Un tracollo pesante, una partita sempre ad una sola direzione. Milano si prende il derby con il punteggio di 61-94, lo fa con una partita praticamente perfetta, soprattutto difensivamente, dimostrando tutti i dettami tattici di Messina e applicando un pressing asfissiante che condanna la Openobmetis.
UN TRACOLLO PESANTE
Asfissia, difesa fortissima, marcature strette, fisicità, centimetri. Messina ingabbia Kastritis, lo fa nella maniera più semplice e intelligente possibile, utilizzando al meglio i mezzi che ha in casa. Una super squadra, che nonostante le assenze di Cancar, Nebo, Leday, Toté, Guduric e altri, imprime un ritmo e guida la partita dall’inizio alla fine. Sotto la sapiente, brillante e ordinata guida di un Lorenzo Brown (13 punti e 6 assist) che fa tutt’altro sport per tutti quanti quando è in giornata. Da quella cabina di regia, da quelle mani educatissime anche al tiro da 3, da quell’estro e fantasia, Messina costruisce la vittoria che scaccia il periodo di crisi fatto di 3 sconfitte consecutive. Con un Armoni Brooks (20 punti), che appena ingrana la marcia da 3 non ha rivali e mette più di 10 punti solo nell’ultimo periodo, dove ormai la partita ha assunto i contorni di un allenamento e Varese va sotto di oltre 30 punti.
Milano non è solo Brown, è anche e soprattutto una squadra che quando alza il livello del pressing manda in tilt qualsiasi quintetto, soprattutto quelli che soffrono nel palleggio. Soprattutto Varese, che non ha ancora trovato la quadra con Moody, autore di una prestazione da 4 in pagella, fra tiri presi senza ritmo e forzati e mancanza di idee e costruzione. Alla squadra di Kastritis, poi, oggi il canestro non è particolarmente amico, come fu a Sassari. Fatica da morire anche Alviti, che sembra essere troppo nervoso e viene costantemente raddoppiato o comunque chiuso in uno spazio claustrofobia dal quale non esce praticamente mai. Il solito Nkamhoua non basta, con i suoi 16 punti. Nemmeno la verve di Librizzi e il generoso Moore. Il tracollo è netto.
Anzi si infrange costanemente. Come il resto dei suoi compagni, quando Milano alza il muro in area. Sono grossi, enormi, invalicabili. Hanno tutto: talento, centimetri e fisicità. L’ultimo quarto è buio pesto per Varese che perde ogni minimo contrasto, sbaglia tutto al tiro e segna solo 9 punti. Bisogna ripartire, la sconfitta di oggi è da archiviare il prima possibile.
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Credit Foto: Camillo-Castoria