BOLOGNA – La Virtus Bologna lotta, resta in partita fino agli ultimi possessi, ma alla fine deve arrendersi al Partizan Belgrado che passa alla Virtus Arena per 88-82. Una sconfitta che pesa, perché probabilmente rappresenta l’ultimo vero treno per restare aggrappati alla corsa play-in di EuroLeague. Eppure il risultato, per quanto doloroso, racconta solo in parte la serata vissuta dalle Vu Nere.
Ancora una volta, infatti, la sfortuna si accanisce sulla squadra di Dusko Ivanovic. Con le rotazioni dei playmaker già ridotte all’osso per le assenze di Alessandro Pajola e Daniel Hackett, nel secondo quarto arriva anche il problema muscolare al flessore della coscia sinistra per Luca Vildoza. Un colpo durissimo per l’equilibrio della Virtus, che si ritrova di fatto senza veri cambi nel ruolo e costretta a chiedere uno sforzo extra a Carsen Edwards e Matt Morgan. I due reggono l’urto e tengono Bologna in partita per lunghi tratti, ma nel finale arrivano inevitabilmente in debito d’ossigeno.
Ivanovic è così costretto ad allungare le rotazioni con tanti giovani: in campo si vedono contemporaneamente il classe 2007 Matteo Baiocchi, il 2004 Saliou Niang, il 2005 Francesco Ferrari e il 2001 Momo Diouf. Una Virtus giovanissima e inevitabilmente corta, che però non smette mai di crederci e resta incollata alla partita fino agli ultimi minuti.
L’avvio, però, è tutto di marca serba. Il Partizan impone subito il proprio ritmo e soprattutto trova il canestro con grande continuità dall’arco. Le triple scavano il primo solco e permettono agli ospiti di toccare anche la doppia cifra di vantaggio nei primi minuti. Bologna fatica ad entrare in ritmo, ma con il passare dei minuti riesce a contenere i danni e a rimettersi in carreggiata: al termine del primo quarto il punteggio è 29-25.
Nel secondo periodo la Virtus completa la rimonta iniziata nel finale del primo e riesce a impattare sul 39-39, trovando maggiore fluidità offensiva e più equilibrio difensivo. Proprio quando la partita sembra girare, però, arriva la tegola dell’infortunio di Vildoza. Il Partizan ne approfitta per provare un nuovo allungo e va all’intervallo lungo avanti 52-48.
Al rientro dagli spogliatoi i serbi tentano nuovamente di scappare, facendo valere soprattutto la propria fisicità. La Virtus però non molla: Edwards e Morgan tengono in piedi l’attacco, mentre Diouf dà sostanza vicino a canestro. Con grande sforzo Bologna riesce a restare agganciata alla partita e al 30’ è ancora lì, sotto di appena due lunghezze sul 65-63.
L’ultimo quarto si apre con grande tensione. Il Partizan perde uno dei suoi riferimenti sotto canestro: Bruno Fernando, fino a quel momento fattore nella partita, commette il quarto fallo e, protestando, si prende anche un tecnico che vale il quinto personale e l’uscita anticipata. La Virtus prova a sfruttare il momento, ma nel finale emergono le energie residue.
La partita resta punto a punto fino agli ultimi possessi, ma la maggiore lucidità e le migliori percentuali al tiro del Partizan fanno la differenza. I serbi trovano l’allungo decisivo negli ultimi minuti e chiudono i conti sull’88-82.
Per la Virtus arrivano 19 punti da Carsen Edwards, 18 da Matt Morgan e 14 da Momo Diouf. Nel Partizan spiccano invece i 19 di Carlik Jones, i 16 di Isaac Bonga, i 13 di Dylan Osetkowski e i 10 di Tonye Jekiri.
Resta il rammarico per una partita in cui Bologna ha dovuto inseguire per tutti i quaranta minuti, ma anche la consapevolezza di aver lottato fino alla fine nonostante le difficoltà e le rotazioni ridotte al minimo. Una serata amara, segnata ancora una volta da infortuni e imprevisti, che probabilmente spegne le ultime speranze europee della Virtus.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Carsen Edwards, foto Ciamillo-Castoria