Momo Diouf è stato intervistato da La Stampa ed ha toccato vari temi dalla chiamata alla Virtus Bologna da parte di coach Luca Banchi (ora coach solamente della Lettonia) ma anche degli insulti razzisti ricevuti dalla Nazionale italiana U20. Queste le sue parole:
“Fu una chiamata inaspettata. A Banchi devo tanto, è uno degli allenatori che ha agevolato la mia carriera. Ma tutti quelli incontrati sulla mia strada, tra cui Ivano vie con cui ho vinto lo scudetto, mi hanno dato qualcosa. Su Pozzecco, ,molta tranquillità e tantissima fiducia. Non solo a me, ma a tutto il gruppo azzurro. Avrò un ruolo più importante? Avverto più responsabilità, ma la vivo con tranquillità. A fine Europeo sarei felice se vincessimo una medaglia. Sugli insulti razzisti alla Nazionale U20, queste cose, purtroppo, succedono sempre e dovunque. I ragazzi sono stati bravi a rispondere sul campo, zittendo quella gente con i risultati. Bisogna anche saper chiudere le orecchie e non ascoltare, capendo che chi insulta è qualcuno che prova a rovinare le giornate degli altri solo perché non ha sfruttato le possibilità avute nella propria vita. A me è mai capitato? Sì, ma alla fine io rido sempre. Vedo una persona del genere sui social, rido e penso: come fai a perdere tempo per scrivere certe cose a uno che non conosci? E neanche ci metti la faccia”.