Due gare completamente diverse nella notte di playoff NBA. Gli Oklahoma City Thunder restano imbattuti nella post season: i ragazzi di coach Daigneault sbancano la Crypto.com Arena, dominando i Los Angeles Lakers nel secondo tempo e volando sul 3-0 nella serie. I Cleveland Cavaliers, invece, fanno valere il fattore campo: quinta vittoria consecutiva alla Rocket Arena, ma i Detroit Pistons rimangono avanti 2-1 e avranno un’altra occasione nello stesso palazzetto nella notte tra lunedì e martedì.

Los Angeles Lakers 108-131 Oklahoma City Thunder (0-3 nella serie)

Proprio come nei precedenti episodi della serie, i Los Angeles Lakers tengono testa per un tempo agli Oklahoma City Thunder, poi si sciolgono completamente e vanno sotto 0-3. I padroni di casa tirano con ottime percentuali dall’arco (46.7%), guidati dai 21 punti di Rui Hachimura, ma non riescono mai realmente a costruire un vantaggio significativo. Nei campioni in carica fatica particolarmente Shai GilgeousAlexander (23 con un inusuale 7/20 al tiro per lui), ma il roster ha la profondità per rimediare: sei giocatori in doppia cifra oltre al canadese.

Nel secondo tempo gli ospiti cambiano marcia e spazzano via completamente gli avversari dal campo: 74-49 il parziale della ripresa. Il protagonista di OKC è Ajay Mitchell, giocatore a libro paga per solo 3 milioni ed ennesima gemma pescata dal GM Sam Presti: 24 punti (18 tra terzo e quarto periodo), 10 assist, 3 palle recuperate e 0 palle perse, numeri messi a referto solamente da Magic Johnson, Chris Paul e Tyrese Haliburton dal 1990 ad oggi. Importanti i canestri dalla panchina di Cason Wallace (16) e Isaiah Joe (12), oltre alla solita presenza sotto i tabelloni di Chet Holmgren (18) e Isaiah Hartenstein (12): i Thunder sono una squadra piena di risorse, ricordando anche l’assenza di Jalen Williams.

Tra le fila dei californiani, invece, serata difficile per LeBron James e Austin Reaves, che combinano per 36 punti con 12/32 dal campo, troppo poco per impensierire OKC. Inoltre, il confronto tra le panchine è impietoso: escluso Luke Kennard, autore di un’ottima prestazione da 18 punti, le riserve gialloviola ne hanno messo a referto solamente 11, di cui 8 in pieno garbage time, contro i 44 degli avversari. Oklahoma City vede le finali di conference, mentre i Lakers dovranno fare i conti con un’altra estate turbolenta e con il rimorso di non aver visto Luka Doncic all’opera nel momento che conta.

Cleveland Cavaliers 116-109 Detroit Pistons (1-2 nella serie)

I Cleveland Cavaliers continuano a difendere la Rocket Arena con successo in questa post season: i Detroit Pistons si arrendono nel finale, ma mantengono il vantaggio nella serie. Una gara 3 fatta di parziali: il primo allungo porta la firma dei padroni di casa (32-18 nel secondo periodo), con un Donovan Mitchell spaziale da 35+10 rimbalzi con 12/23 dal campo e da un Jarrett Allen (18) molto incisivo sotto le plance. Gli ospiti rispondono con un parziale di 33-19 al rientro dagli spogliatoi grazie alla prova solida di Tobias Harris (21) e all’energia di Paul Reed (11) dalla panchina.

Si arriva a 3 minuti dal termine sul 104 pari: ci si gioca tutti negli ultimi giri d’orologio. Cade Cunningham si rende protagonista di tre palle perse sanguinose, con Max Strus (7) che riporta avanti i suoi, ma poi la stella dei Pistons ingaggia un duello stellare con James Harden (19) nei possessi finali. ‘The Beard’ inizia con il jumper del +4, ma l’avversario risponde con una schiacciata pazzesca. L’ex Clippers segna nuovamente con un floater dolcissimo e Cunningham, ancora una volta, replica con la tripla del -1. Harden, però, ha qualcosa da farsi perdonare dopo le prime due gare opache: step back, si alza dal perimetro e straccia la retina a 30 secondi dalla sirena; Detroit non riesce più a trovare la via del canestro e i Cavs riaprono la serie.

Cunningham chiude in tripla doppia con 27+10+10 assist ma anche con 8 palle perse e 10/27 dal campo: non la miglior prestazione della prima scelta del draft 2021. Inoltre, la difesa dei Pistons non ha funzionato in questa gara 3: 58% concesso agli avversari, un numero troppo alto per poter vincere in trasferta. Dall’altro lato della medaglia, coach Bickerstaff può essere soddisfatto per essersela giocata fino in fondo nonostante una fase difensiva sotto gli standard abituali. La gara 4 diventa un crocevia fondamentale: i ragazzi di Atkinson dovranno continuare a far valere il fattore campo, altrimenti finirebbero in una buca molto profonda.

Nell’immagine: Ajay Mitchell               Credit photo: Oklahoma City Thunder (Facebook)