Il presidente di Treviso Paolo Vazzoler è stato intervistato da Mattia Zanardo su “Il Gazzettino – Treviso”, il numero uno di Treviso Basket ha anche raccontato gli attimi del post-partita: “”Non era rimasto ormai quasi più nessuno al palazzetto, ero svuotato di energie, mi sono steso sul parquet. Mia figlia mi ha detto: “Hai visto cosa c’è dietro di te?”: il logo Legabasket. Ho pensato con gioia: tra tre mesi e mezzo, quando ricomincerà la stagione, Treviso Basket sarà ancora lì, tra le 16 della Serie A”.
Il successo è stato uno di quelli da ricordare: “Giocavamo contro una squadra da Eurolega, che doveva vincere per conservare il primo posto e non era più condizionata dalle coppe. Alla mattina abbiamo avuto la sorpresa dell’infiammazione al gomito di Jantunen. Potevamo disperarci, invece ce la siamo giocata. Bravissimo Marcelo a toccare le corde giuste, bravissimi i ragazzi a reggere emotivamente e fisicamente: è stato un superpiuma che batte un peso massimo”.
Il traguardo della salvezza raggiunta può dirsi soddisfacente? “A inizio stagione avevo detto: “Vorrei che la squadra faccia divertire e innamorare la piazza”. In alcune partite ci siamo riusciti, in altre abbiamo fatto arrabbiare, meritandoci le contestazioni. Ci siamo salvati sul campo come l’anno scorso. Con un girone di ritorno importante, abbiamo riscattato prove non così gloriose dell’andata. E l’abbiamo fatto in un campionato molto strano e apertissimo”.
Ci sono un po’ di rimpianti per non aver agguantato il treno playoff? “Assolutamente no. Sarebbe anzi da arroganti: abbiamo corso a lungo sull’orlo di un precipizio e ci voleva un nonnulla a farsi male. Dunque, bene così: come ogni cosa conquistata con sofferenza, questa salvezza ha un valore elevato. Si può sempre migliorare e il prossimo anno cercheremo di arrivarci prima”.
Fonte: legabasket.it