Non una seconda ipotesi, e nemmeno una serie di colloqui di selezione per decidere tra diversi candidati, ma un processo di reclutamento lineare è ciò che ha portato Željko Obradović a tornare al timone del Panathinaikos, la squadra che l’allenatore più vincente d’Europa ha trascinato a ben cinque titoli di Eurolega tra il 2000 e il 2012, e che oggi è pronta a sognare col suo vecchio e nuovo stratega.
Avviati subito dopo la cessazione del rapporto di collaborazione tra il Panathinaikos ed Ergin Ataman, i colloqui tra il club di Atene e Željko Obradović si sono sviluppati in maniera inusualmente rapida, a testimonianza di quanto sia patron Dimitrios Giannakopoulos che l’allenatore nativo di Čačak abbiano desiderato concludere l’operazione in maniera rapida.
I dettagli dell’accordo
Come riportato da fonti greche, Obradović ha firmato un accordo triennale dal calore di undici milioni di euro, che consentirà allo stratega serbo di tornare sulla panchina del Panathinaikos dopo quattordici anni coronati da ventitré trofei, undici dei quali ottenuti nel campionato nazionale.
Indiscrezioni locali hanno altresì confermato che Obradović avrebbe ottenuto carta bianca da parte di patron Giannakopoulos in merito a roster e staff tecnico. Tale gesto sarebbe stato dimostrazione della ferma volontà da parte del proprietario del Panathinaikos di avviare un nuovo ciclo con un coach profondamente amato dalla piazza.
Voglia di riscatto
Entrambe le parti in causa, del resto, intendono fare bene per riscattare una situazione non propriamente positiva. Per Obradović, che desidera congedarsi dalla pallacanestro con un trofeo, il Panathinaikos è una piazza ideale nella quale combattere per l’Eurolega e, in tal maniera, restituire slancio alla propria carriera dopo la traumatica separazione dal Partizan avvenuta lo scorso novembre.
Per il Panathinaikos, il ritorno di Obradović è il segnale perfetto per mantenere alte le ambizioni di un club che nella prossima stagione punta soprattutto a vendicare i successi riscossi sul piano europeo e nazionale dagli arcirivali dell’Olympiacos. Secondo indiscrezioni, patron Giannakopoulos avrebbe lasciato a coach Obradović carta bianca in termini di mercato.
La Grecia ritrova il suo maestro
Il ritorno dell’allenatore nativo di Čačak è una notizia positiva anche per la pallacanestro greca, che dopo quattordici anni ritrova il massimo esponente della scuola cestistica grecoslava. È stato proprio sulla tradizione iniziata da Krešimir Ćosić e Pino Giergia alla fine degli anni Ottanta che la Grecia ha costruito i propri successi in Europa sia a livello di club che di rappresentative nazionali nei primi anni Duemila.
In tredici anni sulla panchina del Panathinaikos, Željko Obradović ha dato consolidamento e slancio a quella sublime sintesi tra la disciplina slava e l’emotività più tipicamente ellenica, con la difesa come comune denominatore, che caratterizza lo stile grecoslavo, e che, a lungo andare, ha influenzato allenatori di spessore, come, tra i tanti, Georgios Bartzokas dell’Olympiacos.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Željko Obradović. Credits: Željko Obradović dinnanzi ai tifosi del Panathinaikos. Credits: Euroleague