Si potrebbe parlare della prestazione da protagonista di Duane Washington, oppure sottolineare l’ennesima prova convincente di Isaac Bonga. Ciononostante, il successo del Partizan nel derby di Eurolega contro la Stella Rossa (79:76) è principalmente opera di Mirko Ocokoljić.
Allenatore di una compagine bianconera che proprio grazie alla guida di colui che è stato nominato head coach ad interim ha trovato la terza vittoria consecutiva nella partita più importante della stagione, Ocokoljić ha innanzitutto portato serenità in un ambiente profondamente scosso dalla dipartita di Željko Obradović.
Per superare la tempesta mediatica e sportiva, con tanto di contestazione da parte dei tifosi, che hanno fatto quadrato attorno al leggendario allenatore, Ocokoljić non ha optato per rivoluzioni, mantenendo grossomodo l’intero playbook di Obradović, lavorando tuttavia su piccoli dettagli di carattere sia tecnico che soprattutto mentale.
La mano di Ocokoljić
Oltre a mantenere la solidità difensiva un punto fermo della proposta cestistica del Partizan, Ocokoljić ha lasciato maggiore libertà in fase realizzativa. Dopo avere sbloccato il tandem formato da Nick Calathes ed Isaac Bonga nella trasferta vinta contro il Cluj-Napoca in Lega Adriatica, il coach bianconero ha riattivato anche il duo composto da Duane Washington e Sterling Brown nel derby.
La maggiore tranquillità del roster del Partizan è evidente anche nella modalità in cui i bianconeri hanno vinto sia il derby, che le precedenti due partite dalla dipartita di Željko Obradović. Se, contro Stella Rossa e Bayern Monaco, il successo è arrivato con una rimonta di carattere, contro il Cluj-Napoca la vittoria è stata più marcata.
La concentrazione è un’altra cartina di tornasole della mutata prestazione del Partizan. Se, con Željko Obradović al timone, i bianconeri erano soliti crollare nei terzi quarti e nei momenti chiave delle partite, ora Belgrado sembra trovare lucidità e voglia di vincere proprio nelle fasi decisive di incontri dal peso specifico enorme.
Alibegović, Notae e Peñarroya
Risalito nella classifica di Eurolega a sei vittorie in quindici partite disputate, secondo nel girone A di Lega adriatica con sei successi e solo una sconfitta, il Partizan, segnatamente la dirigenza, si trova ora a fare i conti con le conseguenze del trionfo nel derby.
La prestazione di coach Ocokoljić potrebbe, anzi dovrebbe portare all’estensione dell’interim dell’ex vice allenatore del Monaco almeno di qualche mese, accantonando le voci che danno il Partizan vicino alla firma di Joan Peñarroya, che non a caso la dirigenza bianconera si è affrettata a smentire quarantotto ore prima del derby.
Qualora Ocokoljić dovesse rimanere, il Partizan potrebbe dirottare le risorse accantonate per il nuovo allenatore per rafforzare il proprio roster. Tramontata l’ipotesi Mike Beasley, messa in stand by quella che porta a JD Notae, la cui uscita da Trapani è possibile solo in febbraio, Amar Alibegović resta tra gli obiettivi di mercato della compagine bianconera.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Mirko Ocokoljić.
Credits: Partizan BC