È iniziato oggi da Roma il viaggio della fiamma olimpica, che percorrerrà l’Italia lungo 63 giorni, e passando nelle mani di 10.001 tedofori, per poi giungere naturalmente a Milano, per l’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Tra i tedofori di oggi, Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto a Tokyo nel 2021, Gregorio Paltrinieri, leggenda del nuoto azzurro, ed Elisa Di Francisca, vincitrice di un doppio oro (singolare e a squadre) nel fioretto a Londra 2012, ma anche Achille Polonara: dopo la precedente neoplasia testicolare, al campione azzurro era stata diagnosticata una leucemia mieloide a giugno di quest’anno, seguita da un trapianto di midollo osseo e un coma provocato da una trombosi che l’aveva reso in serio pericolo di vita. Per questo le immagini di questa giornata sono così commoventi, quasi miracolose, e incarnano a pieno il simbolo di speranza rappresentato dalla Fiamma Olimpica, quella speranza che non ha mai abbandonato Achille, i suoi familiari e i tantissimi tifosi che ogni giorno gli dedicavano un pensiero.

L’emozione, naturalmente, non è mancata neanche nel nativo di Ancona, come testimoniato ai microfoni di “Olympics.com”:
“È stata davvero emozionante questa apertura delle Olimpiadi invernali. Naturalmente siamo degli sportivi, quindi da sportivo è stato veramente molto emozionante”. E poi ancora: “… ho ricevuto tantissimo affetto da parte del mondo del basket e dello sport in generale. È stata una grande dimostrazione di Giovanni Malagò e quindi sono molto contento di aver ricevuto questo affetto e di continuare a riceverne ogni giorno”. 

Alla domanda su chi meriterebbe il passaggio ideale della Torcia Olimpica, Polonara ha risposto: “La passerei a mia moglie perché mi è stata sempre vicina. È stata unica più di sempre perché, veramente, ci ha creduto più di tutti, è stata super”. Mentre invece la cosa più sorprendente scoperta su se stesso, in questo difficile periodo della sua vita, è stata “la forza di volontà, la forza di rialzarmi, nonostante abbia attraversato un periodo molto difficile. Naturalmente sono stato supportato da molte persone, però quando combatti con una malattia sei tu contro la malattia; quindi, anche se è una cosa che mi riguarda, è stata sorprendente da parte mia”.

Quella di Achille Polonara, rappresentante dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020, è una storia di speranza, rinascita, tenacia, è la storia di chi è riuscito a rialzarsi nonostante le numerose cadute, nonostante le probabilità fossero contro di lui, nonostante le continue difficoltà. La storia di Polonara è l’ennesimo esempio di come lo sport sia spesso metafora della vita, di come un aiuto reciproco possa funzionare in campo come nella realtà di tutti i giorni: Achille, come da lui stesso affermato, era da solo contro la malattia, ma è stato altresì importante il supporto di sua moglie, dei suoi cari e dei tifosi, che in un momento così difficile non hanno mai fatto mancare il loro sostegno.

Achille Polonara con la Fiamma Olimpica
Roma, 6 dicembre 2025
Foto di Olympics.com