I nostri voti ai giocatori di Aquila Basket Trento e Olimpia Milano dopo la vittoria in volata dei biancorossi nell’ultima giornata del girone di andata di LBA.

 

AQUILA BASKET TRENTO

ELLIS 5,5: Non ha mai paura di prendersi le sue responsabilità e ha la faccia tosta a 20 anni, in una giornata per lui difficile, di gestire quasi tutti i possessi nel finale punto a punto. Però le percentuali non lo premiano per niente: serviva quel qualcosa in più da lui vista l’assenza di Hubb. 8 punti con 2/10 al tiro, 5 assist.

STEPHENS 5,5: Parte benissimo mettendo la museruola all’attacco milanese in avvio e dando il suo contributo anche nel secondo strappo trentino in chiusura di primo tempo, ma l’inizio del terzo quarto è da horror e da lì Galbiati non lo schiera più. 2 punti.

ALVITI 5: Una prova di “resilienza”, in cui non riuscendo mai a centrare il bersaglio da lontano prova a rendersi utile in modi diversi. Ma quello 0/4, tirando anche con buono spazio, pesa come un macigno in una gara decisa di così poco.

NIANG ne

CONTI sv: Tre minuti nel secondo periodo in cui non offre il contributo difensivo che Galbiati spera, poi non rientra più.

FORRAY 6: Le 5 palle perse sono tante, ma in avvio è assoluto protagonista insieme a Grazulis e nel finale realizza una tripla che poteva indirizzare la gara verso l’Aquila. Con Hubb fuori ed Ellis un po’ sottotono, il capitano il suo contributo offensivo lo mette: 9 punti con 3/3 da 2.

COOKE 5,5: Il tabellino in parte “inganna”, perchè il centro americano lotta ed è presente a rimbalzo, ma dopo un brutto avvio i suoi punti li segna quasi unicamente nel finale prima di rovinare tutto con quell’ingenuo 2+1 concesso ad Hines. 7 punti e altrettanti rimbalzi.

DIARRA ne

UDOM 5: Periodo abbastanza difficile nella stagione per lui, la lotta e l’energia sotto i tabelloni non mancano mai ma in attacco il suo contributo viene meno, e questo fa sì che la differenza per Trento quando l’ex Brindisi entra per dare respiro a Grazulis si senta in maniera eccessiva. Contro la fisicità dei lunghi dell’Olimpia, tutti più grossi di lui, può poco.

BILIGHA 6: Il suo primo tempo è un manuale di difesa in cui poi si fa notare trovando anche dei bei canestri, nel secondo cala complice anche la crescita di Cooke nel finale. Una sufficienza piena comunque, perchè se l’Olimpia fatica così tanto sotto canestro i meriti sono soprattutto suoi.

GRAZULIS 8: Questa volta non basta il suo ennesimo show balistico per dare a Trento la vittoria, ma il lettone anche al cospetto della corazzata Olimpia conferma che nonostante vada per i 31 anni per la prossima stagione una chance ai “piani alti” se la meriterebbe tutta. 20 punti con 5/7 da tre, quando l’Aquila non riesce più a servirlo nel secondo tempo non a caso Milano prende il sopravvento.

BALDWIN 6: Le gambe vengono meno nel finale e rovinano così una partita in cui il play americano domina in avvio ma va man mano calando. Tanti gli errori soprattutto dalla lunga distanza, dopo l’intervallo poi non riesce più a trovare Grazulis con costanza e l’assenza di altre bocche da fuoco non lo aiuta. 11 punti, 4 assist.

COACH GALBIATI 5,5: In una partita decisa di cinque punti possiamo dire che si è sentita davvero tantissimo la mancanza delle triple e della qualità in regia di Prentiss Hubb, che nello scacchiere tattico di Galbiati riveste un ruolo veramente fondamentale. Per la seconda volta consecutiva però Trento si “blocca” per cinque minuti buoni (in avvio di secondo e terzo quarto) compromettendo così la sua partita, senza che il suo coach riesca a scuoterla a dovere.

 

OLIMPIA MILANO

POYTHRESS 5: Passo indietro dopo un buon periodo di crescita, Milano svolta la partita dopo un inizio da incubo quando Messina mette Hines al suo posto. Di sicuro il coach avrebbe fatto volentieri a meno di chiedere gli straordinari al suo veterano in questa uscita. 6 punti e 2 rimbalzi in 15 minuti.

BORTOLANI 8: Prosegue la sua crescita: l’esterno italiano si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nelle rotazioni di Messina. È in campo praticamente in tutti i quintetti che realizzano i parziali milanesi, e nel finale spara anche una tripla di cruciale importanza. Importante anche il 6/6 ai liberi. 12 punti e un eloquente +26 di plus/minus.

TONUT 5: Non incide nè in attacco nè in difesa nei 12 minuti che trascorre sul parquet, rimanendo a secco nonostante i quattro tiri tentati. Non certo una serata da ricordare per lui.

MELLI 6,5: Ha le sue responsabilità nel pessimo avvio milanese per via dei tanti errori sotto canestro, così come ha dei meriti innegabili per il lavoro svolto difensivamente su Grazulis a partire dall’intervallo, levando così a Trento la sua arma principale. 8 punti, 6 rimbalzi, 3 assist.

NAPIER 8,5: La palma di mvp e il mezzo voto in più rispetto a Bortolani, Hall e Hines si spiega con la super tripla che chiude i giochi a 40 secondi dalla fine. In una serata dove non brilla in regia complici anche le difficoltà sotto canestro dell’Olimpia, finisce con il lasciare il segno a suon di canestri, senza disdegnare nel secondo tempo anche un buon contributo in difesa. 17 punti.

KAMAGATE ne

RICCI 5,5: Non è ancora al 100% e lo racconta chiaramente un’azione, quando attacca spalle a canestro Baldwin e finisce addirittura per farsi stoppare dal play americano di Trento. I suoi 4 punti comunque li porta e non sono certo da buttare in una partita decisa di così poco.

FLACCADORI 5,5: Mano che trema un po’ persino in lunetta davanti alla sua ex squadra, parte male come tutta l’Olimpia e fatica a incidere nel resto della gara. 5 punti con 2/7 al tiro.

HALL 8: Se Milano non “affonda” sotto i parziali trentini del primo tempo il merito è quasi esclusivamente suo che in attacco non sbaglia praticamente un colpo, nel secondo tempo è bravo a “lasciar spazio” a Napier e Bortolani per concentrarsi sul contenimento degli esterni avversari. Una prova a 360°. 16 punti e 6 rimbalzi.

CARUSO ne

HINES 8: Milano subisce 25 punti nel primo periodo, quando il veterano nr.42 gioca pochi minuti, dopodichè non ne subisce mai più di 19 in una singola frazione. Grandi meriti sono suoi, che respinge svariate scorribande al ferro degli esterni avversari. E il tutto è impreziosito con un pesantissimo gioco da tre punti a un minuto dalla fine.

VOIGTMANN 5,5: Mezzo voto per una tripla pesante nel quarto periodo dopo la parità trentina a quota 65, ma per il tedesco non è giornata. Non riesce mai a far valere il suo nettissimo vantaggio di centimetri su praticamente tutti gli avversari.

COACH MESSINA 7: Vittoria tutt’altro che scontata dopo una settimana così intensa. Dopo il pessimo avvio “svolta” la partita con cambi e soluzioni tattiche, e Milano riesce a recuperare Trento anche senza più poter chiamare un timeout nel primo tempo. Poi, dopo l’intervallo, l’Olimpia rientra con tutt’altra faccia ed è lucidissima a respingere gli assalti avversari nel finale.

 

Nell’immagine Giordano Bortolani, foto Ciamillo-Castoria

Di Massimo Furlani