Il sorriso di Stella Rossa, Split e Bosna, e soprattutto le lacrime di Partizan, Zadar e Igokea sono la sintesi delle coppe nazionali nello spazio ex jugoslavo che, come d’abitudine per quanto riguarda i trofei di metà stagione, hanno offerto sorprese e ribaltato equilibri prestabiliti.

Il primo trofeo di Saša Obradović

In primis, spazio ai meriti, a cominciare da quelli della Stella Rossa, che bella Coppa Radivoj Korać ha fatto quanto ci si aspettava, dominando l’intera Final Eight e confermandosi vincitrice del primo trofeo stagionale di Serbia con una vittoria di carattere sulla Mega in finale (106:84).

Nella corsa che ha portato coach Saša Obradović alla vittoria del primo trofeo alla guida dei biancorossi, la Stella Rossa, che ha superato il Borac di Čačak e lo Spartak di Subotica nei primi due turni, ha messo in mostra la difesa aggressiva con alta pressione sulla palla tipica del repertorio del proprio allenatore.

La prima Coppa di Dino Repeša

La vendetta degli ex, segnatamente Antonio Jordano, Dario Drežnjak e Antonio Sikirić, sono stato il marchio di fabbrica del successo dello Split nella Coppa Krešimir Ćosić, che la compagine spalatina ha vinto, sconfiggendo lo Zadar in finale (89:86), per la seconda stagione consecutiva.

Per coach Dino Repeša, alla prima Coppa nazionale della sua carriera da capo allenatore, il trofeo è ampiamente meritato anche per via della vittoria in semifinale che ha visto Spalato eliminare i padroni di casa della Cibona in una semifinale che la compagine erede della gloriosa Jugoplastika ha controllato con autorevolezza.

La difesa di Muhamed Pašalić

Nella Coppa Mirza Delibašić, la Bosna ha aggiunto un ulteriore successo ad una stagione molto positiva, nella quale la compagine di Sarajevo, neopromossa in Lega adriatica, sta facendo risultati sia nel torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia che nella FIBA Europe Cup.

Mediante l’imposizione di ritmi controllati e di una difesa attenta soprattutto sotto le plance e in materia di aggressività, coach Muhamed Pašalić ha sconfitto dapprima lo Široki in semifinale, e poi il Borac di Banja Luka in una finale dominata nel suo complesso (98:70).

Le scelte di Joan Peñarroya

Venendo alle dolenti note, il primo sconfitto delle coppe nazionali è sicuramente il Partizan primo in classifica di Lega adriatica, che però è stato eliminato dalla Mega in una semifinale di Coppa Radivoj Korać che ha fatto ripiombare i bianconeri in una crisi di risultati e identità, senza difesa e senza idee in fase di realizzazione.

Principale indiziato per tale insuccesso è coach Joan Peñarroya, che ha impiegato quintetti ricchi di realizzatori e palleggiatori, come Duane Washington e Sterling Brown, con un solo lungo, Bruno Fernando, e l’unico vero passatore, Nick Calathes, lasciato a casa per scelta tecnica.

Come ragionevole, l’impegno difensivo di Isaac Bonga, la grinta di Arijan Lakić e la guida di Aleksej Pokuševski non sono bastati al Partizan ad evitare, con tutto rispetto per gli avversari, un’umiliante eliminazione in semifinale dopo aver piegato l’FMP ai quarti solo al supplementare.

Le scelte di Danijel Jusup

Grande sconfitto delle coppe nazionali è anche lo Zadar primo in classifica nella Premijer Liga di Croazia, che similmente al Partizan ha pagato scelte tecniche del proprio allenatore, Danijel Jusup, che, costretto comunque da un roster di per sé corto, la partita conclusiva della Coppa Krešimir Ćosić con lo Split l’ha giocata avvalendosi prevalentemente di sette giocatori, due dei quali eroicamente scesi in campo malgrado infortunio.

Il cuore di Lovro Mazalin e Borna Kapusta non è infatti bastato allo Zadar, che ai quarti ha eliminato il Dinamo di coach Damir Mulaomerović padrone di casa, a fare propria una finale che pure i biancoblu, dopo un inizio sottotono, avevano riaperto nel terzo quarto grazie alla grinta di capitan Marko Ramljak, ai punti di Vladimir Mihailović e alle giocate di Karlo Žganec.

Proprio un antisportivo commesso da Žganec nella seconda metà dell’ultimo periodo, sanzionato in maniera dubbia da un arbitraggio non propriamente all’altezza della contesa, è stato l’episodio che ha svoltato l’ennesima partita ‘punto a punto’ che lo Zadar ha perso nel corso della stagione in corso.

L’eliminazione di Nenad Stefanović

Infine, tra le sconfitte ‘di rango’ delle coppe nazionali vi è l’Igokea, che a sorpresa è stata eliminata dal Borac di Banja Luka nella semifinale della Coppa Mirza Delibašić, mancando in tal maniera il primo titolo stagionale di Bosnia Erzegovina.

Pur possedendo un roster allestito per affrontare la FIBA Basketball Champions League, la compagine allenata da Nenad Stefanović ha dimostrato come, nei trofei di metà stagione, le gerarchie prestabilite possono spesso non contare.

Matteo Cazzulani

Nella foto: il capitano dello Zadar, Marko Ramljak, consolato da coach Danijel Jusup. Credits: KK Zadar / Zvonko Kucelin