Sarà una finale molto italiana quella che concluderà la Copa del Rey 2026. Da una parte Sergio Scariolo, dall’altra Paolo Galbiati e Matteo Spagnolo. Real Madrid e Baskonia si contenderanno il trofeo alla Roig Arena di Valencia dopo aver superato rispettivamente i padroni di casa ed il Barcellona al termine di due semifinali vietate ai deboli di cuore.

Un rush finale spaziale di Hezonja (25 punti per lui), da una parte, una rimonta sofferta ed una strenua difesa, dall’altra, valgono il passaggio all’ultimo atto.

Scariolo proverà a sollevare un nuovo trofeo dopo l’Eurocup vinta sulla panchina della Virtus Bologna, Galbiati tenterá l’impresa storica, vincere due coppe nazionali diverse in due anni consecutivi.

 

VALENCIA BASKET – REAL MADRID 106-108

Se ne ricorderanno in tanti della prima semifinale di questa Copa del Rey, Valencia e Real Madrid danno spettacolo sul parquet della Roig Arena con un match che vale il prezzo dell’abbonamento.

Taronja e merengues si dividono il primo tempo con parziali da 34-16 e 20-34, Jean Montero è il motore dei primi 10′ con 7 punti a referto, Darius Thompson il regista illuminato; il secondo quarto è tutto della coppia Campazzo-Hezonja, 17 punti in due con Tavares a fare da totem con 6 punti e 3 rimbalzi.

Ristabilito l’equilibrio, le due squadre si scambiano colpi senza soluzione di continuità, con vantaggi minimi da una parte e dall’altra.

Sembra tutto finito quando Montero, a 20″1 si alza dal palleggio e centra il bersaglio grosso sfruttando il blocco di Braxton Key e superando la mano altissima di Tavares che aveva accettato il cambio difensivo (106-101) ma Mario Hezonja non ha ancora detto l’ultima parola: passano appena 3″6 per il catch and shoot dall’angolo sulla rimessa di Theo Maledon, subito dopo intercetta la rimessa lunga e fa carambolare la palla nelle mani di Abalde, lo spagnolo cede a Campazzo che gli restituisce la sfera, altro extra pass in angolo dove Hezonja si alza ancora e brucia la retina, 106-107 in un battito di ciglia.

L’ultima speranza di Montero si spegne nella selva di braccia merengues, Campazzo subisce anche fallo dal dominicano sulla sirena, segna uno dei due liberi e la festa, già cominciata, può definitivamente continuare.

106-108, senza supplementari, il Real Madrid passa nell’incontro con più punti segnati della storia della competizione.

 

BARCELLONA – KOSNER BASKONIA 67-70

“Por la mañana café, por la tarde ron, Paolo Galbiati haznos campeón” canta la tifoseria del Kosner Baskonia e motivi ce ne sono da vendere. 17 anni, tanto è il tempo trascorso dall’ultima finale disputata dal club di Vitoria, era il 2009 ed il Tau allenato da Dusko Ivanovic, con giocatori come Prigioni, Rakocevic, Teletovic e Pete Mickeal e con la stoppata di quest’ultimo a cancellare la tripla della vittoria di Berni Rodríguez, sollevava il trofeo nel Palacio de los Deportes di Madrid.

C’è tutto questo nel 67-70 con cui il Baskonia di oggi supera il Barcellona, una gioia che ripaga anni in cui una tifoseria splendida ha provato l’amaro calice della rassegnazione, il successo nella bolla del 2020, firmato Achille Polonara (e, ancora, Dusko Ivanovic) è ormai una vecchia foto ingiallita sul comò di casa, quasi invisibile sotto lo strato di polvere di annate funeste.

È un Baskonia diverso da quello che ci si sarebbe attesi, non c’è il Markus Howard che aveva destato l’attenzione di tutta Europa, c’è un gruppo coeso e capace di lottare spalla a spalla, con Trent Forrest, 10 punti con 6 rimbalzi e 8 assist, a tenere il timone e tanti esecutori di livello, da Luwawu-Cabarrot (13+7r) ad un Rodions Kurucs (14) capace di trovare il momento più opportuno per colpire, senza dimenticare la solidità di Diakité (10+5r) o un Matteo Spagnolo che non arriva in doppia cifra (9pt) ma sceglie con cura le conclusioni da prendersi.

Il Barça non ha il solito Punter, tuttavia il “motore Virtus” Clyburn (11) – Shengelia (12+7r) e la guida di Laprovittola (12) sembrano essere sufficienti, specialmente quando il raro lampo di Satoransky fissa il 61-51 ad inizio quarto periodo.

E invece tutto cambia, Spagnolo brucia Hernangómez procurandosi il viaggio in lunetta, Razdevicius e Kurucs perfezionano il parziale di 7-0 che riapre i giochi, un altro di 11-2, arrivato in maniera dilatata mentre le difese s’imponevano sugli attacchi, vale il definitivo sorpasso che Diakité firma con la tripla e Razdevicius con un gancio ad una mano da 4 metri (65-69).

Non si segna praticamente più, nell’ultimo minuto Shengelia inchioda per ridare speranza ai suoi, tuttavia il suo tentativo per il pari a 8″ dalla sirena viene cancellato da Diakité che lo mura come farebbero gli azzurri del volley.

Un libero su due di Luwawu-Cabarrot vale il 67-70 ma restano 4″, Parra ha la palla per forzare il supplementare ma il suo tiro non vede nemmeno il ferro, il Baskonia vola in finale.