Mancano 4 minuti alla fine della partita, Udine e Reggio Emilia si trovano sul punteggio di 71-75, dopo la tripla appena segnata da Stephen Brown per gli ospiti, che ora si trovano con l’inerzia del match dalla propria parte.

E’ questo l’inizio dei clamorosi ultimi minuti della gara al PalaCarnera. I padroni di casa subito ricuciono le distanze e addirittura vanno in vantaggio con due triple bianconere, prima di Calzavara e poi di Mirza Alibegovic.

A 3 minuti dalla sirena conclusiva, infatti, il punteggio dice 79-77. Reggio torna di nuovo in attacco, ma JT Thor perde palla e Udine dall’altro lato trova l’82-77 con un gioco da tre punti da parte di Mekowulu.

Reggio Emilia è con le spalle al muro, un’altra sconfitta rischierebbe di complicare ancora di più la situazione della classifica, Brown in attacco non molla, penetra dal lato destro l’area e Ikangi gli plana addosso per cercare di fermarlo. Gli arbitri chiamano fallo, ma intanto Brown è riuscito a lanciare la palla verso il canestro, la palla rimbalza sul ferro, poi tocca leggermente il tabellone e poi ritorna lentamente verso il canestro, resta sospesa sul ferro per qualche secondo prima di entrare dentro la retina.

E’ un canestro fondamentale, che con il tiro libero porta Reggio Emilia a -2, sull’82-80. Mancano 2 minuti alla fine.

Udine non trova il canestro in attacco e perde palla, e Reggio Emilia, invece, segna da tre e torna avanti clamorosamente con la tripla di Troy Caupain. I bianconeri si riportano però immediatamente in vantaggio, Semaj Christon tenta il canestro del sorpasso, sbaglia, ma a rimbalzo c’è ancora lui, che prende e segna, portando avanti Udine 84-83 con 1:10 da giocare.

Tocca di nuovo a Caupain, il 10 biancorosso si carica la responsabilità del tiro, si mette a lato sinistro del campo, quasi sulla linea laterale, e supera Calzavara, che lo sta marcando. Caupain entra in area, si avvicina al canestro ma, prima di tirare, rallenta, quasi in attesa che il suo difensore lo raggiunga. Intanto, però, Christon cerca di mettersi davanti a lui, rischiando di invadere il cilindro avversario.

Calzavara recupera, ma Caupain si alza per tirare in sospensione. Il pallone lascia le mani del giocatore biancorosso, mentre Christon, ormai senza equilibrio, commette fallo entrando nel suo cilindro. Gli arbitri, ancora una volta, fischiano, con il pallone ancora in volo. La parabola sembra buona, anche se sembra uscire andando oltre il canestro, tocca, però, il secondo ferro e rimbalza in alto, fermando la sua corsa. La sfera a spicchi, così, rimbalza leggermente indietro ed entra perfettamente nella retina.

E’ il canestro dell’84-85, che diventa subito 84-86 a 50 secondi dalla fine. Dall’altro lato Udine tenta di segnare, ma il tiro di Calzavara è stoppato da Williams. Reggio Emilia chiama time-out e si gioca, con 31 secondi dalla fine, l’azione della vittoria.

Passano 14 secondi di azione, Caupain attacca nuovamente il centro dell’area, Alibegovic lo tiene bene, ma c’è troppo poco spazio e ben 3 difensori a circondarlo. Fuori dal perimetro, quasi in angolo, alla sua sinistra, c’è un suo compagno di squadra: è Jaylen Barford, che non sta aspettando altro. Il numero 0 si chiama la palla con le mani alzate in cielo e, una volta, ricevuta, tira senza pensarci. La parabola è perfetta, è la tripla della vittoria, quella dell’84-89, a 12 secondi dalla fine.

La gara termina 85-90, è un successo fondamentale per Reggio Emilia, il PRIMO della STAGIONE in TRASFERTA, il secondo consecutivo dopo tanti mesi di difficoltà, con 7 sconfitte consecutive tra novembre e dicembre, con un ultimo posto occupato per tanto, troppo tempo. Ora invece, sembra che la via sia stata tracciata, 3 vittorie nelle ultime 5 partite, e soprattutto la prima in trasferta, a Udine, che ora è distante appena 2 punti.

Un finale incredibile, segnato dalle giocate di Caupain e Brown, di una squadra che non ha smesso di crederci e che vuole conquistare qualcosa di più di quello a cui sembrava poter ambire in questa stagione.

Foto di Ciamillo Castoria