L’ex Lakers era fermo dal 2019, torna per prepararsi a Tokyo 2021.
La notizia è emersa pochi minuti fa, Pau Gasol è (di) nuovo il pivot del Barcellona.
L’accordo, di cui si parlava già da mesi, è arrivato oggi, dopo la vittoria ottenuta in Copa del Rey e dopo le dimissioni di Bartomeu che era stato il primo “antagonista” del grande ritorno.
Si chiude un cerchio, per chiuderne altri cinque: lo spostamento delle Olimpiadi, divenute Tokyo 2021, ha creato l’opportunità di dare l’ultimo saluto a quella Spagna di cui è stato il miglior giocatore di tutti i tempi, primo a potersi fregiare di un anello di campione NBA e, soprattutto, averlo fatto da grande protagonista nello spettacolare asse con Kobe Bryant. Oltretutto, l’appuntamento olimpico giapponese darebbe a Gasol la possibilità di coltivare la propria aspirazione di entrare a far parte della Commissione CIO degli atleti.
È per questo che il pivot di Sant Boi (Barcellona) voleva tornare sul parquet, poco importa la situazione economica del club che l’ha lanciato: Gasol non percepirà nulla per giocare.
Non sarà un arrivo in stile all-star; fonti del club assicurano che, visto anche l’andamento generale della squadra, Pau s’inserirà gradualmente, aumentando il proprio impatto senza fretta.
E non sarà facile raggiungere l’obiettivo Tokyo: l’ex compagno di nazionale, ed attuale presidente federale, Garbajosa ha voluto chiarire da subito che il pivot catalano sarà del gruppo olimpico se si sentirà in grado di rendere al livello che tale manifestazione richiede, pur confermando che lo staff si fiderà delle sensazioni del giocatore.
La sfida, pur senza l’abbraccio dei tifosi (almeno per ora), è lanciata, sta a Pau dimostrare, ancora una volta, perchè è stato ed è un grande del basket mondiale.
Elio De Falco
In foto: Pau Gasol con la maglia della nazionale, fonte: Diario Marca.