Il tabellone argento ha già una finalista, ma non è la Givova Scafati, testa di serie numero 1.

È l’Acqua San Bernardo Cantù, seconda nel seed – valga il termine tennistico – a staccare il pass più precoce per l’ultimo atto che condurrà alla promozione in LBA al termine di una gara drammatica sul parquet di Ravenna.

Sconfitta di misura, invece, per i gialloblu che cedono nel finale ad un’Assigeco Piacenza che già in gara 2 aveva dimostrato di poter impensierire i ben più titolati avversari.

 

ORASÌ RAVENNA – S. BERNARDO CANTÙ 58-59

Una vigilia piena di polemiche, un finale drammatico. Gara 3 di semifinale, la prima in terra romagnola, parte già segnata dalle numerose rimostranze – non solo canturine – per il comportamento poco sportivo di Daniele Cinciarini, capace di colpire con una manata l’avversario anche quando era lui ad apprestarsi a tirare.

L’episodio, alimentato anche sui social che avevano ripreso lo spezzone video, aveva già reso bollente l’atmosfera, al netto della gravità dello stesso.

Tra romagnoli e canturini è tensione alta, sono i giallorossi a cercare di trasformarla in energia positiva per primi con l’allungo sull’8-2 propiziato dalle triple di Denegri e Simioni.

I ragazzi di coach Sodini ci mettono un po’, ma entrano in partita e si rimettono in pari con i compiti grazie ai suoi USA Bryant ed Allen, poi Bayehe piazza il primo sorpasso, chiudendo il primo parziale sul 13-14.

La gara prosegue punto a punto, Ravenna ritrova il comando con il canestro pesante di Berdini (18-15), il controsorpasso canturino arriva ancora dal perimetro, esegue Stefanelli.

Vitali e Bucarelli provano a fabbricare la fuga ospite (20-27), ma Ravenna risponde presente con Sullivan e Tilghman che mettono insieme il break di 9-2 che vale di nuovo il pari a quota 29, Bryant inchioda il +2 ospite che manda tutti al riposo lungo (29-31).

Al rientro dagli spogliatoi Cantù prova di nuovo la fuga, Allen è pescato da Bucarelli e piazza di nuovo il massimo vantaggio (29-36) dall’arco.

Entrambe le squadre sembrano più comode lontano dal canestro, ancora due triple, opera di Cinciarini e Simioni, permettono ai padroni di casa di rientrare in scia, tuttavia il dominio interno di Bayehe ristabilisce le distanze: l’italocamerunense si porta a casa il ferro.

All’ultima pausa è +5 Cantù (43-48).

Un’altra schiacciata, stavolta di Nikolic, riporta il massimo divario ospite sul tabellone, Cantù prova a chiudere i giochi in apertura di quarto periodo ma subisce il ritorno ravennate: la tripla di Cinciarini ed il fallo, con liberi annessi, subito da Berdini, costringe Sodini al time out per riordinare le idee.

Al rientro dalle rispettive panchine, Berdini fa bottino pieno e pareggia (52-52), prima che Tilghman inauguri gli ultimi 3 minuti con la tripla che vale il sorpasso (55-52) che mancava dal primo quarto.

Sembra che la gara venga indirizzata verso il lato giallorosso, ma Cantù ha la forza di ribattere anche quando – ancora Tilghman ad eseguire – subisce il 58-55 a 1’05” dal termine.

Sodini, conscio del momento, richiama i suoi in panchina e prepara l’ultimo minuto: i suoi gli rispondono presente ed Allen firma il sorpasso a cronometro fermo quando mancano appena 7” alla sirena.

Lotesoriere chiama time out per disegnare l’ultimo possesso, Denegri sbaglia la tripla che varrebbe la vittoria, ma un’ingenuità di Bucarelli apre l’ultimo spiraglio allo stesso Denegri che, però, non riesce a capitalizzare.

Cantù è in finale, Ravenna chiude una stagione comunque positiva.

QUI le statistiche del match

 

ASSIGECO PIACENZA – GIVOVA SCAFATI 76-73

Servirà almeno gara 4 per decretare l’altra finalista del tabellone argento: l’Assigeco Piacenza, con uno scatenato Devoe da 21 punti e 10 rimbalzi, fa suo il terzo appuntamento della serie, forte del tifo di casa, dopo 40’ di quasi perfetto equilibrio in cui piega la resistenza della Givova Scafati solo nel finale, quando il rimbalzo lungo catturato da Gajic toglie secondi vitali agli avversari, le cui speranze si spengono sulla preghiera di capitan Rossato.

È subito Devoe l’anima piacentina: lo statunitense è uomo ovunque e replica quasi colpo su colpo agli avversari, capaci di segnare con più uomini ed in più maniere.

I gialloblu sembrano piazzare la fuga quando Cournooh trova la tripla del +6  (16-22), ma vengono ripresi dal solito Sabatini, principale responsabile del finale del primo quarto che recita 21-22 Givova.

Aver rintuzzato i più titolati avversari è un volano per gli uomini di coach Salieri: Bellan e Devoe, quest’ultimo abile a guadagnarsi e capitalizzare un extra possesso, propiziano il sorpasso degli emiliani, con Kohs che sigla il +3 assistito da Sabatini (27-24).

Ma Devoe è sia delizia che croce: da una sua palla persa nasce la tripla del pari firmata Cucci, la guardia statunitense si fa perdonare poco dopo ma gli animi si scaldano e Sabatini si vede indicare “la grande T” da parte del direttore di gara.

Monaldi, ancora una volta tra i migliori dei suoi, segna il libero gratuito, ma fallisce la tripla sul possesso successivo, occasione persa a cui Daniel rimedia con l’affondo nella retina avversaria, Scafati è di nuovo avanti (29-30).

Ma Piacenza non si dà per vinta e dà un altro strattone alla gara con la tripla di Gajic che vale il primo vantaggio di due possessi (37-32) ed è ancora Devoe ad ampliare ulteriormente le distanze (41-33); Ikangi chiude il primo tempo con un altro canestro pesante che permette a Scafati di restare aggrappata alla partita (41-36).

Dopo il ceffone subito, è la grinta di capitan Rossato a suonare la carica, sue le triple che riportano sotto i gialloblu (46-45) nelle prime battute del terzo periodo.

Scafati prova a far valere la propria caratura con un parziale di 8-0 che vale il +4 (51-55) e continua a colpire dalla lunga distanza con Clarke e Rossato; anche Parravicini s’iscrive al club dei tiratori, la sua conclusione vale il massimo vantaggio (56-63), Devoe rintuzza ed all’ultima pausa si va sul 58-63 per gli ospiti.

La reazione dei padroni di casa arriva con un controbreak di 6-0 che porta dal 63-68 al 69-68 firmato da Kohs, risposta veemente alla salita in cattedra del suo ex compagno Cournooh. Scafati ha un sussulto con Cucci, ma Sabatini e Kohs sono mortiferi dal perimetro e siglano il 75-70 ad 1’21” dall’ultima sirena.

L’ultimo ad arrendersi tra gli ospiti, guarda caso, è ancora Rossato, tripla del -2 e speranze affidate alla difesa ed al bonus non speso.

A 12” dal termine, però, il rimbalzo sulla tripla sbagliata di Gajic premia lo stesso tiratore che va sotto da Kohs, fallo e due liberi.

Il lettone realizza il primo, ma sbaglia il secondo: Rossato corre per arrivare al tiro entro i 7” restanti, ma il suo tentativo dall’arco non ha fortuna.

Serie ancora aperta, gara 4 sarà ancora al PalaBanca.

QUI le statistiche del match

 

Elio De Falco