Le WNBA Finals 2026 si aprono nel segno delle Golden State Valkyries, che davanti ai 18.064 spettatori del Chase Center conquistano Gara 1 superando le Atlanta Dream per 68-64, al termine di una sfida combattutissima e decisa soltanto negli ultimi secondi. Protagonista assoluta Gabby Williams, autrice di 26 punti, di cui ben 16 nel secondo quarto, e decisiva nel finale, quando le californiane completano la rimonta grazie soprattutto a una straordinaria prestazione difensiva, concedendo appena 8 punti alle avversarie negli ultimi dieci minuti.
Una gara dal punteggio basso, figlia dell’intensità delle due difese ma anche delle scarse percentuali al tiro: 32,1% dal campo per Golden State e 32,8% per Atlanta. D’altronde, a contendersi il titolo sono due delle migliori formazioni difensive della lega: le Valkyries hanno chiuso la regular season con il miglior defensive rating della WNBA (99,1), mentre le Dream si sono piazzate al terzo posto (103,5). Non a caso, ben sei giocatrici delle due squadre sono state inserite negli All-Defensive Team, tra cui Angel Reese, nominata Defensive Player of the Year proprio davanti a Williams.
La superiorità difensiva delle Valkyries emerge soprattutto nell’ultimo quarto, quando Atlanta realizza appena 8 punti, tirando 2/19 dal campo. Una difesa capace di limitare le principali protagoniste delle Dream: Angel Reese, autrice di 14 punti nel primo tempo, rimane a secco nella ripresa, mentre Allisha Gray, miglior realizzatrice di Atlanta con 19 punti, chiude gli ultimi dieci minuti senza segnare, con uno 0/7 dal campo.
Una finale dal grande significato storico per entrambe le franchigie, ancora alla ricerca del primo titolo WNBA. Golden State, al suo secondo anno di esistenza, ha raggiunto per la prima volta l’ultimo atto della stagione dopo aver eliminato Dallas e le campionesse in carica delle Las Vegas Aces. Atlanta, invece, torna alle Finals dopo tredici anni e si presentava all’appuntamento ancora imbattuta in questi playoff, con cinque vittorie in altrettante partite. Le Valkyries, che avevano già vinto tutti e tre i precedenti stagionali, si portano così sull’1-0 nella serie.
A rendere ancora più speciale l’atmosfera del Chase Center, tutto esaurito con 18.064 spettatori, anche la presenza di numerosi volti legati ai Golden State Warriors. Sugli spalti Stephen Curry, Draymond Green, Moses Moody, Will Richard, il rookie Yaxel Lendeborg, gli ex Warriors Zaza Pachulia e Juan Toscano-Anderson, oltre a coach Steve Kerr. Una presenza che testimonia ancora una volta il forte legame tra le due franchigie, appartenenti allo stesso gruppo di proprietà, e il grande sostegno che il mondo Warriors ha riservato al progetto Valkyries fin dalla sua nascita. Un supporto dimostrato anche alla vigilia della finale, quando Stephen Curry si è riscaldato prima della sfida di preseason contro Portland indossando la maglia numero 22 di Veronica Burton, un gesto simbolico che racconta la vicinanza tra le due realtà del basket di San Francisco.
La serie, che si disputa al meglio delle sette partite, proseguirà con Gara 2 nella notte italiana tra lunedì 19 e martedì 20 ottobre, alle ore 02:00, ancora al Chase Center. Successivamente le due squadre si trasferiranno ad Atlanta per Gara 3, in programma giovedì 22 ottobre alle 02:00 italiane, e Gara 4, prevista per sabato 24 ottobre alle 19:00. Entrambe le sfide saranno ospitate dalla State Farm Arena, casa degli Atlanta Hawks, dopo la decisione della WNBA di modificare il calendario per permettere alle Dream di giocare davanti a un pubblico più numeroso.
LA CRONACA
Parte meglio Atlanta, che sfrutta le difficoltà offensive delle Valkyries e si porta sull’11-5. Golden State reagisce grazie a Kaitlyn Chen, che prima pareggia sull’11-11 e poi firma il sorpasso con una tripla di tabella (14-11). Nel finale sale però in cattedra Angel Reese, dominante sotto canestro e protagonista del parziale di 11-0 con cui le Dream chiudono la prima frazione avanti 22-14.
Atlanta continua a spingere anche in avvio di secondo periodo, toccando il +9 (29-20), ma Golden State cambia marcia trascinata da una scatenata Gabby Williams. La francese, dopo un primo quarto senza punti, si sblocca dall’arco, mentre Zandalasini accorcia con un elegante movimento in fadeaway e una tripla (32-30). Williams diventa incontenibile e, con 16 punti nel solo secondo quarto, guida la rimonta delle californiane fino al sorpasso sul 40-37. Le Valkyries alzano anche l’intensità difensiva e, nonostante un finale concitato con una controversa palla a due sul tentativo di Reese, vanno all’intervallo avanti 42-39.
Al rientro dagli spogliatoi Atlanta riprende il controllo della gara, piazzando un parziale di 11-2 che vale il 50-44. Golden State attraversa un momento di grande difficoltà offensiva, ma riesce a reagire grazie alla tripla di Kaila Charles e all’appoggio di Laeticia Amihere, che firma il controsorpasso sul 51-50. Nel finale è però Allisha Gray a riportare avanti le Dream, che chiudono il terzo periodo sul 56-51. Disastroso il quarto offensivo delle californiane, ferme a soli 9 punti con il 16% dal campo.
L’ultima frazione si apre con un fallo su Zandalasini, trasformato in flagrant 1 dopo la revisione arbitrale, ma l’azzurra realizza soltanto uno dei tre liberi a disposizione. Hayes riavvicina Golden State con una tripla, mentre Atlanta prova a difendere il vantaggio (60-55). Le Valkyries non mollano e, trascinate dalla difesa di Burton e dai canestri di Stokes e Williams, tornano a un solo punto di distanza (62-61). Il finale è una battaglia fisica, segnata anche da una brutta caduta di Hayes e da un problema al ginocchio accusato da Williams. Proprio la francese, però, non si ferma e dalla lunetta firma il sorpasso a 1’18” dalla sirena (65-64). Stokes allunga sul +2, poi una straordinaria difesa di squadra permette a Golden State di recuperare il rimbalzo decisivo. Williams è glaciale ai liberi e chiude i conti sul 68-64. L’ultimo tentativo di Allisha Gray non trova il canestro: le Valkyries conquistano così Gara 1 delle WNBA Finals.
QUI per il tabellino completo
Di Flavio Tarabù
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In foto: Gabby Williams | WNBA, via sito web