Si aprono con una netta vittoria degli Houston Rockets gli NBA China Games 2026. Alla Venetian Arena di Macao, la formazione di Ime Udoka supera i Dallas Mavericks 135-117, trascinata dalla tripla doppia di Alperen Şengün (16 punti, 10 rimbalzi e 10 assist). A rubare la scena è anche il ritorno di Fred VanVleet, autore di 17 punti dopo aver saltato l’intera scorsa stagione per infortunio. A Dallas non bastano i 19 punti di Cooper Flagg, tutti realizzati nel primo tempo. La sfida, disputata davanti a 11.564 spettatori, ha richiamato a Macao numerose personalità dello sport e dello spettacolo, mentre il commissioner Adam Silver ha affrontato anche il tema del futuro progetto NBA Europe.
DALLAS MAVERICKS – HOUSTON ROCKETS 117-135
Gli Houston Rockets iniziano la propria preseason con una convincente vittoria contro i Dallas Mavericks, indirizzando la sfida già nei primi ventiquattro minuti. Houston chiude il primo quarto avanti 27-19 e allunga ulteriormente nella seconda frazione, andando all’intervallo sul 65-45. Protagonista della serata è Alperen Şengün, che realizza una tripla doppia da 16 punti, 10 rimbalzi e 10 assist in appena 22 minuti. A guidare i marcatori è Tari Eason, autore di 20 punti e 9 rimbalzi, mentre Kevin Durant contribuisce con 15 punti. La notizia più importante per la formazione texana è però il ritorno di Fred VanVleet, nuovamente in campo dopo la rottura del legamento crociato del settembre 2025. Il playmaker chiude con 17 punti e 7 assist, realizzando cinque triple, tre delle quali nei primi minuti di gara. Ottima anche la prestazione di Reed Sheppard, autore di 16 punti.
Dall’altra parte, i Mavericks di Dusty May, alla sua prima partita sulla panchina della franchigia, devono fare a meno di Kyrie Irving, oltre che di diversi altri elementi della rotazione. Dallas trova comunque segnali incoraggianti da Cooper Flagg, che realizza 19 punti, 6 rimbalzi e 3 assist in appena 19 minuti, mettendo a referto ben 17 punti nel secondo quarto. Il talento dei Mavericks resta poi a riposo per tutta la ripresa. Dallas prova a reagire nella terza frazione, vinta 35-34, ma non riesce a riaprire la partita, con Houston avanti 99-80 alla fine del periodo. Nel quarto conclusivo, riservato prevalentemente alle seconde linee, i Rockets amministrano il vantaggio fino al definitivo 135-117. Per Dallas arrivano anche i 16 punti di Naji Marshall, i 14 di Max Christie e i 13 di Tobi Lawal. Positiva la prova di Sergio de Larrea, che chiude con 11 punti e 6 assist, mentre Zaccharie Risacher aggiunge 9 punti e 8 rimbalzi.
A fare la differenza è soprattutto l’efficienza offensiva di Houston, che conclude la gara tirando con il 54,7% dal campo e il 50% dall’arco (18/36), distribuendo 36 assist. Nel postpartita, coach Dusty May ha riconosciuto le difficoltà incontrate dalla propria squadra contro la fisicità degli avversari, sottolineando comunque la reazione nella ripresa: «C’è molto da sistemare, ma anche alcuni aspetti positivi». L’allenatore ha inoltre elogiato Flagg per le scelte offensive e la competitività mostrata in campo.
Già nella conferenza stampa della vigilia, il giovane talento aveva evidenziato l’importanza di queste prime sfide per costruire la nuova identità della squadra: «Sono entusiasta di poter finalmente giocare contro qualcuno che non indossa la maglia dei Mavericks». Particolarmente significativo anche il ritorno di VanVleet, che durante il Media Day di settembre aveva dichiarato: «Mi sento davvero bene. Sono molto grato ed entusiasta di poter tornare in campo». Parole che trovano conferma nella prestazione offerta contro Dallas.
DALLAS MAVERICKS-HOUSTON ROCKETS 117-135 (19-27; 45-65; 80-99)
Dallas Mavericks: Flagg 19, Marshall 16, Christie 14, Lawal 13, de Larrea 11, Risacher 9, Biberović 9, Howard 8, Gafford 7, Johnson Jr. 4, Lundy 3, Poulakidas 3, Powell 1, Cisse 0.
Houston Rockets: Eason 20, VanVleet 17, Şengün 16, Sheppard 16, Durant 15, Thornton 13, Smith Jr. 12, Thompson 8, Tshiebwe 5, Bogdanović 4, Crawford 4, Copeland 3, Adams 2, Phillips 0, Pedulla 0.
MACAO, UN PARTERRE DI STELLE PER GLI NBA CHINA GAMES

Yao Ming | Fonte Houston Rockets, via X
Non soltanto pallacanestro sul parquet della Venetian Arena. Il primo appuntamento degli NBA China Games 2026 ha richiamato alcune delle personalità più conosciute dello sport e dello spettacolo internazionale. Tra i presenti figurano l’attore Jackie Chan, l’ex calciatore David Beckham e la leggenda cinese ed ex Rockets Yao Ming, oltre a diversi protagonisti della storia recente della NBA come Dwyane Wade, Chris Bosh, Ray Allen, Jeremy Lin e P.J. Tucker. Un parterre d’eccezione che testimonia la rilevanza internazionale dell’evento, tornato a Macao per il secondo anno consecutivo.
La manifestazione non si limita alle due partite tra Rockets e Mavericks, ma comprende numerose iniziative dedicate agli appassionati, tra cui l’NBA House, l’NBA Fan Day e gli appuntamenti di NBA Cares con le comunità locali. Un’occasione per rafforzare ulteriormente il legame tra la lega statunitense e il pubblico asiatico, confermando la volontà dell’NBA di consolidare la propria presenza sui mercati internazionali.
Proprio da Macao, il commissioner Adam Silver è intervenuto anche sul futuro del progetto NBA Europe, mostrandosi fiducioso sulla possibilità di raggiungere un’intesa con EuroLeague. Parlando alla CNBC, Silver ha confermato la volontà di proseguire con il progetto europeo, senza escludere una collaborazione con l’attuale massima competizione continentale: «Noi stiamo andando avanti con quello che chiamiamo NBA Europe e speriamo di trovare un accordo con EuroLeague. Penso che ci riusciremo».
IL PROSSIMO APPUNTAMENTO
Houston Rockets e Dallas Mavericks torneranno ad affrontarsi domenica 11 ottobre alle ore 12:00 italiane, sempre alla Venetian Arena di Macao, per il secondo e ultimo appuntamento degli NBA China Games 2026. Per Dallas sarà anche l’occasione di rivedere in campo Kyrie Irving, atteso al rientro dopo il lungo stop per la rottura del legamento crociato. Kevin Durant, invece, resterà a riposo nella seconda sfida, come annunciato da coach Ime Udoka.
Di Flavio Tarabù
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In foto: Alperen Şengün | Fonte: Houston Rockets, via Facebook