L’attesa è finalmente finita: i Milwaukee Bucks hanno coronato una leggendaria cavalcata nei playoff con un altrettanto leggendario risultato. Vittoria in gara 6 (dopo essere partiti 0-2) contro i Phoenix Suns, vittoria delle NBA Finals e conquista di un anello che la franchigia del Wisconsin non vedeva da 50 anni.
La firma decisiva è quella di Giannis Antetokounmpo, autore di 50 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate, e giustamente eletto MVP delle finali NBA.
Il greco parte subito forte (doppia cifra nel primo quarto) e permette ai suoi di chiudere la prima frazione 29-16 (punteggio più basso dei playoff per i Suns, complice anche un Devin Booker dalle mani molto fredde in avvio). Nel secondo quarto, però, i Suns rimontano, prima raggiungendo il pari con Chris Paul (10 punti nel secondo quarto) e poi addirittura passando in vantaggio in chiusura di quarto (che termina 47-42).
Il terzo quarto vede la reazione di Antetokounmpo, letteralmente scatenato, che trascina i compagni al pareggio (77-77) aggredendo il ferro e catturando rimbalzi, ma è nel quarto e decisivo quarto che il n.34 dà il meglio di sè. Dopo essersi riposato, infatti, “The Greek Freak” supera i 40 punti, mette a segno la quinta stoppata della serata (primo dal 1974 con almeno 40 punti, 10 assist e 5 stoppate in finale) e trova il prezioso sostegno di Bobby Portis (16 punti in uscita dalla panchina). I Suns provano a restare a galla con il jumper di Devin Booker ma è troppo tardi: i Bucks sono i campioni NBA e Giannis Antetokounmpo il loro MVP.
Il migliore in campo è ovviamente il n.34, autore di 50 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate. Partita difficile in attacco per Jrue Holiday (che tuttavia sfiora la tripla doppia con 12 punti, 11 assist e 9 rimbalzi) e Khris Middleton (17 punti e 6-13 dal campo), mentre ottimo contributo di Bobby Portis (16 punti). Per i Suns: 26 punti di Chris Paul, 19 di Devin Booker, 15 punti e 13 rimbalzi di Jae Crowder e 12 punti di uno spento DeAndre Ayton.
Onore comunque alla squadra di coach Monty Williams (che a fine partita entra nello spogliatoio dei Bucks per ringraziarli), che sebbene abbia vanificato il vantaggio iniziale (2-0) è stata protagonista di una stagione sensazionale. I Suns si meritavano la vittoria e sono arrivati a un passo dal primo titolo della loro storia, ma hanno trovato sul loro cammino una formazione altrettanto meritevole, probabilmente più concentrata, affiatata, affamata e determinata. Una squadra dove l’egoismo non è mai sembrato essere di casa, e che ha potuto contare sul gioco collettivo (professato da coach Budenholzer), su una grande solidità in entrambe le metà campo e sul cuore immenso del proprio dio greco e, adesso, MVP: Giannis Antetokounmpo.