Il presidente della Dinamo Sassari è stato intervistato da Mario Carta de La Nuova Sardegna ed ha parlato della sospensione di Pozzecco:
“Ci sono principi e valori superiori a qualsiasi risultato” ha detto Sardara. “Siamo stati obbligati dalla tempistica. L’8 aprile è arrivata la seconda multa dalla FIBA per il suo comportamento a Nymburk e non è che potevamo adottare la decisione immediatamente, il 9. Ci abbiamo ragionato, abbiamo parlato con lui. Pozzecco poteva fornire una chiave diversa dell’accaduto, poteva darci una spiegazione. Ma non è successo. Ci siamo consultati in società e con gli avvocati e ora abbiamo deciso. Dieci giorni senza squadra, senza palestra, senza stipendio. Preludio all’esonero? No, il licenziamento arriva se uno persevera. Ma se capisce l’errore c’è una sanzione e finisce lì. Nell’ultima gara un tecnico l’ha preso. Ma al netto di questo erano 3 settimane che discuteva con noi dell’accaduto, dal 9 aprile, quindi una calmata… Se ci abituiamo tutti a bestemmiare poi diventa normale. Ma io non mi abituerò mai. O urlare in campo. In questi anni ho avuto abbastanza pazienza, ma dopo Nymburk, stop. Allenatore del prossimo anno? Lo vedremo a fine stagione”.