La notizia era nell’aria già dalla tarda mattina del 5 dicembre. Dopo lo shock della sera prima con la sconfitta casalinga contro l’Alba Berlino e le dimissioni di un signore come Luca Banchi, la Virtus Bologna non poteva farsi trovare impreparata. E così non è stato.
La Segafredo con i tempi ristrettissimi ha dovuto cercare un profilo che potesse essere all’altezza delle competizioni che il club disputa e che rientrasse nei parametri economici e contrattuali migliori.
La soluzione è stata presto presa con l’ingaggio e l’ufficialità di Dusko Ivanovic con un contratto di sei mesi e opzione di rinnovo in base ai risultati di fine stagione.
Tecnico montenegrino, nato a Polje (in Montenegro) nel settembre del 1957, con alle spalle tantissimi anni di grandi esperienze al più alto livello europeo sia da giocatore (3 vittorie della YUBA Liga con Spalato e soprattutto 2 Coppa dei Campioni con la stessa squadra) che da allenatore.
Alla Virtus Bologna arriva un vero e proprio sergente di ferro, conosciuto da tutti per i suoi metodi duri e – per i più – poco ortodossi. Sono note le sue tantissime ore di allenamento imposte alle proprie squadre a cui viene richiesto di sputare sangue sul parquet.
Il nome di Dusko Ivanovic è fortemente legata al Baskonia. In terra basca infatti il montenegrino ha allenato in quattro diversi frangenti della propria carriera con uno degli highlights del 2000-01 con la finale di Eurolega persa proprio contro la Virtus Bologna di Ettore Messina.
Ma per lui ci sono state esperienze importanti anche al Barcellona, al Panathinaikos, alla Stella Rossa, al Chimki e al Besiktas.
Ora è pronto per la sua prima nel nostro paese dove porterà i suoi metodi in una squadra che finora in questa stagione ha reso molto meno rispetto alle aspettative. La curiosità di vederlo all’opera in questo roster è elevata anche perché si troverà giocatori esperti che dovranno tornare a sbucciarsi le ginocchia. Ma tra questi ritroverà due sue vecchie conoscenze come Tornike Shengelia e Achille Polonara, entrambi protagonisti della cavalcata vincente nella bolla di Valencia dell’immediato post Covid che aveva porta il titolo della Liga ACB al Baskonia.
Ma ora Will Clyburn, Marco Belinelli e compagni andranno ad aggiungersi ad un folto numero di giocatori di spessore che Dusko Ivanovic ha allenato in carriera. Partendo dai fenomeni argentini del Baskonia (l’allora TAU Vitoria) di inizi anni 2000 Luis Scola, Andres Nocioni, Hugo Sconochini, Pablo Prigioni e Fabricio Oberto. Ma di quei roster non vanno dimenticati Saulius Stombergas, Jose Calderon, Tiago Splitter e Sergi Vidal.
Anche al Barcellona sulla propria strada ha incontrato veri e propri fenomeni, alcuni anche italiani come Gianluca Basile, Gregor Fucka e Denis Marconato. Ma non sono da meno leggende come Juan Carlos Navarro, Marc Gasol e Bootsy Thornton.
Ma i talenti sotto la guida di Ivanovic sono tanti che sarebbe un errore non citarli tutti, basti pensare anche gli anni recenti con Aleksej Shved al Chimki o il duo Chima Moneke-Markus Howard al Baskonia o ancora Facundo Campazzo alla Stella Rossa.
Ora il presente di Dusko Ivanovic però si riassume con due semplici parole Virtus e Bologna. Sotto le due Torri proverà a rimpolpare quel suo palmares già bello ricco: 3 Liga ACB, una Coppa Korac, 4 coppe del Rey, un campionato francese e una coppa di Grecia. Insomma Bologna è pronto a vederlo all’opera con un basket dispendioso, ma che può far divertire il pubblico se ben messo in pratica. Poi spetterà a lui cercare di trarre il meglio da una squadra ferita dagli ultimi avvenimenti e ridare quella fiducia che mancava da tempo.
L’epoca di Dusko Ivanovic a Bologna è ufficialmente cominciata! 

Eugenio Petrillo

Nell’immagine Dusko Ivanovic, foto Ciamillo-Castoria