Per la prima volta nella sua giovanissima storia, la Virtus Segafredo femminile è balzata al vertice del campionato di massima serie. Agganciando a 44 punti in classifica un Club prestigioso e con una storia importante qual è la Famila Wuber Schio. La V nera di Bologna viene considerata davanti per via della migliore differenza-punti nei confronti diretti: aveva ceduto di 5 punti al Palaromare di Schio (76-71 per le atlete del team scledense) il 16 ottobre 2022), vincendo poi in maniera limpida il match di ritorno (94-80) al Paladozza il 21 gennaio 2023. Interessantissimo, avvincente questo braccio di ferro in un campionato che – nelle battaglie ai vertici – coinvolge e coinvolgerà (in ottica playoff) anche ovviamente la Umana Reyer Venezia.
L’attuale primo posto delle virtussine merita delle riflessioni.
La prima riflessione è che si tratta di un risultato storico per una sezione femminile che esiste soltanto da tre anni e mezzo. Desiderata, voluta fortemente da Massimo Zanetti, la squadra femminile venne pensata e costruita in piena estate 2019. Debuttando il 6 ottobre 2019 nell’Opening Day di Chianciano Terme.
Seconda riflessione: fra le tre principali interpreti della pallacanestro femminile italiana, la Virtus Segafredo è quella con il roster più corto. Prendendo in considerazione solo le atlete professioniste. Undici, appena.
Terza riflessione: in 24 partite di regular season sono già 37 le partite “saltate” da giocatrici della V nera, per infortuni e contrattempi. Comprendendo anche le indisponibilità di atlete messe a referto per arrivare a 10 ma non in grado di scendere in campo. L’oscar della sfortuna va certamente a Ivana Dojkic, che ha saltato in campionato 12 partite (oltre ovviamente a quelle di Euroleague). Sei  volte è stata indisponibile Cheyenne Parker e altrettanto l’altra “lunga” straniera, Iliana Rupert. Cinque gli stop di Sabrina Cinili. Tre volte è rimasta ferma Beatrice Barberis, due volte Cecilia Zandalasini e Kitija Laksa, e solo una volta è sta indisponibile Olbis André.
Rarissimamente (tre volte, mi pare, massimo quattro) la Virtus Segafredo ha potuto utilizzare la squadra al completo).
Tenendo conto di tutto questo, e dell’impegno in Euroleague affrontato con lo stesso roster, credo si possa dire che coach Giampiero Ticchi e le sue atlete abbiano fatto i “salti mortali” in questi cinque mesi. E dunque, l’attuale primo posto è già un piccolo capolavoro. Un capolavoro che è il frutto di un ottimo gioco di squadra. Equilibrio, spirito di gruppo, il senso dell’aiuto, la voglia e la capacità di condivisione nelle manovre. E nelle soluzioni offensive. Lo dimostra il fatto che la Segafredo è prima in classifica, e viaggia alla media di 83.2 punti, senza avere nessuna giocatrice fra le prime 10 realizzatrici. Anzi, la prima realizzatrice della V nera figura al quindicesimo posto. E Kitija Laksa (media 13.5).
Il primato in classifica è arrivato, domenica, in una giornata di sofferenza e in una partita veramente dura. L’indisponibilità di Cecilia Zandalasini, che è il faro del gruppo, fermata da un forte attacco influenzale la sera prima, ha portato la Virtus a qualche incertezza. Una certa fatica a trovare il solito ritmo, a muovere la palla, a recuperare gli automatismi abituali.
Se n’è accorto, se n’è accorto immediatamente La Molisana Magnolia Campobasso. Che non ha perso tempo nell’andare ad attaccare con fierezza una V nera a disagio.
I problemi della V nera nel prendere le misure al gruppo allenato da Domenico Sabatelli si sono ingigantiti quando La Molisana ha saputo coinvolgere totalmente Robyn Parks, mettendola nella condizione di infiammarsi e di sprigionare l’intero suo repertorio di soluzioni offensive. Gli assalti della trentenne statunitense, guardia-ala in possesso di straordinario istinto per il canestro, hanno graffiato la pelle delle virtussine.
In esaltazione, la Parks. Sbucava da ogni parte, reattiva, fluida, sicura. Micidiale. E’ stato un tormento fino alla fine per il gruppo bolognese.
E la Molisana non era soltanto Robyn Parks e il fuoco dei suoi assalti. La Molisana era anche difesa. Difesa bene organizzata. Solida, compatta. Difesa dura, molto dura, quella vista domenica nel “Madison” bolognese di Piazza Azzarita. Se vuoi vincere, se insegui la grande prestazione, devi essere duro. Così ha fatto Campobasso Sotto questo aspetto, però, solleva perplessità la gestione dei falli da parte dei tre scarsi arbitri di questa gara. Indubbiamente è stata abile la squadra di coach Sabatelli nel mandare  presto in bonus una Virtus preoccupata. Resta, tuttavia, eccessiva la differenza dei tiri liberi: 23 ne ha avuti a disposizione La Molisana, soltanto 6 la Segafredo.
E anche dalla lunetta il team di Campobasso è stato molto efficace, quasi perfetto: 21 su 23. Percentuale del 91%.
Squadra in crescita, squadra molto motivata, quella che coach Sabatelli ha mostrato sul parquet storico del PalaDozza di Bologna.
Ad un certo punto, la Molisana era avanti di 10. Sembrava una domenica “maledetta” per la Virtus Segafredo. Sembrava stesse per perdere la prima importante opportunità della sua giovane storia.
Quella Parks inafferrabile (per lei, alla fine, 33 punti, 7 rimbalzi, 41 di valutazione!) era una tortura.
Però questo gruppo bianconero ha una grande anima. Erano in nove, le virtussine. Zandalasini messa ko dalla febbre, Dojkic a referto ma indisponibile (e comunque preziosa emotivamente, psicologicamente nell’incoraggiare le compagne di squadra).
Ho ammirato l’equilibrio di coach Ticchi. Lucido, calmo, paziente. In ogni timeout ha trasmesso serenità al suo gruppo. E nel momento più delicato, l’allenatore della V nera ha coinvolto la più piccola (1,70) e la più giovane della squadra. Alessandra Orsili, marchigiana di Fermo, 21 anni.
Alessandra si è fatta trovare prontissima. Lei è una “agonista”. E in una occasione come questa, è entrata in esaltazione. Attaccando la rocciosa difesa avversaria. Intensità, ritmo, imprevedibilità. E poi, quelle 3 triple.
La più piccola e la più giovane della V nera ha vissuto un pomeriggio da “grande”. Lei ha acceso la Virtus Segafredo, aiutando la sua squadra a cambiare passo. In particolare Orsili ha acceso Kitija Laksa. E la V nera ha recuperato la sua pallacanestro. E dal -10 ha chiuso sul +9 una delle partite più difficili di questo campionato. Campobasso aveva già dato tutto e ha ceduto. Onore, comunque, alla valorosa prestazione della squadra molisana.