Attualmente c’è solo una squadra in LBA che ha perso tutte le ultime cinque partite, anzi sei, la Givova Scafati. Mentre Napoli si riprende vincendone quattro delle ultime sei; con Cremona che conquista due successi di vitale importanza, uno scontro diretto ed una big battuta; Pistoia che, anche se con difficoltà, quando riesce porta a casa i due punti, Scafati dal 14 dicembre non vince.
43 giorni, che diventeranno almeno 50 fino a domenica. 7 settimane senza vittoria, coach cambiato da poco, quindi visione diversa dalla precedente sul roster, cambiamenti, nuovi acquisti, Maxhuni l’ultimo, e quindi tagli obbligatori, probabilmente Stewart.
Bisogna infatti partire dal roster di Scafati per capire i problemi di questa squadra, sebbene essi siano difficili da trovare e, ovviamente, da risolvere.
Tralasciando le partite con Napoli, Virtus Bologna e Trieste, che, in un modo o nell’altro, Scafati ha perso o all’overtime, o non giocandosela minimamente. Consideriamo le ultime tre gare, quelle con coach Ramondino in panchina: Tortona, poi Trapani a Veroli e infine, domenica, contro Cremona.
La differenza punti di Scafati in queste tre partite è di -25, vediamo ora il plus minus di ogni giocatore del roster gialloblu. Il plus minus, ricordiamo, è “è una statistica del basketball che valuta il rendimento di un giocatore mediante il conteggio della differenza tra punti fatti e punti subiti dalla sua squadra durante la permanenza del giocatore stesso sul campo“.
Ebbene, ecco il plus minus della formazione gialloblu: Rob Gray (-51); Andrea Cinciarini (-39); Paulius Sorokas (-20); Daniel Akin (+7); Federico Miaschi (+24); Sacar Anim (+11); solo due partite su tre giocate invece per Elijah Stewart (-24 sul -20 totale); Alessandro Zanelli (+2); Nikola Jovanovic (-34), entrambi sul -22 totale.
Quindi, nel complesso, sono solo 5 i giocatori che hanno un plus minus migliore di quello di squadra. Il punto a cui bisogna arrivare è appunto il roster: una formazione costruita sin dall’inizio male, con innesti mandati via ancor prima di esordire ufficialmente, rimedi trovati in men che non si dica, poco tempo per riflettere e tanti errori.
La sfortuna delle visite mediche non passate da Brimah ha portato ad una ricerca di un lungo troppo frettolosa che non ha dato possibilità alla società di catalizzare le proprie attenzioni sui veri problemi della squadra. Poi ci sono stati gli acquisti a inizio stagione, prima Hruban poi McRae, poi finalmente degli ottimi innesti come Jovanovic, anche se domenica a Cremona non viene convocato e al suo posto c’è Akin, e Anim, vera sorpresa di queste ultime partite, sia per impatto difensivo che, soprattutto, offensivo.
Ci sono tanti sbagli, ma in questo momento forse è il coraggio che manca. Cinciarini sta giocando delle partite al di sotto delle sue vere possibilità, tanti errori, pochi assist e pochissimi punti, con giocate che poi possono compromettere l’operato di squadra, come a Cremona quando tenta il tiro della vittoria a 24 secondi dalla sirena senza aver segnato nemmeno una volta sul campo nell’intero arco del match.
Gray ha sì un pessimo plus minus, ma i suoi 29 minuti di media portano a queste conseguenze, lui è un giocatore che predilige la fase offensiva ma si è sempre saputo e sarà sempre così, difficile cambiare il suo modo di giocare a quest’età. Stewart sta trovando meno tiri ma anche per la fiducia che gli sta mancando rispetto a prima. Zanelli non trova costanza nel minutaggio, prima protagonista con Tortona poi, giustamente, defilato nella sfida dura contro Trapani. Jovanovic non convocato contro Cremona, Pinkins solo ora tornato a disposizione.
Poi ci sono anche le cose positive: Paulius Sorokas sta facendo veramente delle belle prestazioni, il plus minus, infatti, rispetto alla squadra è migliore. Daniel Akin, ripresosi nelle ultime partite, la sua versatilità probabilmente ha impressionato anche Ramondino e si sta guadagnando spazio. Infine c’è l’argomento Federico Miaschi, ragazzo di cui non si può nascondere il fatto che, un pò tutti, tifiamo per lui: giovane, talentuoso, coraggioso e con un ottimo tiro da tre, fattore importante nel basket moderno.
Il plus minus di Miaschi in queste ultime tre partite è di +24, giocando solo poco più di 14 minuti a partita. Un giocatore a cui si dovrebbe dare maggiore responsabilità per farlo crescere ad alti livelli, che sarebbe un bene non solo per il club ma anche, e soprattutto, per la Nazionale Italiana. Meriterebbe più spazio ma ancora più tiri, possibilità di sbagliare, anche perchè oltre ad essere molto capace a segnare sa difendere molto bene, è uno dei migliori della Givova Scafati nella propria metà campo.
Tutto ciò porta a tante considerazioni da fare, iniziando dagli errori della società che partono dall’estate, con la firma di un coach non adatto al compito che gli spettava, e con una squadra, fatta sì di grande qualità ma che, appunto, non è stata costruita per funzionare insieme. Durante la stagione si è cercato di rimediare con acquisti rapidi che, poi, si sono rivelati non all’altezza del campionato.
Ecco, se dobbiamo trovare qualcosa che ha reso difficile questa stagione è che, più degli altri anni, Scafati sia stata costretta a cambiare, stavolta addirittura prima di iniziare il campionato (Tolbert, Mason e Babilodze tagliati dopo le prime amichevoli), i tanti arrivi non hanno portato stabilità nel roster con rotazioni che, di partita in partita, cambiavano completamente.
Quindi, alla fine, Scafati si ritrova ad aver preso 5 giocatori nuovi, cambiato 2 allenatori e tagliato 5 atleti da inizio stagione (diciamo 6, Stewart è quasi fuori), di conseguenza ecco che la squadra in campo è sempre quella di inizio anno, con i difetti e i pregi di inizio stagione, con Akin e Sorokas sicuramente migliorati, ma con un Cinciarini meno preciso e intelligente nella scelta da effettuare in campo. Oltre ad avere uno Stewart che segna meno, ma soprattutto Zanelli e Miaschi, due italiani di ottimo livello, che hanno giocato molto meno tempo ma che, quando gli è stata data fiducia, hanno offerto prestazioni importanti, dimostrando anche di fare meglio di alcuni stranieri in molte situazioni.
La conclusione è: perchè Scafati ha sbagliato così tanto? Perchè costruire un roster per tagliarlo dopo alcune amichevoli significa che l’estate è stata piena di errori; se Miaschi e Zanelli non giocano quasi mai, senza poter crescere o responsabilizzarsi, è normale che poi diventa un obbligo fare altri acquisti stranieri. Non aveva forse più senso far crescere sin da inizio stagione Miaschi, per poi così riuscire a coprire quel ruolo con più concretezza e tranquillità, spostando così l’attenzione negli acquisti in altre zone del campo, come il lungo, che, tuttora, è Akin, anche se Jovanovic sembrava essere il sostituto.
Infine, un’altra riflessione da fare è proprio quella sui tempi d’acquisto: Hruban e McRae sono stati tesserati rapidamente, come a dover migliorare un roster senza averne, in quel preciso momento, necessità. Jovanovic e Anim, invece, sono due acquisti arrivati sì quasi a fine 2024, quindi con due mesi e mezzo di stagione andati, ma che almeno non sono inutili, sembrano infatti essere decisivi in campo e adatti al campionato. Quindi, probabilmente, con più calma e meno fretta, alcuni errori si sarebbero potuti evitare.
Poche idee, tanti fatti, ma programmazione imperfetta. Errori che, alla fine, hanno portato Scafati a prendere un coach importante come Ramondino per risalire la classifica e tentare, nuovamente, una salvezza miracolosa, degna da docu-film come due anni fa.
Foto di Ciamillo Castoria