Nel pomeriggio tramite una diretta su Facebook condotta dal nuovo Responsabile della Comunicazione Fabrizio Fabbri la Virtus Roma 1960 ha presentato i suoi nuovi acquisti, ovvero il coach Davide Villa ed il lungo Rei Pullazi. Il coach si è detto pronto ad iniziare questa nuova avventura affermando che l’obiettivo è solo uno e risponde alla promozione. L’ex allenatore di Treviglio Brianza ha inoltre affermato di aver imparato a convivere con la pressione che obiettivi del genere comportano e di sperare di essere la persona giusta per iniziare questo nuovo progetto. Villa ha poi esposto il suo stile di pallacanestro che vuole portare a Roma che sarà fatto di condivisione del pallone con una squadra fatta da giocatori bilanciati, ovvero che sapranno dare un apporto su entrambe le metà campo. Ha concluso spiegando che questa scelta è dovuta al fatto che la storia della pallacanestro romana risponde al nome Virtus e che nonostante un pensiero ci sia stato, non sente la concorrenza delle neonate squadre romane in LBA. Queste le sue parole:

“Sono contento di essere qui. Stamattina ho visto il Centro Sportivo, è stato bello vedere il posto dove andremo a lavorare ed ho avuto il piacere di conoscere le persone con cui condividerò questo percorso, lo staff medico, lo staff tecnico. E’ stato bello incontrare di persona il presidente Massimiliano Pasqualini ed il DS Ivan Belletti. E’ stata una mattinata impegnativa. La pressione è innegabilmente alta, sappiamo che stiamo inziando una stagione dove un solo risultato ci interessa e ci importa ottenere. E’ innegabile che questa pressione c’è, ma nel mondo dello sport quando arrivi ad un certo livello ed hai certe ambizioni, con questa pressione ci devi convivere. Sono certo che in ogni posto in cui ho avuto la fortuna di stare è stato diverso per carica emozionale ed emozioni. Roma è unica, come lo era Treviglio e Milano, spero di poter lasciare un segno anche qui come ho fatto nei posti precedenti. Spero di essere la persona giusta per iniziare questo progetto ed ovviamente non vedo l’ora di iniziare. Qualche appassionato potrà essere attirato dalla pallacanestro a Roma delle categorie superiori, ma chi è legato alla Virtus Roma rimarrà legato a questa squadra. Le prime volte che ho sentito Ivan al telefono, ho fatto una riflessione su queste nuove realtà, ma poi ho pensato che la Virtus è una società storica e quello che c’è attorno non posso preoccuparmente io. Inoltre non fanno concorrenza perchè giocano una categoria diversa. L’ho vissuto quando ero all’Urania perchè sarebbe stata una follia far concorrenza all’Olimpia perchè sono due mondi completamente diversi. Il mio cammino cestistico è stato segnato da diversi allenatori, tra cui Enrico Rocco che nelle giovanili di Jesi mi ha portato a livello nazionale poi tanti altri come Massimo Meneguzzo. Ho avuto la fortuna da colleghi con cui ho condiviso esperienze e corsi fatti assieme. A livello senior come idea di gioco sono rimasto legato ai Detroit Pistons che vinsero il titolo con Larry Brown, che facevano gioco di squadra nonostante avessero diversi talenti e di condivisione del pallone. Ho cercato di ispirarmi ad un’idea che è la condivisione e non di dipendere da un solo giocatore. Io credo che non esistano gli estremi, il giusto bilanciamento è quello che fa vincere. Bisogna essere bilanciati, serve giocatori che facciano entrambi le cose”.

Sul neo arrivato Rei Pullazi: “Con lui ho avuto un’annata a Milano bella e difficile. Una squadra che doveva conquistarsi tutto, un anno bello che poteva finire con qualche soddisfazione in più. Quando ci siamo sentiti con Ivan dopo aver iniziato questo percorso, il primo nome che mi è venuto in mente è stato Rei. Con Ivan l’idea era di portare della romanità nella squadra, è importante avere qualcuno che conosce Roma ed anche per il carattere combattivo che ha Rei. Sono molto felice di ritrovarlo

Sulla tradizione dei coach lombardi a Roma: “Nomi come quelli di Bianchini sono importanti che hanno fatto la storia incredibile, io mi accontenterei di fare la metà. Io mi auguro di portare il mio mattoncino al nostro risultato, senza scomodare nessuno e facendo il mio umile lavoro”.

Sul roster: “La prima cosa che abbiamo fatto è  stato puntellare il reparto lunghi dove volevamo mettere centimentri e fisicità. Abbiamo cercato di non farci abbindolare dalla categoria dove giocavano. Tra i giocatori presi nel reparto lunghi abbiamo preso giocatori che hanno vinto questo campionato. Aldilà della categoria, perchè non basta che un giocatore scenda dall’A2 alla B. Interessava avere giocatori che avevano già vinto il campionato, ci interessava che avessero fatto un percorso per arrivare ad un obiettivo comune. Sugli esterni ci sono da gestire dei contratti in essere, con dei nuovi giocatori. Non abbiamo cercato l’equazione che è meglio di qualsiasi cosa, se verranno dall’A2 è perchè pensavamo che fosse la soluzione migliore. Dovremo dimostrare di essere i più forti della categoria. L’intenzione mia è di avere al raduno quattro-cinque giocatori del settore giovanile, per dimostrare l’unione tra prima squadra e settore giovanile. Cercheremo i giocatori migliori da invitare al raduno e coinvolgere durante la stagione”.

Sul suo passato a Treviglio e sui suoi nuovi tifosi: “Treviglio è stata una scelta di pancia e di cuore. Erano rimasti senza squadra ed il mio desiderio era voler far parte della rinascita. Per me è un onore di questi due anni, quando ho preso questa decisione non mi interessava della categoria. Sono felicisissimo, abbiamo fatto due anni buoni e difficile. Mi sono stati vicini in un momento delicato della mia vita. Per me saranno più che tifosi una parte importante. Io ho vissuto le piazze in cui ho giocato con grande appartenenza e volendo conoscere le persone. Spero di conoscere il prima possibile i nostri tifosi, dal 13 agosto in avanti se qualcuno volesse conoscere me e i ragazzi, io sarei solo che contento. Le porte del palazzetto saranno sempre aperte. Spero di lasciare un segno come nei posti in cui sono stato nella mia carriera”.

 

Ha poi parlato Rei Pullazzi (ha anche firmato il contratto) che si è detto emozionato per il ritorno nella sua Roma, confermando che è arrivato con l’ambizione di riportare la Virtus in serie A2 e che una motivazione che l’ha spinto a firmarlo è l’ottimo rapporto con coach Villa, che l’aveva già allenato ai tempi dell’Urania Milano. Queste le sue dichiarazioni:

“Sono veramente emozionato, erano anni che non mi capitava di essere così carico ed emozionato. Sono felice e non vedo l’ora di iniziare, di ricominciare ad allenarmi a Roma. Quando sono venuto a gara 2 contro la T-Tecnica Gema Montecatini ho avuto delle sensazioni a sentire l’inno della Virtus ed a vedere il palazzetto soldout. Davide è uno dei motivi per cui sono qui, è un allenatore con cui mi sono trovato bene a Milano, è equilibrato e porta entusiasmo. Credo che lui fa sempre rendere i giocatori anche più di quello che sanno fare. E’ l’allenatore giusto per la squadra che si sta costruendo. Dovremo fare innamorare il pubblico che ci dovrà stare vicino, le delusioni fanno parte dello sport. Se fai la squadra forte non è detto che vinci sempre, io ne ho perse tre di finali in serie B perchè può succedere di tutto. Credo che i tifosi della Virtus, a maggior ragione quest’anno che sono nate queste due nuove realtà, servirà ancora di più la passione dei tifosi per trascinarci verso un obiettivo che non è facile. Tutti vorranno batterci e questa è una cosa che ci deve dare ancora più motivazione. I tifosi dovranno starci vicino perchè ci saranno delle difficoltà ed in quel momento ci dovranno supportare”.