L’Eurolega e la Lega adriatica sono le uniche due competizioni ad avere introdotto la regola dell’espulsione automatica degli allenatori che interrompono un contropiede avversario facendo invasione di campo. Per la prima volta in assoluto, l’applicazione di tale regola ha avuto luogo a spese di una personalità ben nota al basket italiano.
È stato infatti Dino Repeša, ex giocatore delle giovanili di Fortitudo Bologna e Benetton Treviso, oggi allenatore dello Split, a venire espulso in occasione del grande classico della seconda giornata di Lega adriatica contro il Partizan per avere interrotto un contropiede avversario ad due minuti scarsi dalla fine dell’incontro.
Un contropiede che non era tale
Con gli ospiti avanti di sole tre lunghezze, l’intervento di coach Repeša e la sua conseguente espulsione hanno rappresentato un aspetto determinante di una partita che, alla fine, gli ospiti hanno fatto propria, confermando il primato nella classifica del gruppo A del torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia.
La notizia sarebbe limitata al solo dato statistico se non fosse che l’azione per la quale Repeša è stato sanzionato non sarebbe stata tecnicamente un contropiede. Carlik Jones del Partizan, infatti, aveva davanti a sé ben quattro giocatori dello Split al momento dell’invasione di campo del coach dello Spalato.
Una squalifica troppo pesante
A rendere ancor più paradossale la situazione verificatasi al palasport di Gripe è una squalifica di una giornata che, proprio per via dell’espulsione, coach Repeša si è visto notificare a sole quarantotto ore dalla partita seguente di Lega adriatica. Una penalità che, al netto della dubbia correttezza della fischiata arbitrale, ha il sapore della beffa.
La squifica, di fatto, ha equiparato l’atteggiamento pacato e rispettoso di Repeša a quello decisamente più esuberante di Zvezdan Mitrović, allenatore della Cedevita Olimpija anch’esso squalificato per un turno dopo avere rimediato un’espulsione nel primo quarto della partita precedente a Podgorica contro la Budućnost per via di proteste a dir poco vivaci.
Il precedente di Dubai
Avrebbero potuto gli arbitri fermarsi e verificare al VAR l’effettiva natura del contropiede che ha portato all’espulsione di Repeša? Avrebbe il giudice sportivo della Lega adriatica potuto tenere un metro più equo nei confronti del coach dello Split? Le domande sorgono legittime, anche perché coach Repeša è stato penalizzato per la seconda volta in tre partite, e si troverà ancora impossibilitato a guidare la propria squadra per una partita intera dopo tre turni nel torneo ex jugoslavo.
Come da noi riportato, l’ex giocatore di Fortitudo Bologna e Benetton Treviso si è già visto privato della possibilità di guidare la sua squadra in occasione della trasferta a Dubai, dove Repeša non è stato ammesso per via di un cavillo burocratico che una società come quella degli Emirati, connessa fortemente con le autorità locali, avrebbe potuto risolvere (magari con un visto temporaneo).
L’eroe di Torino al debutto
Situazione attorno a Repeša a parte, lo Split si trova ora costretto ad affrontare una delicata trasferta a Podgorica con la squadra guidata dal secondo assistente, dato che, causa malattia, anche l’allenatore in seconda, Ante Marović, non potrà prendere parte alla spedizione in Montenegro contro l’Estudiantes di Podgorica.
A fare il proprio debutto in Lega adriatica sarà dunque Damir Rančić, già autore del capolavoro sportivo della Kaštela di Castelli da allenatore, che da giocatore dello Zadar si è fatto conoscere in Italia per via di una bomba da metà campo che, nella prima partita Final Eigth di Uleb Cup del 2009, contro il Bilbao, fece esplodere il settore del palasport di Torino occupato dagli ultras dalmati.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Dino Repeša. Credits: KK Split / Ivica Cavka