Il Partizan è stato eliminato dalla Coppa Radivoj Korać da una Mega (58:80 che, dopo aver surclassato in maniera netta i bianconeri, ha così raggiunto la Stella Rossa nella finalissima del primo trofeo stagionale di Serbia. Per il Partizan, la sconfitta, umiliante nella modalità con cui si è verificata, ha in qualche modo ricordato quella subita nella finale della Coppa Korać del 2016.
È stata infatti la Mega di Nikola Ivanović, Rade Zagorac e Timothé Luwawu-Cabarrot, allenata dal compianto Dejan Milojević, a strappare allora il titolo ai favoriti bianconeri, che, guidati da Aleksandar Dzikić, nel proprio roster potevano contare su Kevin Jones, Edo Murić e Darrell Williams.
Partita interrotta
Differentemente da vent’anni fa, quando il Partizan ha comunque combattuto, la sconfitta odierna con la Mega ha riproposto la peggiore versione dei bianconeri che, in diverse occasioni nell’annata sportiva in corso, hanno disonorato la maglia del club di Belgrado in Eurolega.
Non è un caso che i Grobari, gli ultras bianconeri, hanno dimostrato la propria frustrazione provocando un’interruzione della partita di quarantacinque minuti con un lancio di oggetti ad inizio ultimo quarto in piena contestazione nei confronti dei propri beniamini, sotto di quattordici a dieci minuti dalla fine di una semifinale surreale.
La contestazione dei Grobari
Privi di idee, troppo arrendevoli, i giocatori del Partizan hanno infatti alzato bandiera bianca troppo presto nel corso di una partita nella quale, al netto dei problemi dei bianconeri, largo merito va riconosciuto alla Mega. Solo l’evacuazione degli spalti, in particolare del settore dei Grobari, ha permesso la ripresa delle ostilità.
Oltre alla prestazione della propria squadra, nel mirino dei tifosi dei Partizan è stata la moglie di Nebojša Čović, il presidente della federabasket serba, che per via del suo passato alla guida degli acerrimi rivali della Stella Rossa è particolarmente inviso alla frangia più calda del tifo bianconero.
Le responsabilità di coach Peñarroya
Restando alla prestazione del Partizan, responsabile della disfatta è anche e soprattutto coach Joan Peñarroya, che ha insistito su un quintetto molle in difesa composto da quattro realizzatori e palleggiatori ed un solo lungo, senza alcun passatore.
Contestata, in particolare, è stata la scelta del coach catalano di preferire Duane Washington e Sterling Brown a Nick Calathes, che nel roster bianconero rappresenta, ad oggi, l’unico regista in grado di evitare al Partizan di dipendere dalle iniziative dei singoli e da situazioni ‘uno contro uno’.
Marković e Suigo protagonisti
Tornando alla partita, Bogoljub Marković è stato il miglior marcatore per conto della Mega con una doppia doppia da 17 punti e 12 rimbalzi, mentre Luigi Suigo, sempre tra le fila della compagine in rosa, ha realizzato 14 punti. Lato Partizan, Bruno Fernando e Duane Washington ha messo a segno 12 punti a testa.
Un parziale di 3:9 realizzato ad inizio secondo tempo è stata la maniera in cui la Mega ha preso il largo in una partita nella quale la compagine in maglia rosa, dopo essere andata alla pausa lunga con un vantaggio di sei lunghezze (36:42), ha costruito un margine di dodici punti all’ultimo intervallo (47:59), per poi dilagare nel corso della quarta frazione di gioco, fino al più ventidue conclusivo.
Aggressività e rimbalzi
L’incontro, di per sé, ha contrapposto due visioni di pallacanestro ad alti ritmi, nelle quali l’aggressività difensiva è cruciale per innalzare il numero di possessi e creare situazioni di vantaggio in contropiede, che sia Joan Peñarroya, che Vule Avdalović intendono proporre al timone di Partizan e Mega rispettivamente.
Nella partita, a permettere alla compagine in maglia rosa di prevalere è stata, assieme a un dominio a rimbalzo che ha visto la Mega catturare 43 rimbalzi concedendone 23 agli avversari, una difesa che ha tenuto il Partizan a 58 punti segnati in quaranta minuti di gioco per mezzo di 13 palle perse provocate mediante 9 recuperi.
Anche la Stella Rossa in finale
La Stella Rossa ha sconfitto lo Spartak nell’altra semifinale della Coppa Radivoj Korać (86:69) mettendo a segno un parzialone di 22:0 per mezzo del quale i biancorossi allenati da Saša Obradović, trainati dai 22 punti e 7 rimbalzi di Jordan Nwora, e dai 20 punti con 4 assist di Così Miller-McIntyre, hanno preso il sopravvento tra il terzo ed il quarto periodo.
Belgrado, nello specifico, ha tenuto Subotica a 69 punti realizzati in quaranta minuti di gioco provocando 16 palle perse mediante 9 recuperi. Inoltre, la Stella Rossa ha difeso bene il proprio canestro dando 4 stoppate oltre a catturare 24 rimbalzi difensivi.
Partizan vs. Mega 58:80 – statistiche
Matteo Cazzulani
Nella foto: Isaac Bonga del Partizan (in maglia nera) e Bogoljub Marković della Mega (in maglia rosa). Credits: Partizan BC