La serie di finale della Premijer Liga di Croazia è ancora in corso, ma su Basket Magazine abbiamo sentito l’MVP del campionato nazionale croato, Petar Dubelj, protagonista di una stagione ben al di sopra delle aspettative come leader di un Dubrovnik capace di arrivare fino alle semifinali, venendo eliminato dai campioni in carica dello Zadar dopo aver chiuso la stagione regolare al quinto posto.

15,9 punti, 3,4 rimbalzi, 4,1 assist e un 33% dalla lunga distanza sono i numeri che hanno permesso a Dubelj non solo di conseguire il titolo di miglior giocatore del campionato croato, ma anche di mettere a referto una delle migliori stagioni di una carriera che la guardia classe 1997 ha speso quasi unicamente con la maglia del Dubrovnik.

“Il titolo di MVP mi rende sicuramente felice, ma ci tengo a sottolineare come, secondo me, esso sia un riconoscimento a tutta la squadra. Senza il supporto e la fiducia di compagni e allenatore non sarebbe stato possibile ottenere un titolo così importante. Non a caso, a livello collettivo abbiamo fatto davvero un buon lavoro” mi spiega Dubelj.

Un lavoro in progressione

La compagine di Ragusa, che ha chiuso la stagione regolare con un bilancio di diciassette vittorie in trentatré partite, è stata autrice di un percorso di tutto rispetto, che nel corso dell’annata sportiva ha permesso a Dubelj e compagni di togliersi più di una soddisfazione, sconfiggendo ad esempio quella Cibona attualmente impegnata in finale contro lo Zadar.

“È stato un lavoro in progressione. All’inizio in pochi credevano che avremmo potuto addirittura salvarci. Tuttavia, già durante la preparazione abbiamo affrontato squadre ben più forti che ci hanno aiutato a spostare l’asticella sempre più in alto. Col passare del tempo, anche grazie a vittorie ottenute contro squadre favorite, sia in casa che in trasferta, abbiamo incrementato la fiducia nei propri mezzi” commenta l’MVP del campionato croato.

Cruciale per il risultato stagionale sia del Dubrovnik che di Dubelj è stata la mano di coach Gunjević, che ha guidato la compagine di Ragusa basandosi su una proposta cestistica incentrata su difesa disciplinata e, nel contempo, una certa libertà che ha permesso alla guardia classe 1997 di aiutare i propri compagni esprimendo tutto il suo potenziale.

Questione di chimica

“Del coach apprezzo particolarmente la calma nei momenti di maggiore nervosismo, la quale è stata davvero chiave nel permetterci di fare le cose bene. L’atteggiamento positivo del nostro allenatore ha contagiato l’ambiente e lo spogliatoio, tanto che allenarsi era davvero un piacere. La chimica che è venuta a crearsi tra noi giocatori e lo staff tecnico ci ha reso ancora più forti e consapevoli delle nostre potenzialità” dichiara Dubelj.

L’MVP della Premijer Liga non ha lesinato una riflessione in merito allo stato di un campionato, quello croato, che per via della mancanza di propri rappresentanti nelle competizioni europee ha progressivamente perso prestigio, qualità e interesse, finendo per diventare una lega che nonostante le enormi potenzialità è isolata dall’ambito internazionale.

“Io sono ottimista. Credo che la pallacanestro della Croazia si stia lentamente risollevando, e speriamo davvero che si possa tornare ai livelli di un tempo, anche grazie alla partecipazione di squadre croate alle competizioni europee, senza tralasciare i risultati della nostra nazionale. Il posto della pallacanestro della Croazia è ai piani alti d’Europa” mi risponde la guardia classe 1997.

La Serie A

A proposito di internazionale, l’MVP del torneo nazionale croato non ha nascosto il proprio interesse nei confronti della pallacanestro del nostro Paese, con la Serie A a rientrare nei tornei che Dubelj è solito seguire con particolare attenzione.

“Sono un grande appassionato di pallacanestro: Eurolega, EuroCup… quando posso guardo di tutto e di più. In Italia seguo Virtus Bologna, Olimpia Milano e soprattutto i playoff di Serie A, a prescindere dalle squadre che vi prendono parte” spiega Dubelj.

“Do sempre un occhio ai campionati minori dove giocano atleti croati. Tra di noi ci conosciamo tutti, e quando possiamo ci sosteniamo a vicenda” ha poi concluso l’MVP del campionato di Croazia.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Petar Dubelj. Credits: KK Zadar / Zvonko Kucelin