Dopo la pausa per le coppe nazionali Euroleague riparte, con un turno che purtroppo manca di una partita. Non si è infatti giocato il match CSKA e Panathinaikos, a causa di alcuni casi di Covid tra i greci. Intanto è l’ennesima ottima giornata per l’Olimpia Milano, che batte nettamente il Maccabi (87-68) e raggiunge il CSKA al secondo posto della graduatoria. Il primo appartiene ancora al Barcellona, che ha asfaltato lo Zalgiris (86-62) giovedì sera. Continua a sorprendere l’ASVEL, che stavolta ha nel Bayern la propria vittima illustre. Continua a soffrire il Real, battuto in maniera netta a Valencia. I migliori e i peggiori della settimana di Euroleague sono tutti qua. 

CHI SALE

Efes Istanbul. Il successo sull’Olympiacos dà prova di tutte le qualità e le follie del gruppo di Ergin Ataman. Dopo un primo quarto chiuso con un pesantissimo passivo di 11-26, i turchi rispondono ai greci con un secondo periodo da 32-8, che ribalta la partita e porta fino a quello che è un trionfo difensivo (76-53) dei padroni di casa. Impressionano gli appena 27 punti concessi nei restanti tre periodi, dopo averne subiti 26 nei primi dieci minuti. L’Efes è tornato.                  

Olimpia Milano. Settima vittoria negli ultimi otto turni, la quinta consecutiva tra le mura del Forum. Il Maccabi era temibile perché giunto all’ultima spiaggia playoff e per le pesanti assenze di Zach Leday e Jeff Brooks. Invece, c’è stata fin da subito una sola squadra in campo. Messina ha costretto i più fisici avversari ad accontentarsi del tiro da fuori. Sergio Rodriguez, sempre più direttore d’orchestra, ha diretto un eccellente attacco. Mai come quest’anno vincere, anche in Euroleague, sembra spesso semplice per Milano. E’ aggancio al decimato CSKA ed è l’ennesimo messaggio: gli anni bui sono finiti, questa stagione si gioca per diventare campioni d’Europa.                       

Barcellona. La lezione durissima impartita al piacevole Zalgiris Kaunas suona come una perentoria prova di forza. Dopo un primo quarto giocato accettando i ritmi frenetici della squadra di Schiller, i ragazzi di Jasikevicius si sono decisi a imporre. Imporre una difesa aggressiva e l’ormai noto gioco interno. Dalla metà della seconda frazione non c’è più stata partita. Anche in ragione delle difficoltà in casa CSKA, sono loro i favoriti al titolo. Segue, non molto lontana, l’Olimpia Milano.                   

Nando De Colo. La verità, alla fine, è che il Fenerbahce continua a recitare il ruolo della schiacciasassi, vincendo ogni singolo incontro. Ma questa volta il fuoriclasse francese ha dovuto togliere le castagne dal fuoco. La partita contro l’Alba Berlino si dimostra infatti più ostica del previsto, e solo il miglior De Colo riesce a indirizzarla nel verso giusto, grazie a una prova da 26 punti con 7/9 al tiro da due punti e un chirurgico 9/9 dalla linea del tiro libero. Il Fener fa sempre più paura ed è una seria candidata alle Final Four di Colonia.                         

Valencia. Secondo scalpo di fila, dopo la vittoria casalinga sul CSKA. Vittima questa volta è un Real Madrid mai in partita in quel di La Fonteta. Valencia lavora ottimamente in difesa contro la fisicità e il talento dei Blancos e punisce in attacco un Real che fatica a difendere con efficacia sul perimetro. Dopo un chiaro periodo di difficoltà ci sono segnali di una ripresa che tiene vive le speranze dei playoff di Euroleague.                 

CHI SCENDE

Khimki. La settimana prossima saranno gli avversari di Milano giovedì (lunedì l’Olimpia recupera la partita di San Pietroburgo), intanto quella che ormai pare una barzelletta prosegue. Il 67-89 casalingo subito dal Baskonia certo non sorprende. Lascia basiti ciò che accade fuori dal campo. Stefan Jovic pare il prossimo indiziato all’addio, mentre ci sono problemi con il pagamento degli stipendi e Euroleague ha interrotto il mercato in entrata dei moscoviti. Difficilmente li rivedremo il prossimo anno.

Olympiacos. Due settimane fa scrivemmo che la corsa playoff sembrava al capolinea. Ebbene, adesso lo è per certo. Il parziale di 26-11 inflitto all’Efes nel primo quarto lasciava ben sperare, poi il solito buio offensivo ha oscurato ogni possibilità non di vincere, ma di rimanere anche solo in partita. Kostas Sloukas ha deluso nuovamente, il resto è poca roba in attacco. Tanto rumore (estivo) per nulla.                 

Scottie Wilbekin. Va bene che quest’anno sta palesando alcune difficoltà, ma una prova da zero punti segnati in oltre 17 minuti pare incredibile. Va dato atto che, a dispetto delle previsioni iniziali, Malcolm Delaney si sta rivelando un grande difensore, ma la prova di Wilbekin è stata inquietante. I 5 assist non vogliono dire che abbia cercato di coinvolgere i compagni, perché la soluzione personale è sempre stata la prima idea. E’ una delle ragioni del fallimento di questo Maccabi. Ora, pur con due partite in meno, i playoff sono lontani.     

Real Madrid. La situazione di roster continua a essere difficile e sfortunata, beninteso. Però a Valencia ci sono state gravi mancanze a livello di atteggiamento. I Blancos non sono mai entrati in partita, soprattutto in difesa, dove la perimetralità del Valencia ha fatto ballare tutta la retroguardia. Probabilmente faranno comunque i playoff, ma la classifica molto corta rischia di relegarli a una testa di serie abbastanza bassa.           

Bayern Monaco. Per chi inaspettatamente si ritrova a lottare per i playoff una sconfitta in casa di una outsider, comunque in netta crescita, come l’ASVEL pesa veramente tanto. Dopo Milano, anche il Bayern ha visto la propria difesa messa in estrema difficoltà dalla fisicità e dall’atletismo diffusi dei francesi, che hanno peraltro costretto i tedeschi a una serata complessa anche dal punto di vista offensivo. E’ una sconfitta che può pesare.        

EUROLEAGUE – LA CLASSIFICA

Barcellona 18-7; Olimpia Milano 16-8; CSKA Mosca 16-8; Real Madrid 15-10; Bayern Monaco 15-10; Fenerbahce 15-10; Zenit San Pietroburgo 14-9; Efes Istanbul 14-10; Zalgiris 13-11; Valencia 13-12; Baskonia 12-13; ASVEL 11-14; Olympiacos 11-14; Maccabi Tel-Aviv 10-13;  Panathinaikos 9-15; Alba Berlino 8-17; Stella Rossa 7-17; Khimki Mosca 2-22

Nella foto: L’esultanza di Sergio Rodriguez (Ciamillo-Castoria)

Andrea Ranieri