Decisamente più combattute le semifinali del secondo giorno di competizione in Copa Del Rey. Il Baskonia di Paolo Galbiati fatica per imporsi (91-81) ad una Tenerife che si è mostrata combattiva e caparbia nonostante l’assenza di Marcelinho Huertas, ai blaugrana serve un quarto periodo extralusso di Kevin Punter (20 di cui 11 nei 10′ decisivi) per evitare la trappola Murcia.

Deludente il debutto in coppa di Matteo Spagnolo, solo 5 punti per l’azzurro, anonimo nei suoi 20′ in campo.

 

KOSNER BASKONIA – LA LAGUNA TENERIFE 91-81

Prevale nel finale il Baskonia di Paolo Galbiati al cospetto di una Tenerife capace di ribattere colpo su colpo alle offensive di Howard e compagni. A spezzare definitivamente il match, che gli aurinegros avevano rimesso in piedi dopo una partenza troppo contratta, è proprio il risveglio del portoricano, a lungo silente, che infila 5 punti consecutivi con cui spegne definitivamente le velleità dell’avversaria.

L’avvio di gara sembra preludere ad un match prematuramente indirizzato: Luwawu-Cabarrot ed un Forrest (21) in formato MVP costruiscono il vantaggio che tocca anche il +16 in avvio di secondo quarto; la reazione isolana arriva dalle mani dell’ex Rokas Giedraitis, tuttavia il tiro pesante, marchio di fabbrica, non distribuisce i consueti dividendi, solo Fitipaldo, generale ad interim per l’assenza di Marcelinho, centra qualche bersaglio grosso e la scelta tattica di Vidorreta di provare ad attaccare il pitturato sbatte contro l’atletismo degli interni di Galbiati.

Nel finale una tripla ed un viaggio in lunetta di Howard scavano il solco decisivo.

 

 

FC BARCELONA – UCAM MURCIA 91-85

C’è mancato poco per l’upset. L’UCAM Murcia, trascinata dai 25 punti di Dylan Ennis ed i 17, accompagnati da 10 rimbalzi, dell’ormai solito e solido Devontae’ Cacok. Nel momento più difficile, però, i blaugrana trovano in Kevin Punter il go to guy; l’ex Milano e Virtus, al rientro da un inforunio, esonda nei 10′ decisivi mettendo a referto 11 dei suoi 20 punti finali.

Il Barça, con un buon bottino proveniente anche dai due ex italiani Clyburn (14) e Shengelia (13), è costretto ad un ultimo quarto in cui spende più energie di quanto non avesse intenzione i farlo, ma ciò senza mai perdere di vista il match.

Murcia, sul +6, pecca di testardaggine e sbatte contro il muro avversario, il Barça fa un esercizio di pazienza e trova canestri costruiti senza mai farsi prendere dalla foga della rimonta; è questo il motivo del sorpasso nel finale, laddove l’inesperienza murciana funge da contributo fondamentale.

Vince chi ha più giocatori abituati a gestire i finali complessi e punto a punto, in semifinale il duello sarà tutto blaugrana.