ogni rimbalzo, e soprattutto tramutare in oro ogni assist dei compagni. Ultimo, ma non per importanza è l’ormai leader incontrastato Toney Douglas: la guardia americana nel momento di maggiore difficoltà di Varese, si carica la squadra sulle spalle e regala con una tripla incredibile la vittoria ai suoi. Pesaro ha provato in tutti i modi a riaprire una partita che più volte è sembrata chiusa, eppure Bulleri è stato bravo a puntare sull’unico elemento che ha fatto realmente la differenza in questo match: la fisicità. Adesso Varese alla salvezza ci crede davvero, non è più un sogno. E sulle ali di Douglas e Scola, sicuramente, il volo verso la meta è molto più sicuro.