La NBA ha chiuso a New York i due giorni di riunioni del Board of Governors, appuntamento che ha permesso ai proprietari delle trenta franchigie di fare il punto su alcuni dei dossier più importanti per il futuro della lega. Al termine degli incontri Adam Silver ha parlato con i media, affrontando dal processo di espansione verso Las Vegas e Seattle al progetto NBA Europe, passando per il caso Kawhi Leonard-Clippers e il futuro dei Portland Trail Blazers.

Uno dei temi principali è stato quello dell’espansione. La NBA continua a lavorare sulle candidature di Las Vegas e Seattle e mantiene l’obiettivo di arrivare a una decisione entro la fine del 2026.

La situazione delle due città resta però differente. A Las Vegas sono ancora coinvolti diversi gruppi interessati e la questione dell’arena rimane aperta. Tra le possibilità discusse ci sono un importante rinnovamento della T-Mobile Arena e la costruzione di una nuova struttura. Nelle prossime settimane sono attese nuove proposte da parte dei gruppi ancora in corsa.

Seattle si trova invece in una fase più avanzata dal punto di vista delle infrastrutture. La Climate Pledge Arena è già considerata sostanzialmente pronta per ospitare nuovamente una franchigia NBA, pur con alcuni possibili interventi di adeguamento. Proprio per questo durante il Board si è parlato più a lungo di Las Vegas, dove restano da definire diversi aspetti del progetto.

Ampio spazio anche al caso che ha coinvolto i Los Angeles Clippers e Kawhi Leonard. Silver ha confermato che le sanzioni decise dalla lega sono definitive e non verranno rinegoziate. Los Angeles era stata punita con 30 milioni di dollari di multa, la perdita di cinque future prime scelte al Draft e la sospensione per un anno del proprietario Steve Ballmer, mentre Leonard aveva ricevuto una multa da 700.000 dollari.

Il commissioner ha spiegato che la NBA ha tenuto conto anche dei precedenti storici, compreso il caso dei Minnesota Timberwolves e Joe Smith, nel determinare la portata delle sanzioni. L’obiettivo della lega è colpire in maniera significativa le violazioni senza provocare danni permanenti alla competitività della franchigia.

I Clippers non sono stati rappresentati nei due giorni di riunioni del Board e dovranno ora nominare un governor ad interim per il periodo di sospensione di Ballmer. Silver ha inoltre confermato di aver incontrato personalmente Kawhi Leonard prima della definizione del caso e ha ribadito la volontà della NBA di considerare chiusa la vicenda. Basket Magazine aveva ricostruito lo scorso 2 settembre le sanzioni inflitte dalla lega e nei giorni successivi la posizione inizialmente assunta dai Clippers.

Altro dossier centrale è quello di NBA Europe. Nel corso del Board il deputy commissioner Mark Tatum ha aggiornato i proprietari sull’avanzamento del progetto e sulle trattative con EuroLeague. La NBA considera ancora preferibile la costruzione di un fronte comune, ma l’eventuale mancato accordo non bloccherebbe necessariamente l’iniziativa.

Silver ha spiegato che l’intenzione è quella di introdurre già nel 2027 una prima forma di competizione sul mercato europeo, anche se il prodotto iniziale potrebbe essere diverso dalla struttura definitiva della futura lega. Restano infatti da definire diversi elementi, dal sistema salariale ai diritti televisivi fino alla composizione delle squadre e alla costruzione o riqualificazione delle arene. Ulteriori annunci sono attesi nei prossimi mesi.

La NBA ha affrontato anche la situazione dei Portland Trail Blazers. Il nuovo proprietario Tom Dundon è impegnato nelle trattative con le istituzioni locali per trovare una soluzione sul futuro dell’arena. Silver ha ribadito la volontà della lega di mantenere la franchigia in Oregon e ha definito un eventuale trasferimento come un fallimento, sottolineando però la necessità di disporre di un impianto moderno per garantire la sostenibilità a lungo termine sia dei Blazers sia della formazione WNBA della città.

Il commissioner ha infine difeso l’attuale sistema economico della NBA e in particolare il secondo apron, molto criticato negli ultimi mesi dalla NBPA. Secondo Silver, il sistema ha contribuito ad aumentare la possibilità per le trenta franchigie di competere indipendentemente dalle dimensioni del mercato. Pur lasciando aperta la porta a future modifiche attraverso il confronto con la Players Association, Silver ha definito l’attuale struttura la migliore mai avuta dalla NBA.

Il Board ha segnato infine il passaggio di consegne alla propria presidenza. Dopo nove anni Larry Tanenbaum, governor dei Toronto Raptors, lascia l’incarico di chairman. Al suo posto subentra Micky Arison, storico proprietario dei Miami Heat, già eletto all’unanimità dal Board nel mese di luglio.

Un Board of Governors dunque particolarmente ricco di temi: nessun annuncio definitivo sull’espansione, ma il percorso verso Las Vegas e Seattle continua; NBA Europe entra in una fase sempre più concreta e la lega prova intanto a voltare pagina sul caso Clippers, a poche settimane dall’inizio della stagione 2026/27.

In foto: Il commissioner della NBA Adam Silver | Foto Di Governor Eric Holcomb

Di Flavio Tarabù