Regista della rimonta, stabilizzatore della difesa nei momenti cruciali della gara, passatore nelle due azioni che hanno deciso la partita. E meno male che non doveva nemmeno giocare. Così può riassumersi la partita di D’Angelo Harrison, il protagonista della vittoria di una Blu Basket Bergamo che ha deciso la contesa negli ultimi due minuti di gioco per mezzo di tre canestri da tre punti che hanno spaccato una partita prima di allora disputata a ritmi bassi, costringendo la Fortitudo all’ennesima sconfitta esterna (65:56).
17 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e tre triple sono in particolare i numeri che hanno consentito all’atleta statunitense di meritare il titolo di MVP della partita, che Bergamo ha vinto prevalendo con una difesa ferrea che ha tenuto la Fortitudo a 56 punti realizzati in quaranta minuti di gioco, con altresì un 33,3% dal campo ed un 23% dalla lunga distanza.
A permettere il successo alla compagine di Harrison è stato anche una buona presenza sotto le plance, ambito nel quale la Blu Basket, che è andata sopra di due lunghezze sia alla pausa lunga (29:27) che all’ultimo intervallo (44:42), ha catturato 43 rimbalzi, di cui 31 sotto il proprio canestro, concedendone 35 a Bologna.
Per Bergamo, la vittoria è valsa il settimo successo stagionale a fronte di otto sconfitte finora maturate in Serie A2. Per quanto riguarda la Fortitudo, la crisi lontano dal Paladozza continua, tanto da portare la compagine di coach Attilio Caja a decrementare il proprio bilancio nel campionato a dieci vinte e sei perse.
Matteo Cazzulani
Nella foto: D’Angelo Harrison