È il giorno della verità. Alle ore 17 si alza il sipario sulla finale della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026: Olimpia Milano contro Bertram Derthona Tortona, remake dell’atto conclusivo del 2022. Diretta su LBA TV, Sky Sport e Cielo per una sfida che promette scintille, emozioni e una nuova pagina da scrivere.
Milano parte con i favori del pronostico, ma in Coppa Italia i pronostici contano fino a un certo punto. Lo sa bene Tortona, che in semifinale ha ribaltato la Virtus Bologna con personalità e sangue freddo, dimostrando di avere talento e coraggio per giocarsela contro chiunque. La squadra piemontese arriva all’ultimo atto con l’entusiasmo di chi non ha nulla da perdere e tutto da conquistare.
Dall’altra parte c’è un’Olimpia reduce da una battaglia vera nel derby con Brescia, una semifinale intensa, fisica, nervosa, risolta nei dettagli e nei colpi dei suoi uomini migliori. In particolare quelli di Armoni Brooks, leader tecnico ed emotivo di una squadra che nei momenti più complicati ha trovato nel suo talento la bussola per orientarsi.
Sarà anche una finale tra due squadre profonde e strutturate, ma inevitabilmente i riflettori saranno puntati sui due terminali offensivi più incandescenti della competizione: Armoni Brooks e Prentiss Hubb.
Brooks arriva all’ultimo atto con numeri pesanti: 39 punti complessivi in due partite, 19.5 di media in appena 17.5 minuti sul parquet. Percentuali irreali: 63.6% da due, 54.5% da tre, 87.5% ai liberi. OER di 1.294 e un impatto netto sul +/-. Ma oltre le cifre c’è la sensazione costante di controllo: quando la partita si sporca, quando l’attacco si inceppa, Milano va da lui. E lui risponde. Si crea il tiro, si prende responsabilità, segna anche con l’uomo addosso. In semifinale lo ha fatto nel momento più delicato, ribaltando l’inerzia con la naturalezza dei grandi realizzatori.
Hubb, però, non è da meno. 37 punti totali, 18.5 di media in 26 minuti, con un OER ancora più alto (1.440) e un impatto complessivo devastante. In semifinale ha firmato il capolavoro contro la Virtus: leadership, triple pesanti, letture intelligenti. Non solo scoring (57.9% dal campo), ma anche 8 rimbalzi totali e 15 assist distribuiti nelle due gare. È lui il cervello e il cuore dell’attacco di Tortona, capace di accendersi nei quarti decisivi e cambiare il destino della partita.
Due modi diversi di essere leader offensivi: Brooks più esplosivo e verticale, Hubb più creativo e totale. Ma entrambi hanno dimostrato di saper alzare il livello quando il pallone pesa di più.
L’Olimpia ha esperienza, profondità, abitudine a giocare finali. Sa gestire la pressione e conosce i dettagli che fanno la differenza in partite secche come questa. Ma le energie spese contro Brescia potrebbero farsi sentire, e servirà un approccio feroce fin dalla palla a due.
Tortona, invece, arriva con leggerezza e fame. Ha già dimostrato di poter sovvertire le gerarchie e non teme il palcoscenico. La chiave sarà reggere l’urto iniziale e restare a contatto: più la partita si allunga punto a punto, più cresce la fiducia dei piemontesi.
È una finale che profuma di equilibrio e talento, di tiratori pronti a infiammarsi e di leader disposti a prendersi ogni responsabilità. Milano contro Tortona, Brooks contro Hubb, tradizione contro ambizione.
Alle 17 sapremo chi alzerà la Coppa Italia 2026. E sarà, comunque vada, una storia da raccontare.
BM GAMEDAY FINAL EIGHT/ Milano-Tortona, remake da brividi: la Coppa passa dalle mani di Brooks e Hubb – di Eugenio Petrillo
Iconografica di Stefano Arciero