Non solo atmosfere senza pari in Europa, soprattutto in occasione del derby, ma anche i propri giocatori fischiati prima, durante e dopo una partita che ha segnato il ritorno alla vittoria della propria squadra del cuore. Questo è quanto ha caratterizzato la reazione dei tifosi del Partizan, che in occasione del successo casalingo di Eurolega sul Bayern Monaco, ottenuto alla quattordicesima giornata della massima competizione europea per club, hanno dimostrato il proprio disappunto nei confronti di società e atleti.

La motivazione della protesta, come noto, sono state le dimissioni di Željko Obradović, il leggendario allenatore del Partizan, nonché head coach maggiormente vincente d’Europa, che dopo quattro anni e mezzo al timone della sua squadra del cuore ha lasciato a causa di frizioni con la dirigenza e scarsa collaborazione con alcuni elementi del roster.

Compatti con Obradović

Facendo quadrato attorno al proprio oramai ex capo allenatore, i tifosi del Partizan hanno esposto striscioni e foto a sostegno di Željko Obradović, scandendo il suo nome a ripetizione durante il prepartita e le prime fasi dell’incontro. Inoltre, il pubblico ha sonoramente fischiato la propria squadra sia al momento dell’entrata in campo, che durante la presentazione.

A finire nel mirino della tifoseria sono stati soprattutto Duane Washington e Tyrique Jones, che malgrado siano risultati i migliori giocatori dell’incontro sono stati contestati sia dopo canestri realizzati, che alla fine della partita, quando la squadra, apparentemente controvoglia, si è recata sotto il settore dei Grobari (gli ultras bianconeri) invitata da capitan Vanja Marinković.

Secondo quanto riportato da una serie di testimonianze raccolte in loco, Washington e Jones, assieme a Sterling Brown, anch’egli oggetto di una caterva di fischi, sarebbero considerati ‘sabotatori’ dell’operato di Željko Obradović, per il cui allontanamento contestato è stato anche il presidente, Ostoja Mijailović.

SPECIALE BM / PARTIZAN: LA SUCCESSIONE A ŽELJKO OBRADOVIĆ TRA TRADIZIONE ‘SLAVA’ E VIA SPAGNOLA – DI MATTEO CAZZULANI

Il dilemma di Žarko Paspalj

Tra le poche note positive della serata per il Partizan, oltre alla vittoria vi è da sottolineare la presenza in evidenza di un Žarko Paspalj fresco della nomina di GM sempre pronto ad incitare la squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà di una partita che Belgrado ha fatto propria solamente alla fine del terzo periodo.

Proprio Paspalj è chiamato ora ad una scelta importante in merito alla guida tecnica della squadra, per la quale a rimanere ancora a lungo potrebbe essere Mirko Ocokoljić, il capo allenatore ad interim che contro il Bayern ha dato prova di intelligenza tattica ed emotiva, de facto vincendo la partita con testa e strategia contro un avversario ostico.

In alternativa ad Ocokoljić, come da noi riportato, Paspalj potrebbe considerare da un lato un allenatore continuatore della tradizione ‘slava’, come ad esempio Sale Đorđević, che avrebbe ricevuto la ‘benedizione’ di Obradović, o dall’altro un podestà straniero di provenienza iberica come Pablo Laso e Joan Peñarroya.

Matteo Cazzulani

Nella foto: la protesta degli ultras del Partizan. Credits: Partizan BC