Ora è ufficiale: Željko Obradović non è più l’allenatore del Partizan. A comunicarlo è stata una nota della società bianconera, che dopo avere rinviato una riunione indetta per decidere come reagire alla richiesta dell’allenatore maggiormente titolato d’Europa di rimaneggiare il roster, posta come condicio sine qua non per ritirare le dimissioni presentate all’indomani della nona sconfitta subita in Eurolega, ha ufficializzato la separazione col capo allenatore col quale, negli ultimi quattro anni, Belgrado è tornato nell’Olimpo del basket europeo, vincendo altresì due Leghe adriatiche ed un titolo nazionale di Serbia.

Secondo il testo rilasciato dal club bianconero, Obradović, in occasione della riunione di ieri, sarebbe rimasto fermo nella sua decisione di non ritirare le dimissioni considerando impossibile lavorare col roster attualmente a sua disposizione, adducendo altresì motivazioni legate al suo stato di salute.

Confermate, dunque, sono state le impressioni che davano Obradović oramai fuori dal Partizan, la squadra nella quale il professionista nativo di Čačak è cresciuto sia come giocatore che come allenatore, diventando un vero e proprio beniamino di un popolo che, al momento del suo ritorno da Atene, all’indomani delle dimissioni da head coach del club di Belgrado, ha assediato l’aeroporto Tesla per chiedergli di rimanere al timone della squadra.

Un epilogo prevedibile

Per Obradović, quanto accaduto va sulla falsa riga dell’addio al Panathinaikos, quando, nel 2012, una manifestazione massiccia di affetto da parte dei tifosi della compagine di Atene non sono state sufficienti a fare cambiare idea al professionista nativo di Čačak, che ha infine congedato il club greco dopo averlo portato alla vittoria di cinque Euroleghe in tredici anni.

Poche ore prima della nota ufficiale del Partizan, lecito sottolineare, indiscrezioni della stampa locale hanno sottolineato come Obradović avrebbe addirittura già ritirato gli effetti personali dagli uffici del Partizan. La dirigenza bianconera, da parte sua, nella mattinata di sabato si è affrettata ad affidare la squadra ad Aca Matović, promosso ad interim al ruolo di capo allenatore.

GM e allenatore

Proprio la scelta dell’allenatore è ora la priorità per un Partizan che, nel contempo, deve fare i conti anche con l’ingaggio del nuovo GM, che con tutta probabilità vedrà un ex capitano della squadra bianconera, segnatamente Žarko Paspalj o Novica Veličković, prendere il posto di Zoran Savić, che la dirigenza ha dimissionato nella giornata di ieri.

Secondo indiscrezioni, in cima alla lista dei ‘papabili’ per la successione a Obradović vi è Andrea Trinchieri, che tornerebbe così al timone della compagine che ha contribuito a portare alla vittoria di una Supercoppa adriatica nel 2019, di una Coppa Korać nel 2020, e chissà, forse anche di un’EuroCup e di una Lega adriatica se la stagione non fosse stata interrotta dallo scoppio della pandemia.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović durante l’accoglienza trionfale all’aeroporto Tesla di Belgrado.