Il CT della Lettonia Luca Banchi è stato intervistato da Piero Guerrini di TuttoSport ed ha toccato il tema Mondiale, parlando delle assenze ed anche dell’Italia di Pozzecco, queste le sue parole:

Sulle assenze: Tutti parlano di Kristaps Porzingis, ma abbiamo perso prima Janis Strelnieks che si è rotto il tendine all’Aek e Rihards Lomazs, cui è saltato il crociato a Oldenburg. Erano due guardie e punti di riferimento. Poi sono arrivati in cattive condizioni Davis Bertans che ha giocato i suoi primi 10’ mercoledì con la Finlandia e Janis Timma che deve ancora fare il primo allenamento di squadra. Resta Dairis Bertans alla fase conclusiva della carriera e tanti giovani del 2000 e 2001, una batteria di giocatori agguerriti. Nel sorteggio non siamo stati aiutati dal ranking e troveremo due candidate al titolo: Francia e Canada. Complice la mano fatata di Luis Scola dopo incroceremo il girone di Spagna, Brasile, Iran e Costa d’Avorio. Questo piccolo Paese poteva giocarsela, in ballo c’è la qualificazione al Preolimpico. E uno dei primi 22 posti non è scontato”.

Sul no al Baskonia per restare alla guida della Lettonia: “In certe occasioni sì, quando mi ha contattato Reggio Emilia che aveva urgenza di cambiamento e ha scelto giustamente Caja. Poi per l’estensione a Pesaro. E a Strasburgo in febbraio ho rifiutato un biennale. Io non sono un allenatore che appena finita la stagione riesce a mettere subito un’altra maglia. Ho bisogno di coinvolgimento emotivo, professionale, di rispettare il mio corpo e il mio lavoro. Devo avere garanzie su struttura e staff , che mi permetta di lavorare da remoto in Naizonale. Alberani a Strasburgo aveva bisogno di coinvolgermi nella costruzione di squadra. Io ho investito molto sulla Lettonia. E ho fatto rinunce, l’ultima molto dolorosa. Baskonia? Sì, la possibilità di tornare in Eurolega a 58 anni, una situazione ideale per concludere la carriera. Ero inorgoglito. A Vitoria s’è trovata senza fatica l’intesa con il patron Querejeta e con Salazar, uno dei più grandi scout. Ma mi hanno chiesto di lasciare subito la Nazionale. Vogliono di fare una grande stagione e hanno deciso così… Volevano un allenatore subito presente per tracciare la linea. Querejeta dice che l’Eurolega è spietata, non c’è spazio né tempo per correggere e il Baskonia non ha il budget delle big. Ma io sentivo l’impegno morale verso la Lettonia. Lasciare non sarebbe stato coerente e affine al mio stile. Può diventare un rimpianto. Però andiamo al Mondiale se me l’avessero detto due anni fa non avrei creduto a tutto questo”.

Sull’Italia di Pozzecco: “Ha un gioco consolidato, una struttura, coesione, giocatori che vogliono esserci e stare assieme. Ha campioni di altissimo livello che hanno forte impatto sulle giovani generazioni. Direi iconici, come Fontecchio che può ambire al primo quintetto del torneo. Melli, Spagnolo. Qui non c’è, ma anche Mannion. Pozzecco ha il grande merito di dare linfa a questo spirito, alla voglia di giocare assieme, ha dato idee chiare. A guardare l’Europeo ho provato rimpianto per l’Italia con la Francia poi arrivata in finale. L’Italia ha raggiunto un picco di popolarità, giocare un Mondiale da protagonista darebbe la svolta, dimostrerebbe che almeno con la Nazionale il basket italiano si muove nella direzione giusta”.