La pallacanestro mondiale perde uno dei suoi simboli più luminosi. È morto all’età di 68 anni Oscar Schmidt, leggenda del basket brasiliano e icona assoluta di questo sport a livello globale. A riportare la notizia è stata CNN Brasil, citando una dichiarazione della famiglia. Schmidt si è spento in ospedale, al termine di una lunga malattia che negli ultimi anni ne aveva segnato il percorso.
Considerato uno dei più grandi realizzatori della storia del gioco, Schmidt è stato molto più di un semplice cestista: un simbolo, un riferimento culturale e sportivo per il Brasile e per tutto il movimento internazionale. Tiratore straordinario, capace di segnare in ogni modo e da ogni distanza, ha costruito una carriera leggendaria senza mai passare dall’NBA, pur avendone avuto l’opportunità, restando fedele alla nazionale brasiliana.
In Italia ha lasciato un segno indelebile, diventando un idolo prima a Pavia e poi soprattutto con la Juve Caserta, con cui conquistò una storica Coppa Italia nel 1988. Il pubblico italiano lo ha amato per il suo talento puro e per quella capacità quasi unica di trasformare ogni partita in uno spettacolo personale. Non a caso, è stato per ben sette volte miglior marcatore della Serie A1, dominando un’epoca.
Il suo palmarès racconta solo in parte la grandezza del personaggio: tre campionati brasiliani, successi internazionali con club come Palmeiras e Sírio, e soprattutto una carriera straordinaria con la nazionale. Indimenticabile il trionfo ai Giochi Panamericani del 1987, oltre ai tre titoli sudamericani e alle ripetute presenze nei quintetti ideali dei Mondiali, record che testimonia una continuità ai massimi livelli raramente vista.
Il riconoscimento definitivo è arrivato con l’ingresso nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame nel 2013, dopo quello nella FIBA Hall of Fame nel 2010: un tributo alla sua unicità, al suo talento sconfinato e all’impatto globale avuto sul gioco.
Con la scomparsa di Oscar Schmidt se ne va una leggenda autentica, uno di quei giocatori capaci di trascendere epoche e confini. Resta il ricordo di un campione irripetibile, che ha fatto del canestro una forma d’arte e della pallacanestro uno spettacolo senza tempo.
Il direttore di Basket Magazine, Mario Arceri, il vice direttore, Fabrizio Pungetti, e la redazione tutta esprime alla famiglia di Oscar le più sentite condoglianze.
LUTTO NEL MONDO DELLA PALLACANESTRO: A 68 ANNI SI È SPENTA LA LEGGENDA OSCAR SCHMIDT