La stagione dell’Acqua San Bernardo Cantù si chiude con un colpo di scena che nessuno si aspettava — o quasi. Walter De Raffaele ha deciso di non proseguire il suo rapporto con il club brianzolo, avvalendosi dell’opzione di uscita prevista nel contratto che lo legava alla società fino al termine della stagione 2026-27. La notizia, anticipata da Backdoor, ha il sapore amaro di un divorzio consumato proprio nel momento in cui Cantù aveva ritrovato la serenità di una salvezza conquistata con merito.
De Raffaele era arrivato sulla panchina canturina il 20 gennaio 2026, in un momento delicato per la società, e aveva saputo dare una direzione precisa a un gruppo che ne aveva bisogno. La missione era salvarsi, e la missione è stata compiuta. Eppure non basta.
Dietro la separazione ci sarebbero le divergenze sulle ambizioni future del progetto: il tecnico livornese avrebbe chiesto garanzie concrete in termini di programmazione e budget per costruire una squadra competitiva, in una stagione che per Cantù si preannuncia storica con l’inaugurazione della nuova arena. Garanzie che, evidentemente, non sono arrivate — o non nelle forme e nelle proporzioni richieste.
Quasi un mese fa, De Raffaele aveva parlato con entusiasmo della sua esperienza in Brianza: «Venire a Cantù mi ha restituito la passione per andare in palestra, allenare, insegnare, godermi i miei giocatori». Parole che oggi suonano come un arrivederci annunciato, o forse come il racconto di un’avventura bella ma troppo breve.
Il club è già al lavoro per individuare il successore. Sul fronte della dirigenza, Cantù è alla ricerca anche di un nuovo direttore sportivo: il nome più caldo sarebbe quello di Simone Giofrè, dato in pole position per ricoprire il ruolo. La nuova era canturina prende forma, ma parte da un’estate di ricostruzione totale — tecnica e dirigenziale.