

Lo scorso 11 aprile è terminata una delle esperienze più importanti e significative della mia vita. Al Taliercio di Mestre ho giocato le FinalFour della decima edizione del più grande torneo scolastico di pallacanestro in Italia organizzato dall’Umana Reyer Venezia: la Reyer School Cup.
Il percorso per arrivare in finale è stato netto, abbiamo vinto tutte le partite delle tappe in calendario arrivando così al Taliercio da imbattuti e da favoriti.
Quella mattina l’atmosfera al palazzetto “era sensazionale, quasi ai livelli di una gara di playoff di LBA”, ha commentato Bruno Cerella, uno degli ospiti speciali, insieme a Tommaso Marino, che si sono seduti in panchina con le finaliste. Le sensazioni che noi giocatori abbiamo provato nel calpestare il parquet, sentire pronunciare il nostro nome alle presentazioni delle squadre, è qualcosa di unico e difficilmente ripetibile.
Per non parlare delle emozioni nel poter giocare davanti ai propri compagni di classe e ai professori, una tifoseria davvero fuori dal comune!
Per me che sono un appassionato di pallacanestro e che ho iniziato a giocare che non avevo neanche cinque anni, è stato emozionante giocare sullo stesso parquet dove la Reyer Venezia ha vinto lo scudetto nel 2019 e dove ogni stagione scendono in campo campioni provenienti da tutto il mondo.
Ricordo quella giornata come un crescendo di adrenalina: semifinale, finalissima e la coppa tra le mie mani.
Sì, perché il destino ha voluto che la alzassi da capitano di una squadra eccezionale e ricca di talenti. Noi studenti dell’Istituto Parini di Mestre abbiamo vinto per la prima volta la coppa dopo 10 edizioni.
Se devo descrivere questa esperienza direi che è stato un sogno, un sogno che è diventato realtà e che mi ha regalato ricordi indimenticabili e inaspettati come vedere entrare in spogliatoio il coach della Nazionale italiana Gianmarco Pozzecco.
Il coach, qualche minuto prima dell’inizio della finale, ci ha tenuto un discorso motivazionale, ha parlato di come la paura non ci deve influenzare in negativo e di come il divertimento aiuta a farci rendere meglio.
Insomma, in pochi minuti è riuscito a toglierci la pressione pre-partita e a darci la carica finale in vista dell’ultimo match.
L’organizzazione della Reyer School Cup ha un’impostazione professionistica, ogni istituto corrisponde ad una squadra con le proprie tifoserie, il proprio staff tecnico, le cheerleaders ed un team di media managers che seguono i diversi profili social.
Il messaggio che trasmette l’Umana Reyer con questa manifestazione è significativo, perché con questo torneo riesce a unire l’ambiente scolastico con quello sportivo, in una competizione che quest’anno ha coinvolto ben 50.000 studenti appartenenti a 64 istituti partecipanti (due le regioni coinvolte: Veneto e Friuli Venezia Giulia) per un totale di 127 partite che hanno fatto appassionare tanti giovani a questo meraviglioso sport.
Foto Umana Reyer Venezia
Di Alvise Baldan