La coppa passa da qui. Questa sera alle 20:45 la Virtus Olidata Bologna si gioca l’accesso alla finale della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026 contro la Bertram Yachts Derthona Tortona. Diretta su LBA TV, Sky Sport Basket, Cieloe radiocronaca su Nettuno Bologna Uno.
La Virtus è la squadra da battere. Lo dicono gli addetti ai lavori, lo dice il roster, lo dice il peso specifico della maglia. Eppure il quarto di finale contro Napoli (83-73) ha raccontato una storia meno lineare di quanto ci si potesse aspettare. Vittoria sì, ma con fatica, con passaggi a vuoto e con percentuali che in un basket moderno così perimetrale fanno rumore: 15% da tre.
E qui sta il primo segnale positivo. In una serata in cui il tiro pesante non entrava, la squadra di Dusko Ivanovic ha trovato altri modi per vincere. Ha dominato a rimbalzo offensivo (17 catturati), ha saputo sporcarsi le mani, ha accettato una partita fisica. Non era scontato.
L’assenza di Alessandro Pajola pesa, e l’uscita anticipata di Daniel Hackett contro la Guerri Napoli complica ulteriormente le rotazioni degli esterni. Il reparto piccoli è corto, cortissimo. Servirà stringere i denti e fare di necessità virtù. È facile immaginare Carsen Edwards e Matt Morgan “sacrificati” in cabina di regia, ruolo non propriamente nelle loro corde, ma che in questo momento diventa esigenza primaria.
Edwards ha acceso il motore nel secondo tempo contro Napoli, Morgan invece ha vissuto una serata storta (0/5 dall’arco). Da loro, però, passerà molto dell’equilibrio offensivo bianconero. Ritrovare buone percentuali sarà fondamentale, perché contro Tortona non si può pensare di sopravvivere solo con l’energia e la fisicità.
Tra le note liete c’è Momo Diouf, protagonista di una prova di carattere nello scontro diretto con Leonardo Totè. Bene anche Aliou Diarra, inserito al posto di Alen Smailagic, scelta che ha pagato sotto i tabelloni. E poi Luca Vildoza, salito in cattedra nel momento di massima difficoltà, e Derrick Alston Jr, glaciale nel chiudere i conti. Segnali di leadership, segnali di maturità.
Ma questa semifinale sarà un test ancora più severo. Tortona arriva lanciata dopo il successo contro la Reyer Venezia, con un Tommaso Baldasso in versione deluxe, un Prentiss Hubb incisivo e un Brekkott Chapman prezioso nelle due fasi. Squadra che corre, che ama la transizione, che gioca con ritmo alto e grande imprevedibilità. E con un Christian Vital riposato, pronto a colpire.
La sensazione è chiara: la squadra di coach Mario Fioretti proverà ad alzare ulteriormente i giri del motore. Per la Virtus sarà fondamentale controllare il ritmo, scegliere i possessi, limitare le palle perse e soprattutto arginare le bocche da fuoco piemontesi.
È una semifinale che misura ambizioni e profondità. La Virtus resta la favorita, ma dovrà dimostrarlo sul campo, con lucidità e durezza mentale. Perché le coppe non si vincono con i pronostici, si conquistano con le risposte nei momenti complicati. E questa sera, più che mai, serviranno risposte vere.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Edwards e Vildoza, foto Ciamillo-Castoria