Teo Alibegovic è stato intervistato da Damiano Montanari di Stadio e del conflitto di interessi che ha coinvolto durante questa stagione la Fortitudo Bologna (riferendosi al caso Sbezzi annunciato come consulente interno, con il dietrofront della società bolognese che era arrivato poco ore dopo). Queste le sue dichiarazioni:

“L’ottavo posto in questo momento è il suo valore. Naturalmente, alla luce dei problemi economici riscontrati l’anno scorso, la Fortitudo ha dovuto pensare prima di tutto a risanare la situazione finanziaria. Oggi non è in zona retrocessione e non ha velleità di promozione: è dove deve essere. I playoff? Dovrebbe riuscirci. Non mi pare che la squadra biancoblù sia scarsa, tutti conosciamo bene le potenzialità di questa Fortitudo e l’importanza del PalaDozza: quando si gioca in casa, diffcilmente si perde.
In estate avevo fatto un pensiero per cercare di poter dare una mano in qualsiasi modo. Non mi potevo rodere il fegato per la situazione diffcile stando con le mani in mano. Ripensando ai momenti di gloria dell’Aquila, sentivo troppa tristezza; non c’è stato niente di concreto, anche perché al tempo, con Pavani in uscita e le incertezze economiche del club, non si sapeva con chi poter parlare.
Dalmonte è un allenatore serio, concreto, con tanti anni di esperienza. Non so se si sia preso lui tante, troppe responsabilità, o se la società lo abbia caricato. La cosa che vedo dall’esterno è che in Fortitudo non dovrebbero esserci conflitti di interesse. Come è possibile prendere un agente come consulente di mercato? Sono pazzie, con tanta gente competente in giro per l’Italia. Se la Fortitudo gioca contro un’avversaria in cui militano altri giocatori di quel consulente – agente, come si giustifica la situazione? La Fortitudo non deve essere il Circo Togni di nessuno. La Fortitudo è una cosa seria”