Il 3 aprile del 2025, Federica Brignone, dopo una bruttissima caduta, si esprimeva in questo modo: “Devo pensare alla mia salute. Vediamo se tornerò a camminare bene, mi sono procurata un danno permanente, non recupererò mai la piena funzionalità del ginocchio”. Il responso della risonanza magnetica era terribile: frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, sommata alla rottura del legamento crociato anteriore.

Federica non molla, fa tutte le terapie e la riabilitazione del caso, ma gareggiare alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina sembra utopia. A dicembre cominciano a circolare le prime voci su un suo possibile rientro, fino all’uscita della lista della Coppa del Mondo di gigante: la Brignone è presente. A Plan de Corones, quasi 300 giorni dopo quel bruttissimo infortunio, l’azzurra chiude sesta, un risultato totalmente inaspettato. Il 31 gennaio, nel SuperG di Crans Montana, finisce al diciottesimo posto: la paura dopo l’infortunio, forse, è tornata a farsi sentire.

Oggi, 12 febbraio, quel sentimento di timore si è trasformato in una gioia immensa e inaspettata: Federica Brignone ha conquistato l’oro nel SuperG femminile di Milano-Cortina, quelle Olimpiadi che sembravano un miraggio in primavera. Senza dubbio, abbiamo assistito ad una delle imprese più memorabili del nostro sport: è la prima medaglia d’oro olimpica per la Brignone, che si consacra definitivamente. Le sue dichiarazioni: “Non me lo sarei mai aspettata, non pensavo di poter vincere”. Il percorso che porta a questa vittoria ci insegna cos’è davvero lo sport: sacrifici, dolore, tristezza ma anche passione, gioia, felicità e incredulità. Quindi non ci resta che ringraziare Federica: oltre all’emozione, ci ha regalato anche una grande lezione di vita.

Crediti foto: La Repubblica