Si è tenuta oggi a Roma presso gli uffici della Comin & Partners (Piazza dei Santi Apostoli) l’evento “L’industria dello sport: pilastro per una crescita economica e sociale”, che aveva come obiettivo il dialogo sul fatto che lo sport vada oltre al suo lato agonistico e sia analizzato come comparto industriale in grado di generare crescita economica e sociale.

Ad aprire la serata sono stati Gianluca Comin (Presidente Comin & Partners) e Francesca Buttara (Founder Dowell) che hanno spiegato qual era l’obiettivo della serata, ovvero “Dialogare dello sport oltre alla sua dimensione sportiva, analizzando lo sport come ecosistema ed industria sociale. Infatti esso ha un’incidenza del 3,4% sul PIL e da lavoro a oltre 400.000 persone. In questo senso Roma Capitale sta facendo un gran lavoro in questa direzione”.

Ha poi proseguito Alessandro Onorato (Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale), che ha parlato anche di qual è stato a suo parere il grande errore di Roma nel periodo moderno “Io ho la fortuna e l’onore di rivestire questa carica, Roma viene da il più grande errore nell’epoca moderna, dire no alle Olimpiadi. Questo ha lanciato il messaggio all’estero che Roma non è una città in cui investire. Riportare i grandi eventi deve essere un’occasione per riportare le persone nella capitale. I grandi eventi creano questi, basta vedere lo scorso anno quando il giro d’Italia è terminato a Roma e questo dovrebbe essere la normalità. Negli ultimi anni abbiamo ospitato diverse manifestazioni di varie discipline tra cui la Ryder Cup (per quanto riguarda il golf), gli Internazionali d’Italia (per il tennis), ma senza poi avere un ritorno delle risorse. Quella delle Olimpiadi era un’occasione da prendere al volo. Nell’ultimo periodo inoltre si sta sviluppando il fatto che sia più facile creare squadre di pallavolo e basket di alto livello nelle città piccole rispetto a quelle grandi. Gli eventi sportivi stimolano la pratica di essi e su questo bisogna lavorare”.

Altro ospite illustre è stato il presidente della Lega Calcio serie A Lorenzo Casini che spiegato: “Il calcio può essere un’industria, rappresenta un settore che ha un carico fiscale del 70%. Non è organizzato però per  essere un’industria, Lega Calcio si presenta come un’associazione di società e questo non sembra essere il sistema migliore, mentre in Germania ci sono veicoli commerciali per svolgere questa attività al meglio. Lega calcio ha 70 dipendenti per quest’attività mentre il Regno Unito 700 e la Spagna 400. Situazione stadi in Italia è disastrosa rispetto ad altri contesti ed il problema è giuridico-amministrativo, gli interessi pubblici dietro uno stadio sono troppo ampi per poter essere gestita la situazione solo dal Comune. La Fiorentina ha dimostrato però che in 30 mesi si può fare e lo ha fatto costruendo il Viola Park, uno degli stadi più belli d’Europa”.

È intervenuto anche il presidente di LBA Umberto Gandini che ha posto l’evidenza sul tema dell’impiantistica e dell’aiuto normativo che il basket necessita.“Dobbiamo ragionare come una vera industria, perché ormai si tratta sempre più di offrire un prodotto che va ad occupare il tempo delle persone, ma che non può non essere inquadrata in una cornice che è l’impianto. Noi possiamo offrire un buonissimo prodotto rispetto a quello che viene investito sul campo, la cornice nella quale dobbiamo offrire il nostro prodotto è desolante, pochissimi impianti sopra i cinque mila posti, per giocare in serie A servono almeno 3500 posti, quelli superiori ai 10.000 posti sono pochissimi. Noi quest’anno siamo andati al PalAlpitour di Torino un palazzo, dove non si gioca regolarmente, ma è una delle migliori arene per portare uno spettacolo che vada oltre al mero incontro di basket. Pensiamo a città come Milano dove il Forum è l’unico impianto ad alto livello in cui giocare a basket e pensiamo che è stato costruito negli anni 90. Noi non abbiamo la possibilità di utilizzare tutte le fonti di ricavo che possano sopperire alla mancanza cronica di ricavi televisivi. Non abbiamo una speranza di vedere un intervento normativo o di sostegno finanziario da parte del Governo. Nel PNRR ci sono 900 milioni, 300 milioni sono per gli impianti sportivi questo mi pare una fotografia chiara di come sia gestita la questione fino ad ora. Nel basket abbiamo o figure del mecenatismo sportivo come Armani, Zanetti o Brugnaro o in alternativa abbiamo Consorzi. Abbiamo cercato di chiedere aiuto quando è stato necessario ed abbiamo ottenuto un rimborso per le speso sostenute e la cosa più importante che poi oggi si è andato a perdere è il credito d’imposta sulle sponsorizzazioni sportive. Chiediamo una maggior attenzione al sistema sportivo che necessita di qualche attenzione, l’impiantistica che non riguarda solo il basket e qualche intervento normativo che ci dia respiro”.

Ha poi concluso il presidente della Lega Pallavolo Serie A Massimo Righi, che ha affermato: “Dobbiamo tenere alta la bandiera dei valori sociali ed in questo senso rappresentiamo un costo sociale per lo Stato importante. L’ascesa della pallavolo è partita negli anno 90, grazie alla fiducia dei media e del Governo e tramite i successi ottenuti negli anni. Dal 2000 in poi la crescita invece è stata costante ma marginale, perchè è mancata la fiducia del sistema sportivo italiano. Negli ultimi anni sono state fatte numerose riforme ma è mancato il coraggio in queste misure, noi abbiamo un ruolo sociale importante ma non vediamo riconosciuto il nostro sostegno. In Europa il campionato italiano di pallavolo è considerato uno dei migliori la mondo, all’estero hanno deciso di investire sul volley italiano, mentre in Italia il sostegno che riceviamo è minore, è necessario un cambio di atteggiamento e mentalità”.

 

Valerio Laurenti